secondo me skito i forum in questo han dato una bella sveltita. tra tante scemenze e punti di vista opinabili ,sapendo scegliere si riesce a farsi una opinione realistica avendo un po' di fiuto.
Ai nostri tempi si andava di passaparola, la nostra casistica personale su una marca era basata su una o due persone, e pensavamo che fosse statistica.....qualche volta l'ho detto e amo ripeterlo, penso alla mia evoluzione mentale.
Ragazzino che mette le mani nella moto, pensa che con due fori nella scatola filtro e un getto del massimo si possa far meglio di qualunque ingegnere della casa.
Diventi grandi e guarda caso intraprendi quegli studi. la difficolta' ti fa crescere un rispetto assoluto, ero arrivato al punto di pensare che qualunque oggetto fosse un capolavoro della tecnica e qualunque medico uno sciamano solo perche' avevano potuto affrontare e superare studi cosi' difficili.
Finalmente entro nell'industria, una grande e gloriosissima industria.
E capisco l'ovvio. Un marchio non e' altro che una insegna. Il cuore sono gli uomini.
Se un marchio prestigioso va in crisi e' perche' ha perso gli uomini buoni. A quel punto la crisi si accentua, i residui uomini buoni emigrano verso ditte concorrenti. Si va avanti per inerzia ancora un po', restano le mezze calzette. la produzione diventa lentamente obsoleta.Le attrezzature pure,la qualita' scende, si risparmia sui componenti. Si percepisce chiaramente che si e' sulla via sbagliata. Bene, quando in una azienda DA DENTRO sei arrivato a tutto cio' e' assai probabile che il pubblico non si sia ancora accorto di nulla.
ma vale anche il contrario. L'azienda si rinnova, investe ,assume giovani in gamba,rinnova attrezzature e prodotti, processi produttivi, abbassa di brutto l'eta' media della nuova classe dirigente, eppure il pubblico ancora per anni la percepisce perdente.
Non sto a fare nomi, capisci benissimo quali nomi sarebbero adatti a entrambe le "parabole".
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