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Vecchio 16-08-2007, 16:07   #11
essemme
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da il messaggero di ieri Mercoledì 15 Agosto 2007 riporto questi due articoli:


Arrivavano in frenata. Tutti con il piede sul freno. Del resto era inevitabile visto che cinquecento metri prima avevano visto un’auto della Stradale, con due agenti in servizio, ferma con gli indicatori di direzione che lampeggiavano e con la scritta ”Controllo della velocità in corso” in bella mostra sul display istallato sopra al tettino. Arrivavano in frenata, quindi, passando davanti al telelaser imbracciato da un altro agente e assistito da un altro ancora a velocità di molto al di sotto di quella massima consentita. Poi poi, superate quelle due pattuglie cosa succedeva? Che tutti gli automobilisti in viaggio ieri mattina sul tratto a quattro corsie della Flaminia, dopo, hanno accelerato c’è da scommeterci. Ma superando i 110 ammessi in quel tratto o mantendosi nel limite?
Il debutto umbro del nuovo sistema per il controllo della velocità è stato un fallimento. Anzi: peggio. Perchè a sentire gli agenti della Stradale che hanno sudato per due ore e mezza (dalle 8,30 alle 11) sotto il sole di mezz’agosto nel tratto Campello-Trevi, quel dispiegamento di forze e quegli avvertimenti hanno provocato frenate anche brusche e in più di una occasione si è temuto il tamponamento. Cosi non funziona, scuotono la testa gli agenti. Speriamo che il nuovo decreto sulla sicurezza stradale, almeno in questa parte, venga cambiato ad ottobre quando in Parlamento si voterà la sua trasformazione in legge.E hanno ragione gli agenti della Stradale. E non perchè così di multe non se ne fanno proprio, bensì perchè con questo sistema si diseduca l’automobilista al rispetto delle regole, lo si spinge a correre e a stare attento alle segnalazioni e a correre di nuovo una volta superate queste. La dimostrazione? Eccola: nel servizio faticosamente messo in piedi ieri dalla Polstrada del Compartimento di Perugia sono state fatte tre multe per eccesso di velocità ma a sorprendere oltre i limiti quei tre automobilisti è stato l’autovelox che, con una terza pattuglia, era stato sistemato circa quattro-cinquecento metri dopo il telelaser e reso parzialmente invisibile da una terza auto della Stradale ferma sulla corsia di emergen za.
In sostanza, tre ore e mezza di lavoro per sei agenti della Stradale faticosamente reperiti tra gli organici all’osso di tre distaccamenti (Foligno, Città di Castello e Todi) e un Compatrtimento (Perugia), tre autovetture, un telelaser e un auovelox hanno prodotto poco o nulla. Anzi, peggio: perchè hanno consolidato l’idea che se si è appena appena furbi si può correre a piacere. Un po’ come accadeva con le postazioni fisse per gli autovelox: bastava scoprire dove fossero ed il gioco era fatto. Un sistema, quello, molto gradito ai sindaci poichè consente di lasciar correre i residenti (che in genere sanno dove sono le postazioni fisse) e di multare qualche viaggiatore occasionale.
Tra gli agenti che ieri erano sulla Flaminia c’è chi ricorda quello che disse un suo parente tedesco in vacanza in Italia quando lui lo avvertì di stare attento all’autovelox che, sulla strada che stava per percorrere, avrebbe sicuramente incontrato: ma le indicazioni dei limiti di velocità -rispose lui- ci sono? Ecco -conclude il capo del servizio di controllo di ieri- quella è ciò che si chiama educazione stradale.

«La legge è uguale per tutti, quindi...». Il comandante della Polstrada, responsabile del servizio di controllo della velocità messo in atto ieri sulle quattro corsie della nuova Flaminia, non lo dice apertamente ma lo fa intendere molto chiaramente: finchè è in vigore quel decreto dovranno andare a riposo gli autovelox dei comuni che hanno in organico meno di quattro Vigili urbani visto che è obbligatoria una pattuglia che avverte del controllo in atto e una seconda pattuglia che manovra e controlla lo strumento rilevatore della velocità. Insomma, fine degli appostamenti; fine della caccia all’automobilista che corre. Ma poi, tutti i sindaci dei piccoli comuni che hanno acquistato l’autovelox, dovranno anche sperare che quel decreto cambi almeno in quella parte dove si dice dei controlli della velocità oppure dovranno assumere altri Vigili urbani. Si “salverebbero” i cinque Comuni dell’Unione che, avendo messo insieme le diverse Polizie urbane, dispongono di uomini numericamente sufficienti a far ”lavorare” gli autovelox. Ma dovranno prepararsi ad una resa praticamente azzerata.
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