PREMESSA
Is there a time for keeping your distance
A time to turn your eyes away
Is there a time for keeping your head down
For getting on with your day
Così comincia la canzone scritta dagli U2 e da Brian Eno che accompagna il video Miss Sarajevo di Bill Carter ed in cui viene criticato l'atteggiamento della comunità internazionale, incapace nei primi anni novanta di fermare le ostilità in Bosnia Erzegovina e di fornire aiuto alle vittime.
A causa di un piccolo episodio in cui sono stato coinvolto rispetto a quella guerra, troppo privato per essere raccontato, quei versi sono lo specchio di una indifferenza colpevole di cui mi sono reso protagonista e che avevo bisogno di sanare, fosse solo con un piccolo gesto simbolico.
Ecco, dunque, l’idea di un breve viaggio che toccasse alcuni luoghi simbolo della tragedia che ha accompagnato la dissoluzione dell’Ex Iugoslavia.
Ricordavo le strade anteguerra e mi sono tenuto largo con i tempi di percorrenza, scoprendo che oggi la rete stradale di Slovenia, Croazia e Bosnia Erzegovina è scorrevole e tenuta in ottime condizioni, almeno le strade principali.
Le idee erano molte e il tempo poco, considerato che la fine dell’estate coincide con una ripresa massiccia delle attività lavorative. Abbiamo dovuto dunque ridurre progressivamente le mete, rimandandone alcune agli anni che verranno.
PRIMO GIORNO (Km 479)
Oggi è giornata di trasferimento e potremmo avvicinarci maggiormente alla prima meta del viaggio, se non addirittura raggiungerla; ci piace tuttavia l’idea di sostare a Ljubljana che Maria Grazia non ha mai visitato e ci incuriosisce Kostanjevica na Krki, piccolissimo borgo ai confini fra Slovenia e Croazia di cui qualcuno mi ha parlato ed in cui abbiamo deciso di passare la notte.
La A4 ci porta fino a Gorizia, dove varchiamo il confine incustodito e imbocchiamo la H4 che rapidamente ci porta alla prima tappa.
Il centro storico di Ljubljana ci accoglie con l’animazione di Presernov Trg, non lontano dalla quale abbiamo parcheggiato la motocicletta. La piazza, dedicata al poeta Frances Preseren, scintilla delle vetrine di griffes prestigiose, ma allo stesso tempo è contagiata dalla spumeggiante atmosfera che deborda dalla Città Vecchia.
Il clarinetto di uno scatenato gruppo musicale balcanico ci spinge ad attraversare di corsa il Tronostovje (triplo ponte) che accentua la bizzarria e il mistero di questa città.
Non abbiamo una meta precisa e non vogliamo impegnarci in una visita sistematica dei monumenti e dei tesori della città; ci basta farci stupire dalla sua atmosfera balcanica e mitteleuropea allo stesso tempo e con questa sosta operare una cesura, un solco, che allontani la quotidianità e gli assilli della vita di ogni giorno.
Cerchiamo lo Zmajsti Most (Ponte dei Draghi) e lo Cevljarski Most (Ponte dei Calzolai), catturati dalla suggestione dei nomi, e ci lasciamo assorbire dal quartiere medievale in cui si rincorrono mille musiche agli angoli delle strade e il mistero dei vicoli scuri e deserti che si inerpicano sulla collina verso il Castello.
Il mercato delle erbe di Vodnikov Trg ci frastorna con l’abbondanza e la varietà di uve, fichi, miele, peperoni, pesche, fra i quali ronzano api e curiosi.
Lasciata Ljubljana, ci dirigiamo ad est lungo la A2 per raggiungere la regione di Dolenjska. Usciamo ad Ivancna Gorica e imbocchiamo la strada 216 che percorre l’ampia valle disegnata dal fiume Krka fra dolci colline verdissime e piccoli borghi. A Zuzemberg, sostiamo attratti dalla mole del Castello, oggi ridotto alla cerchia muraria e a quattro torri ricostruite dopo i pesanti bombardamenti della seconda guerra mondiale, ma che a partire dall’anno mille rappresentò un importante presidio della regione e dal XVI secolo fu la residenza della potente famiglia degli Ausperperg.
A Novo Mesto la 419 ci conduce a Kostanjevica na Kirki. Il fascino maggiore della minuscola cittadina è probabilmente la sua collocazione su una piccola isola circondata dalle acque calme e possenti del fiume Krka, ma, come per una donna che fu bella in gioventù, gli edifici mostrano i segni del suo passato splendore; fra essi spicca la Chiesa Parrocchiale di San Giacomo che conserva i caratteri distintivi del periodo romanico in cui fu eretta.
Ci fermiamo a dormire e a cena nell'unica Gostilna del circondario: Gostilna Zolnir. Le camere sono in puro modernariato ex Iugoslavia, ma la cucina si batte bene e il Refosco istriano eccellente.