Quote:
Originariamente inviata da calimero
X feather (la sicilianuzza  ) non disperare, pensa ad esempio che:
-io ho studiato all'estero ed ho una qualifica come Medico Analista di Laboratorio, tuttavia al primo colloquio di lavoro in quel di Basilea, da diplomato una "barbara" mi fa in "barbaro locale": ah sig. Bruno Gallotti vedo che lei è italiano, dovrebbe cercare un posto di lavoro nella ristorazione, non negli ospedali...
Per la prima vlta ho capito, era il 1992 come si veniva considerati all'estero da Italiani.
Poi comunque alla faccia di questa putt@... ho lavorato come responsabile in alcune delle maggiori strutture statali, come l'ospedale universitario di Winterthur e non della sfizzera e quando ho cercato lavoro in Italia, io che non sono nè di sinistra, nè raccomandato, nè figlio di papà, (che sono le tre "conditio sine qua non" per trovare lavoro in tempi brevi da noi) ho cercato e trovato in un paio di mesi.
Coraggio 
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Per Milano, per quanto mi riguarda, non mi riferisco tanto alle difficoltà legate alla mera questione lavorativa.
Quando parlo di città chiusa, mi riferisco soprattutto al rapporto umano... che è a mio parere molto sacrificato. Non so se mi spiego...