Oggi è domenica, ma ugualmente mi sono svegliato alle 6. Fuori il cielo è coperto, ma tanto posso anche prendermela comoda per partire : ma poi perché ? Domenica = mercato/bazar e quello di Meo Vac è proprio dietro il mio albergo. Alle 6,15 ho già deciso che la giornata di oggi sarà dedicata al mercato/bazar ed eventualmente ad un giro con la moto nei dintorni di Meo Vac. Sto prendendo il ritmo giusto, cambiando sempre più spesso la mia tabella di marcia.
Mi vesto e alle 6,30 sono dal mercato, già animatissimo.
come in tutta l’Asia appena ci mettete piede venite investiti da una miriade di colori e di sapori
carne fresca
formaggi
dolci…dolci, ma non ho fatto ancora colazione, mi sembra ovvio che ne abbia approfittato
per fare colazione
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Ogni grande viaggio inizia con un piccolo passo
Oggi è domenica, ma ugualmente mi sono svegliato alle 6. Fuori il cielo è coperto, ma tanto posso anche prendermela comoda per partire : ma poi perché ? Domenica = mercato/bazar e quello di Meo Vac è proprio dietro il mio albergo. Alle 6,15 ho già deciso che la giornata di oggi sarà dedicata al mercato/bazar ed eventualmente ad un giro con la moto nei dintorni di Meo Vac. Sto prendendo il ritmo giusto, cambiando sempre più spesso la mia tabella di marcia.
Mi vesto e alle 6,30 sono dal mercato, già animatissimo.
come in tutta l’Asia appena ci mettete piede venite investiti da una miriade di colori e di sapori
carne fresca
formaggi
dolci…dolci, ma non ho fatto ancora colazione, mi sembra ovvio che ne abbia approfittato
per fare colazione
incontro due dei quattro motociclisti inglesi di Ha Giang
non è facile la vita delle donne in Vietnam, ma credo che scene del genere fossero comuni anche nell’Italia del dopoguerra. Nemmeno allattando questa mamma ha smesso di servire i clienti
avevo tentato di scattare una foto a queste due bambine senza farmi vedere, ma una mi ha notato e si è nascosta il volto, mentre l’altra la prendeva in giro. Subito ho pensato, peccato poteva essere una bella foto, poi l’ho riguardata e mi è davvero piaciuta
subito mi è sembrato strano che vendessero la benzina a litri, dato che in paese avevo visto almeno 2 distributori, ma poi ho visto che il contenuto delle taniche veniva assaggiato. Grappa di riso distillata dai montanari: tosta ve l’assicuro, perché ho pagato per potermene bere un tappo.
i campanacci per le mucche
il tempo è volato è già mezzogiorno:vi sto che è andata bene per la colazione, direi di pranzare sempre al mercato
la cuoca: avevo un posto a sedere vicino alla cucina
una specie di lotteria penso
quanti mestieri che si possono vedere
io poi ero anche andato in cerca di qualcuno che mi potesse cucire gli scarponi da trekking, che dopo 7 anni avevano iniziato a cedere. Mi ero fatto scrivere in vietnamita su un biglietto la frase “devo cucire le scarpe” e ho mostrato a tutti il biglietto
avevo trovato il calzolaio, ma dato lo spessore delle scarpe, non era in grado di aiutarmi
comunque avevo una mezza idea per tentare una riparazione di fortuna e così ho comprato un tubetto di attaccatutto
Dietro al mercato c’era una zona dedicata alla compravendita di bovini
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Ogni grande viaggio inizia con un piccolo passo
Complimenti Momi,
la cosa che mi spaventa di più in questo tipo di viaggi è la lingua, il fatto di non riuscire a comunicare ma avendo letto tutti i tuoi viaggi, vedo che per te non è un problema e te la cavi sempre benissimo.
Non sai quanto invidio questa tua dote.
Grazie per questo ennesimo racconto.
Complimenti Momi,
la cosa che mi spaventa di più in questo tipo di viaggi è la lingua, il fatto di non riuscire a comunicare ma avendo letto tutti i tuoi viaggi, vedo che per te non è un problema e te la cavi sempre benissimo.
Non sai quanto invidio questa tua dote.
Grazie per questo ennesimo racconto.
Innanzitutto in qualunque parte del mondo, se entri in un albergo o pensione indichi 1 cioè tu e reclini la testa lateralmente con le mani che imitano il cuscino capiscono che vuoi dormire. Dal benzinaio ancora meno problemi e se entri in un ristorante, se proprio il menù è incomprensibile o non c'è, indichi un piatto che ti sembra ok e fai segno al cameriere di portartene uno a te. Non sto ironizzando: io faccio così.
Che io sia un turista appare evidente a tutti.
Possono risultare davvero utili i frasari della Lonely Planet: per il sud est asiatico c'è questo che copre ben 4 lingue
trovi la frase o la parola in italiano e di fianco come è scritta e come andrebbe pronunciata.
Nel caso del vietnamita la difficoltà era data dal fatto che è una lingua tonale e quindi la modulazione del suono emesso cambia o rende incomprensibile le parole. Al limite la fai leggere.
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Ogni grande viaggio inizia con un piccolo passo
Torno all’albergo e ci sono dei grandi preparativi per il pranzo della domenica, che sarà con gli amici del proprietario: moglie e figlie mangeranno per conto loro.
non hanno voluto che li aiutassi a preparare da mangiare, ma del resto sono l’ospite. Devo anche pensare ai miei scarponi. Avevo pensato di ripararli con dei pezzi di copertone tagliati dalle camere d’aria da bicicletta, che usavo per fissare le borse laterali morbide alla moto. Ecco in 3 semplici passaggi come si fa
riparati gli scarponi mi ero messo a leggere qualcosa fuori della hall, ma le piccole non mi hanno lasciato scapo e quindi ho pensato che in fondo potevo ricambiare il pranzo con un poco di baby sittering
ci siamo quindi sbizzarriti con pennarelli e carta
mi hanno offerto la frutta..notare come una piccola bimba vietnamita sia già in grado di maneggiare un grosso coltello
Il giochino di disegnare le faccette sulle dita non lo conoscevano
poi una delle bimbe è venuta mostrarmi una cosa che mi ha commosso e fatto impugnare subito la macchina fotografia: è la foto della vacanza
ovviamente prima di andare a mangiare le bimbe hanno mostrato felici alla mamma le mani completamente impiastricciate …la mamma era un poco meno felice e le ha spedite tutte a lavarsi
ci siamo quindi accomodati nella hall, io, il proprietario e i suoi amici: il conto l’ho fatto subito. 20 persone20 brinidisisi andava vicini al mezzo litro di vodka/grappa di riso. Pazienza è domenica pomeriggio
questo è il proprietario dell’albergo
finito il pranzo mi è sembrato il minimo aiutare a lavare piatti e stoviglie: pur decisamente ubriachi i commensali mi guardavano con stupore. Stavo facendo un lavoro da donna: però poi ho visto che erano anche sorprese le donne.
Mi sono appoggiato al letto per mezz’ora ma non sono riuscito a dormire. Ho deciso quindi di andare a visitare un tempietto in cima alla collina appena fuori del paese e poi di prendere una delle stradine che salivano per le montagne: non le avevo segnate sulla mia mappa, ma tanto basta poi percorrere all’indietro l’andata per tornare.
finalmente una città…che non so dov’è
domenica pomeriggio: ci sarà parecchia gente ubriaca a letto e qualcuno sobrio in giro
sempre attenzione al manto stradale in Vietnam
sono rientrato a sera per la cena
finito di mangiare inizio a raccogliere i piatti, ma il padre con tono deciso mi blocca il braccio dicendomi “Momi” e mi fa sedere sul divano. Ovvio ci pensano le ragazze. Mentre sto leggendo le mie guide passa una delle bambine e dice qualcosa al papà e lui gli rispone alzando un attimo gli occhi dal giornale. Poi in rapida successione le altre e ognuna gli rivolge la parola e lui che rispone brontolando. Il tono della moglie è più deciso e mi da l’impressione mdi una serie di cose da fare. Annuisce continuando a fumare e leggere. Improvvisamente capisco questa “maschilista” società vietnamita: come in Italia. Gli do un paio di pacche sulla spalla e poi gli mostro il numero 1 col dito indicandolo e mostrando poi la mano aperta = 5 = moglie + 4 figlie. Voglio dirgli “Tu sei da solo contro 5”. Infatti annuisce scrollando la testa. Ok ha fatto un poco il grosso quando ho iniziato a raccogliere i piatti, ma poi si è capito chi comanda.
Vado a letto: davvero tutto il mondo è paese. Ohh non posso dormire subito, devo tentare di riordinare la stanza per la partenza di domattina.
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Ogni grande viaggio inizia con un piccolo passo
Stamattina, un poco a malincuore devo partire: decisamente mi sono trovato bene a Meo Vac. Inizio a dirigermi verso un altro dei miei punti fermi della vacanza ( pochi in fondo) la baia di Ha Long. Oggi è lunedì 28 maggio, ma non sono in grado di dirvi dove sono esattamente arrivato, ma credo un poco prima di Cao Bang
prima di tutto colazione: avevo adocchiato un baracchino fuori del mercato che è già al lavoro
posso partire
fatto il pieno procedo verso est, salendo ancora un poco, cielo coperto, ma niente brontolii dalle nuvole: se non piove va di lusso. Il mondo però è una grande bilancia, guidata dalla legge di Murphy e infatti arriva la contropartita: la moto si spegne dolcemente mentre sto andando. Davvero no si sente un rumore qui in mezzo alle montagne del Vietnam del Nord. Che faccio ? Prima di tutto una foto ricordo
Dato che le mie competenze meccaniche sono limitate a pieno di benzina, pressione pneumatici e livello olio metto la moto in folle e provo a riaccenderla. Riparte: minimo perfetto. Vabbè: può capitare.
Può anche ricapitare: questa è la seconda volta
Alla fine della giornata saranno 10 i pit stop. Dopo il quinto inizio a pensare che non sono sfortunato, ma anzi, gli dei del Vietnam mi stanno incoraggiando a proseguire: la moto è vero si spegne,ma poi tanto riparte sempre. Nel silenzio delle soste mi sembra di poter sentire la loro voce che mi incoraggia
poco dopo l’una decido di fermarmi e scelgo una scuola di un paese: ho visto una panchina all’ombra.
Dopo un pisolo faccio conoscenza con una famiglia di insegnanti, che credo svolgano anche il compito di custodi e bidelli
lungo la strada mi fermo a bere da questi operai addetti alla manutenzione: davvero pesante questo lavoro, fatto senza poi tanti macchinari
bruciano maglia e sedere: sosta
inizia a fare buio, ma di posti dove fermarsi nemmeno l’ombra. Poi arrivo a quello che ho indicato con un punto interrogativo (più o meno) e vedo questo piccolo ristorante: magari avranno una stanza.
Ce l’hanno, e posso anche mettere dentro la moto
alimenti non congelati
ma vi pare che in un ristorante del Vietnam il turista possa rimanere solo ? Vi pare che un qualche bicchierino non gli verrà offerto ?
Fortunatamente era un tavolo da 6. A nanna ? Macchè, anche se faccio fatica a crederci al piano di sotto hanno una piccola sala attrezzata per il karaoke e mi tocca pure cantare, perché hanno delle canzoni coi sottotitoli in inglese: programma avanzato, ti da anche il punteggio alla fine della canzone
Al mattino c’è il sole e capisco meglio dove sono arrivato
non penso riuscirò ad arrivare ad Ha Long, ma dato che sto rigorosamente rispettando la tabella di marcia, non mi preoccupo…il fatto è che non avendola scritta alla fine della giornata sono sempre perfetto: sono arrivato qui. Oggi coprirò la distanza fino a Dinh Lap
finalmente: la prima ragazza immagine del Vietnam
distributore locale
arrivo a Dinh Lap e trovo subito da dormire
la stanza è davvero grande
anche gli insetti della stanza non scherzano
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Ogni grande viaggio inizia con un piccolo passo
Complimenti per davvero , e ti informo che la mia invidia e soprattutto la consapevolezza che mai e poi mai riuscirei a fare un viaggio come questo , hanno raggiunto dimensioni esagerate.
PS
Sei riuscito a mangiare tutto quello che hai trovato senza problemi gastrici?
Hai qualche trucco?
La cosa che più mi colpisce è vedere il cibo. Sono uno che si adatta a tutto, anche a dormire per terra. E sono anche il tipo che assaggia un po di tutto. E' quella differenza di "un po" che mi lascerebbe senza la voglia di provare. Forse è nel vedere che vi è scarsa o totale assenza di igiene che mi colpisce maggiormente. Mi organizzerei con del cibo in scatola portato dall' Italia per i momenti d' emergenza. Per il resto, se avessi il tempo e un po di piccioli in + che non guastano mai andrei anche io a visitare quei posti così belli, ovviamente in moto.
Personalmente i Viaggi con la V maiscola per me restano la Mongolia e la Patagonia. Forse un giorno. Continua così, almeno ci pensi tu a farci sognare.
Complimenti per davvero , e ti informo che la mia invidia e soprattutto la consapevolezza che mai e poi mai riuscirei a fare un viaggio come questo , hanno raggiunto dimensioni esagerate.
PS
Sei riuscito a mangiare tutto quello che hai trovato senza problemi gastrici?
Hai qualche trucco?
Quote:
Originariamente inviata da il Carotone Nero
La cosa che più mi colpisce è vedere il cibo. Sono uno che si adatta a tutto, anche a dormire per terra. E sono anche il tipo che assaggia un po di tutto. E' quella differenza di "un po" che mi lascerebbe senza la voglia di provare. Forse è nel vedere che vi è scarsa o totale assenza di igiene che mi colpisce maggiormente. Mi organizzerei con del cibo in scatola portato dall' Italia per i momenti d' emergenza. Per il resto, se avessi il tempo e un po di piccioli in + che non guastano mai andrei anche io a visitare quei posti così belli, ovviamente in moto.
Personalmente i Viaggi con la V maiscola per me restano la Mongolia e la Patagonia. Forse un giorno. Continua così, almeno ci pensi tu a farci sognare.
Questa del cibo è una domanda che mi viene spesso posta.
Iniziamo dall'igene.
Vi posso garantire che pentole, piatti e posate vengono lavate esattamente come in Italia quando non c'era la lavatrice: sapone/detersivo, becinella e acqua.
Per il cibo, invece, io mangio solamente roba cotta e dato che in quei posti la cucina la vedi, riesci anche a capire se il mangiare che ti è stato servito è stato cotto. La cottura uccide i batteri, punto e basta.
Diverso sarebbe il discorso di dormire una notte in un giaciglio a contatto con degli animali: non l'ho mai fatto e penso che mai lo farò.
La cucina diciamo "locale" , quella "tradizionale" di solito, in tutti i paesi è abbastanza semplice. In Vietnam avete una enorme vaietà di ingredienti, però una zuppa di noodle viene condita con verdure e un poco di carne.
Io sono di Modena e vi garantisco che i famosi tortellini sono un piatto nato per finire gli avanzi della cucina. Osso raschiato di prosciutto per il brodo, macinato con parti di carne non nobile per il ripieno. Mi scappa anche da ridere quando vedo un ristorante che propone cucina tradizionale modenese con menù da 50 €: ma stiamo scherzando ?
Io non credo che esista sulla faccia del nostro pianeta una polpolazione che ogni giorno prepari piatti problematici per l'intestino, ma semplicemente ogni popolazione tenderà ad usare gli alimenti propri del posto. Il riso è la base dell'alimentazione dell'Asia.
Infine riconosco di non essere infastidito da spezie e condimenti piccanti: questa è una fortuna, lo riconosco. Ad esempio in India, specialmente nel nord ci vanno giù pesante (come poi nel sud Italia), ma tranquilli che dopo una simile bordata di spezie e piccante gli eventuali germi alzeranno bandiera bianca.
Come ultima precauzione, anche se si spende un poco, io faccio sempre tutte le profilassi consigliate dall'USL per i paesi in cui vado. Spesso mi viene detto che è una precauzione eccessiva, ma se per un paese suggeriscono la profilassi antimalarica e contro la febbre tifoide, io la faccio: sempre.
P.S.
Spesso però sento di persone che hanno avuto problemi di stomaco all'estero quando però vanno nei villaggi turistici, questo si.
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Ogni grande viaggio inizia con un piccolo passo
Dopo questa precisazione di Momi, il cerchio è completo. Grande curiosità, grande simpatia nei confronti degli estranei, ma anche grande preparazione e rigore per evitare gli inconvenienti (finché questi sono prevedibili, e penso al suo viaggio dello scorso anno).
Maurizio è veramente un maestro di mototurismo!
Oggi è il 30 maggio, quando mi sveglio a momenti disturbo i galli del paese che ancora stanno sonnecchiando. La sera prima mi aveva sorpreso il suono della tromba che aveva intonato un motivo che ricordava parecchio il Silenzio, da me udito parecchie volte durante il servizio militare. Non c’è ancora luce, quando improvvisamente inizia una musichetta e riesco a intendere due voci, una maschile e una femminile che conversano tra loro. Ma che sfiga: proprio vicino a una caserma doveva stare l’albergo. Mentre preparo la moto però mi rendo conto che non c’è nessuna caserma: è la radio di stato che con altoparlanti messi nel paese ne regola la vita, come probabilmente 70 anni fa.
Quanto poco valore diamo al fatto che tutto sommato, in Italia posso parlare liberamente ed esprimere le mie idee, e se mi attengo ad alcune regole di normale civiltà e rispetto gli altri e le loro proprietà, posso anche sfilare in corteo. Tanta gente avrebbe bisogno di vivere per un po’ in paesi come questo, oppure nelle ex repubbliche sovietiche, o in Cina, ma non da turista, che è sempre abbastanza facile.
Grosso modo sono a 120 km dalla baia di Ha Long: stavolta niente distrazioni, mi fermo quando arrivo là, senza divagazioni: mi ripeto il tutto per essere sicuro di quello che mi sono imposto e parto.
I buoni propositi sono facili da promettere, ma difficili da mantenere. Appena fuori del paese, vedo tanti bimbi e ragazzi che stanno entrando in una scuola: questa è la prima volta che mi capita. Cosa ci sarà mai di male a fermarsi a fare un paio di foto ? Sono appena passate le sei del mattino o giù di lì.
guardando gli alunni ho l’impressione che si vada dall’asilo alla terza media o giù di lì. Nessuno parla inglese, ma alcuni adulti mi invitano ad accomodarmi per il tè: saranno gli insegnanti. Casualmente nello scarno dizionario del mio frasario, ci sono tradotti 4 mestieri e uno è insegnante. Lo pronuncio e lo faccio leggere e loro annuiscono.
poi improvvisamente arriva una delle insegnanti che un poco parla inglese e mi spiega che la scuola accoglie ragazzi dai 4 anni fino anche ai 15. Si tratta di ragazzi molto poveri, tutti di famiglie di contadini e qualcuno deve anche camminare per 2 ore per arrivare a scuola. Mi viene in mente il mio papà, che per andare alle elementari doveva camminare per 7 chilometri: questo lo fece dai 6 ai 10 anni…anzi, 11, perché essendo il più piccolo di 5 fratelli mia nonna andò dalla maestra chiedendo di bocciarlo. Mio papà studiava tantissimo, ma mia nonna aveva voluto ritardare di almeno un anno l’inizio del lavorare nei campi col nonno. Questo perché da bimbo mio padre era davvero mingherlino. Perdonate la divagazione, ma la cosa mi è immediatamente tornata in mente.
Oggi però è una giornata speciale: è la festa di chiusura dell’anno scolastico e risarà una specie di festa. Avevo infatti notato un palco e un impianto di amplificazione con 2 casse. La maestra mi chiede se desidero rimanere. Io però ho fatto il proposito di arrivare per mezzogiorno ad Ha Long Bay: già ho fatto il proposito, mica però ho promesso di mantenerlo. Con questa ampia giustificazione mando immediatamente al diavolo la tabella di marcia e accetto l’invito.
mi fanno accomodare nei banchi posti lateralmente rispetto al piccolo palco col microfono, assieme al corpo insegnante: addirittura nel posto d’onore.
i ragazzi vengono fatti avvicinare e fatti sedere in file a seconda dell’età..un poco militaresco, ma in fondo sono poi suddivisi per classe.
una delle insegnanti prende la parola e penso presenti la giornata
infatti dopo 5 minuti di discorso inizia la festa. A turno dei gruppi si esibiscono davanti ai compagni. Per lo più sono canzoni dove un gruppo accompagna un compagno un poco più intonato, con sottofondo musicale. Davvero con poco sono riusciti a mettere insieme un qualcosa di carino e divertente.
questo gruppetto mi è piaciuto in maniera particolare: le bimbe cantavano, ballavano e mimavano le movenze degli animali di cui si sentiva ogni tanto il verso assieme alla musica. Applaudo davvero spontaneamente.
Dopo una mezz’ora avanza verso il palco un'altra insegnante, tutta vestita di nero. L’avevo notata prima che dirigeva tutti: forse la preside. Noto che tutti un poco si zittiscono, chi più chi meno, mentre la signora senza espressione apre un minaccioso fascicolo di fogli. Inizia a leggere. Tono monotono e continuo, senza mai alzare gli occhi dai fogli. Anche se coperto da nubi il sole inizia a farsi sentire. Dopo 30 minuti di discorso appare il sole e qualche testa dei più piccoli inizia a barcollare, mentre questi bimbi iniziano ad appoggiarsi al compagno davanti per cercare di ripararsi. Finalmente qualche maestra si alza: meno male, penso, li faranno sedere all’ombra. Nemmeno per sogno portano loro degli ombrelli !!!
una delle ragazzine mi guarda sconfortata: io cerocsul mio frasario nella sezione “Situazioni d’emergenza “ e trovo le parole “Aiuto” e “Vada via”. Le scrivo in vietnamita su un foglietto e gliele faccio vedere: ride e da di gomito alle amiche. Nel cortile della scuola ci sono degli alberi e finalmente dopo un’ora di discorso i più piccoli vengono portati all’ombra, giusto in tempo per evitare i primi decessi.
Man mano che il sole avanza anche i più grandi iniziano ad arretrare verso gli alberi
La preside continua imperterrita nel suo leggere e questa è la situazione del piazzale dopo un’ora e mezza
ormai è una situazione demenziale e inizio a pensare di andarmene: il tono della lettura non sembra dare segni di cedimento da parte della donna. Poi, improvvisamente, mi rendo conto dell’incredibile esperienza che sto vivendo. Non sono in una scuola del Vietnam, ma come Pinocchio nel ventre della balena, sono finito nella pancia del mostro, quel mostro orribile, senza colore, apparentemente diverso, ma uguale in ogni parte del mondo dove si materializza: la dittatura. Potrei essere in una scuola tedesca durante la seconda guerra mondiale, in una della Russia di Stalin, il Cile di Pinochet, la Cina di Mao, la Cambogia di Pol Pot, l’Iran di Saddam Hussein. Quella non è la preside, è la bocca e la mano di un regime. Improvvisamente mi viene quasi da ridere: sciocco che sono ad aver pensato di andarmene. Questa è un occasione unica di toccare con mano la reale situazione di un paese. La donna in nero continua a parlare. Il sole è stato nuovamente coperto e subito le maestre riposizionano i ragazzi nella posizione di inizio cerimonia. Sono davvero tosti questi bambini vietnamiti: ancora tutti vivi. Due ore e un quarto: faccio fatica a crederci, ma la donna nera ha letto per tutto questo tempo.
Vedo che si iniziano a preparare quelli che mi erano sembrati dei diplomi, degli attestati di frequenza.
Un insegnante va verso il palco, immagino che chiamerà i gruppi o le classi dei bimbi. Illusione: anche lui ha dei fogli ed arriva così un'altra mazzata di mezz’ora di discorso.
Poi finalmente inizia la consegna dei diplomi ai vari gruppi. Come in ogni “regime “ che si rispetti, anche qui la macchina burocratica si incepa e man mano che la consegna procede è tutto un andare a correggere le consegne avvenute pochi minuti prima: i diplomi non erano stati divisi correttamente. Appena un gruppo si siede i maestri controllano e il più delle volte avvengono degli scambi. Assieme ai diplomi vengono anche consegnati degli album da colorare.
Viene anche premiato con una piccola somma di denaro lo studente più bravo dell’anno. Ormai sono quasi le due e la cerimonia è finita. Sono un poco stanco, ma mi faccio coraggio guardando i bimbi, che devono tornare a casa a piedi, ad aiutare le famiglie nei lavori di campagna. Mi salutano tutti, anche la donna nera, felicissima che mi sia piaciuta la loro festa. Mi piacerebbe legarla a una sedia e farle riascoltare per almeno 72 ore di seguito il suo discorso, ma sorrido e la saluto.
Vado anche perché sono un poco in ritardo sulla mia tabella di marcia…vado, in somma le secchiate d’acqua arrivano sempre in questo periodo
finalmente arrivo ad Ha Long
Ha Long è una meta culto per ogni vietnamita ed anche se siamo in bassa stagione, ci sono pochissimi turisti stranieri, ma tantissimi vietnamiti. In alta stagione il posto è davvero molto affollato.
il viale del lungomare abbonda di hotel di lusso anche a 5 stelle, ma fortunatamente la mia guida mi indica una strada lungo la quale ci sono delle strutture economiche e alla fine me la cavo con 7 $
Devo anche cercare di capire come funzionano le gite in barca nella baia di Ha Long. Appoggio i bagagli ed esco immediatamente.
Ha Long è proprio una località di mare e vado un attimo a vedere come sono organizzate le attività balneari
ovviamente è una no topless zone
raggiungo la zona di imbarco da cui partono tutte le gite in barca. I cartelli non sono tradotti, hai voglia a capirci qualcosa. Nell’ufficio del turismo non parlano inglese. Poi inizio a venire avvicinato da persone che in un inglese stentato iniziano a farmi le loro offerte: sono l’unico non vietnamita in zona. Le tariffe variano, ma alla fine riesco a capire che esiste una gita di mezza giornata per circa 20 $. Vedo un altro ufficio e qui una ragazza parla inglese: la gita più economica però parte da 60 $. Forse quella da 20$ prevede il rientro a nuoto. Alla fine mi metto d’accordo con una vecchietta per 18 $ e devo presentarmi coi soldi domattina prima delle 8.
Ormai è ora di cena, ma prima voglio almeno entrare nella hall di uno di quei lussuosi hotel del viale. Ne scelgo uno e devo dire che le 5 stelle sembrano appropriate. L’arredamento, il personale impeccabilmente vestito, i servizi di sauna, palestra idromassaggio. Negozi per lo shopping, discoteca ecc.. Esco dalla hall e faccio per avviarmi alla mot, quando vengo avvicinato da un ragazzo che in un buon inglese mi chiede se stasera voglio divertirmi. Che divertimento chiedo ? “Mister- mi dice- tonight you boom boom, nice girl !” Ok il pappa di turno: del resto la mia faccia risaltava abbastanza nell’albergo. La mia maglietta grigia e i miei jeans non l’hanno fatto nemmeno dubitare per un attimo della possibilità di concludere una buona serata in bassa stagione. Sto al gioco e gli chiedo che ragazze conosce. Il tipo è attrezzatissimo: tira fuori un cellulare con uno schermo che sembra un piccolo televisore e inizia a farmi vedere una serie di ragazze, asiatiche ed europee. Mi chiede quale preferisco. Vediamo di divertirci un poco. Gli dico che di ragazze me ne servono 3. Gli si illumina il volto: giorno feriale, bassa stagione e ne piazza 3 ad un turista straniero, cui potrà sicuramente rincarare la tariffa. Mi chiede perché 3. Gli spiego che mi serve anche una camera a due letti (è convinto che io alloggi nell’albergo, dato che mi ha visto uscire). Perché due letti mi chiede. Ovvio in un letto stano due ragazze e nell’altro…non mi lascia finire. Ha capito: due ragazze in un letto che fanno boom boom fra di loro e io che faccio boom boom con l’altra mentre guardo. Non proprio gli dico. Gli spiego che mentre due ragazze fanno boom boom la terza, dopo avermi legato ad una sedia, mi deve fare dei piccoli tagli con coltello speciale che ho con me. Finalmente inizia a vacillare e scuote la testa. Ok me lo sono tolto ditorno. Faccio per andarmene, ma lui mi ferma: “Mister-esclama- ad Ha Long c’è una ragazza che fa queste cose, ma costa di più e non so se è libera”. Non ci credo, mi fa vedere la foto di una bionda con maschera di pelle e frusta in mano. Mi ricredo il Vietnam ha davvero raggiunto un grado di civiltà elevato. Vedo che chiama, ma sono fortunato: stasera è impegnata, del resto è l’unica che fa quelle cose e sarà gettonatissima. Rimaniamo d’accordo di vederci domani pomeriggio verso le 6: definiremo tariffe e le altre due ragazze da abbinare alla bionda. Ci salutiamo con una stretta di mano
Adesso devo proprio andare a mangiare: scelgo una bancarella di frutti di mare lungo la strada…con quello che risparmierò di boom boom ci può stare
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Ogni grande viaggio inizia con un piccolo passo
Oggi è il giorno della gita in barca nella baia di Ha Long: il mio albergo mi terrà i bagagli fino al rientro. Prima delle 8 sono già al punto di imbarco
la mia “bigliettaia” mi viene subito incontro
alla fine capisco come funziona: bisogna comprare un biglietto che da accesso alla visita delle grotte carsiche di queste isolette calcaree.
Il cartello dell’ufficio turistico, comunque, potrebbe risultare un poco incomprensibile per chi decidesse di organizzare la gita per conto proprio
La leggenda narra che mentre i vietnamiti stavano combattendo contro l’invasore cinese, dei dragoni inviati dagli dei arrivarono sputando diamanti, che a contatto dell’acqua si trasformarono nelle isolette , che unite formarono una muraglia invalicabile per l’invasore.
Oltre al biglietto del botteghino, bisogna poi accordarsi con una delle navi che fa il giro compatibile col biglietto: ci sono anche gite di un giorno intero, altre anche col pranzo.
sulla mia nave ci sono solamente due famiglie e una coppia
partenza
la baia è splendida
al primo sbarco non mi scappa l’occasione di una foto ricordo con un gruppo vietnamita: quando mi vedono consegnare la macchina a quello incaricato delle foto e mettermi in mezzo, scoppia l’applauso…alcuni minuti da rock star
via a visitare la prima delle due grotte del mio biglietto
abbiamo fatto una sosta per visitare una chiatta di pescatori
magari esagero con le foto delle isole, ma mi hanno lasciato a bocca aperta
Con una puntualità giapponese, la gita vietnamita a mezzogiorno e dieci mi sbarca a terra e io riparto per il rientro ad Hanoi
prima però il pranzo
quando sono a meno di 40 km da Hanoi, lungo l’autostrada mi ferma la polizia. Con due parole d’inglese e qualche gesto mi fanno capire che su quell’ultimo tratto le moto non possono circolare. Poi controlla i documenti del noleggio e vedo che della patente non gliene può importare nulla: sa benissimo che non ho la mia patente convertita in quella vietnamita. Col suo telefonino mi mostra la mappa col percorso per arrivare ad Hanoi. Allora gli faccio segno, proseguo fino alla prossima uscita ? No perché mi fa segno di tornare indietro di un km allo svincolo: contromano ? Si. Me lo ha detto lui e inizio a spingere la moto. Mi fa segno di accenderla e così con la benedizione della stradale m ifaccio un km in contromano e pure la rampa di accesso. Dagli altri automobilisti nemmeno un gesto o un urlo: è normale fare un poco di strada contromano, anche in autostrada.
Tornato sulla strada normale, mi fermo in un piccolo autogrill (ne ho già visti parecchi) posizionato proprio sotto al cavalcavia
arrivo ad Hanoi e immediatamente mi dirigo dall’officina della Flamingo Travel: il dolore al sedere impone che si trovi una soluzione. Vedono i cuscini e mi dicono che si può accomodare il tutto, ma servono 5 $: andata.
Comprano una sella usata, la aprono e mi fissano l’imbottitura alla sella. Semplice e geniale: la cosa mi è piaciuta tanto che l’ho portata con me in Italia e l’ho trasferita sul mio Suzuki.
Oggi è venerdì primo giugno e inizio il viaggio verso sud, verso Ho Chi Min City (ex Saigon). La Flamingo Travel ha un aggancio con un agenzia che nel caso può riportare la moto in treno ad Hanoi. Nel caso mi venissero a mancare i giorni, potrei sempre prendere il treno notturno che in 36 ore mi riporterebbe ad Hanoi.
Per arrivare ad Ho Chi Min City decido di percorrere il più possibile il Cammino di Ho Chi Min (in vietnamita Ho Chi Min Duong). Questa era una rete di 10 percorsi indipendenti l’uno dall’altro che, partendo da Hanoi raggiungevano il sud sconfinando in Laos e Cambogia e che permisero il continuo rifornimento delle truppe del nord impegnate nella guerra con Usa ed esercito del Vietnam del Sud. Nonostante le tonnellate di bombe i rifornimenti continuarono ininterrottamente per tutta la guerra. Io ho percorso la strada che è completamente dentro al Vietnam e che attraversa l’interno del paese.
Il Cammino di Ho Chi Min sarà sicuramente indicato: intanto esco da hanoi andando verso sud: mi fermo per la colazione e inizio a chiedere
dopo una settantina di km a vuoto, posso solo essere sicuro di una cosa: sono ancora in Vietnam, sto andando verso sud, ma lungo quale strada è un mistero.
Almeno sono tranquillo: lungo questa strada non sta passando nessuno
quando vedo una donna in motorino la fermo. Col frasario, la cartina e dicendo Ho Chi Min Duong vedo che capisce. Inizia a spiegarmi e io non capisco niente io. Mi fa cenno di seguirla e mi porta fino a una deviazione e poi mi ripete Cho Ben e mi indica la sinistra: ok devo arrivare fino a Cho Ben e poi girare a sinistra e quello è il cammino di Ho Chi Min
In un paesino controllo in un punto internet: dannazione la donna è stata precisissima
sosta snack
niente doposcuola: i bimbi stanno dai genitori che lavorano
quando inizia ad essere buio mi fermo (scoprirò che sono a Bai Tranh) e trovo una Nha Nghi
noto la scritta massage, ma non ci faccio caso. Sistemo i bagagli e dopo la doccia vedo che mi hanno lasciato da mangiare
poi torna una delle ragazze che al mio arrivo avevo visto indaffarata nelle pulizie. Caspita cambiata e lavati i capelli: dovrà uscire.
Si siede e sempre col frasario provo a chiedere se va a ballare. No mi risponde e con i pugni chiusi mi tamburella su una gamba. Suona la batteria ? Dico karaoke: nemmeno. Mi risponde massage. Poi mi indica e mi fa il cenno indicando la mia stanza. Sorrido e le dico di no e mimo il dormire: ci rimane malissimo e in inglese mi dice “Io brava”. Fa lo stesso, la saluto e vado a letto. Mentre mi allontano noto che i genitori che gestiscono la pensione iniziano a rimproverarla, come se fosse colpa sua. Le camere sono una in fila all’altra a piano terra. Ho la finestra aperta e sento dopo un oretta arrivare una macchina e vedo delle persone che vanno ad occupare una camera. Poco dopo sento bussare sulla finestra guardo e vedo la ragazzina felicissima che mi indica le camere oltre la mia e mi dice sorridendo: Massage, massage. I nuovi arrivati hanno deciso diversamente da me.
La sera non avevo notato quest’altro cartello che spiegava al meglio i servizi della pensione.
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Ogni grande viaggio inizia con un piccolo passo
Oggi inizio a muovermi verso Huè, l’antica capitale imperiale del Vietnam
essiccazione di riso e fieno continuano senza sosta
devo cambiare dei soldi. Lungo il sentiero di Ho Chi Min non è che ci siano delle città molto grandi. Alla prima degna di tale nome mi fermo. Nonostante la strada sterrata e piena di buche ci sono due banche: meglio i miei Dong stanno finendo ed è meglio cambiare un poco di dollari.
Non c’è il bancomat, ma fa lo stesso. La prima è chiusa, strano, sono le 11 di mattina. Anche la seconda: ma che cavolo di orari hanno ? Semplice, quelli di tutte le banche al sabato: sono chiuse. Già, oggi è sabato.
Ad un incrocio vedo però un macchinone nero = soldi e di fronte un negozio di oro e gioielli. Il proprietario parla inglese e mi cambia i dollari allo stesso tasso della banca
Mi fermo per riposarmi un poco su una specie di tavolo di legno sotto una tettoia: un contadino mi vede e mi presta l’amaca
non è che la pioggia manchi oggi e stavolta mi riparo in una tettoia a bordo della strada usata da degli operai addetti al taglio del legname
arrivo a Dong Hoi che è sera. Non sono ben sicuro di essere nel centro città, mica ho la cartina. In una specie di bar una ragazza mi dice che a casa sua ha una camera. La carico e iniziamo ad andare in giro. Dopo venti minuti il timore di qualche amico che arrivi a darmi una bella legnata in testa (me la meriterei) è fondato, ma finalmente arriviamo a casa sua. Si tratta di una stanza fuori della casa, senza finestra con un letto con materasso sottilissimo: vuole 5 dollari. La mando a quel paese e riparto. Trovo una strada un poco grande: 2 pensioni sono piene, ma infine c’è posto in un hotel, che poi risulterà la mia residenza più lussuosa di tutta la vacanza: la foto l’ho ovviamente fatta il mattino dopo
con una serie di espressioni a metà fra il ridicolo e il pietoso, la ragazza del bancone scende da 8 a 6 dollari
Il ristorante dell’albergo è chiuso, ma io mi ricordo di una specie di ristorantino proprio fuori dall’altra parte della strada. Riprende a piovere. Trovo un tavolino con delle sedie e mi accomodo. Non mi sono lavato e ho perso quasi un ora e mezza per trovare la camera e sul momento non capisco la solita domanda “An Com ?” cioè mangiare. Accade qualcosa di sorprendente. Il proprietario (nella foto è quello senza una mano) mi chiede allora “Essen ?” Non ci credo: tedesco. I miei ricordi del liceo mi permettono ancora di padroneggiare un tedesco sufficiente a consentirmi di sopravvivere e spostarmi. Parliamo in tedesco. Ha una buona pronuncia: lo deve per forza aver studiato. La cena è un piatto di ramen liofilizzati, ma va benissimo: ovviamente non scampo ai brindisi di rito
rientro in camera, doccia poi gironzolo per la hall: sento della musica da una stanza. Apro la porta: ma volevi dire che non ci fosse una stanza per il karaoke ?
sono una famiglia in vacanza. Domani rientrano e sono con l’autista e la guida. Alcol a gogò (anche l’autista): mi offrono gli snack e la vodka
Dopo il ventesimo brindisi, inizio a versare la vodka nel fianco del divano, facendo finta di bere
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Ogni grande viaggio inizia con un piccolo passo
Oggi la meta è la città di Huè, l’antica capitale del Vietnam, per poter visitare la cittadella imperiale, costruita nel 1687 ( non si assume alcuna responsabilità circa l’attendibilità dei dati riportati, anzi pari pari ricopiati e incollati dal web )
Con la luce del giorno vedo finalmente qualcosa di Dong Hoi, poco affollata, data la bassa stagione
per colazione mi sono preso un panino alle verdure eccellente
ho solo fatto una piccola sosta per pranzo, per cambiare l’olio. Finalmente avevo risolto il problema della lettura del livello: ne era stato messo troppo e quindi la piccola finestrella di plastica era completamente scura e non si distingueva la tacca di riferimento.
Arrivo a Huè poco dopo l’una ed avevo l’indirizzo di un ostello, ma per trovarlo ? Vicino alla città imperiale, c’era un terminal per i bus e sono entrato in una Nha Nghi: non parlavano inglese, ma la figlia (10 anni forse) ha subito attivato Google Translator e poi con la mappa della mia guida mi hanno messo nella giusta direzione.
Giusto il tempo di sistemare i bagagli e poi sono immediatamente ripartito per andare a visitare la Città Imperiale
ovviamente la Città Proibita a Pechino è molto più grande, ma questa di Huè (creata a somiglianza della sorella cinese) è davvero gradevole da visitare.
Ok il giretto sull’elefante con costume imperiale l’ho saltato
Patrimonio Mondiale dell’Unesco, Huè è ancora sotto opera di restauro per i bombardamenti subiti
finito di visitare la Città Imperiale, me ne sono andato in giro per Huè, che è ben divisa in 2 parti. In una abbondano hotel di varie categorie e pizzerie, pub e disco club, insomma la parte dedicata ai turisti. Ci sono passato in moto. Ci sono anche alcuni punti di interesse, ma non che siano monumenti impedibili.
L’altra, invece, è la parte di città dove vivono i vietnamiti che lavorano nel settore turistico di Huè e quelli di tutte le altre attività cittadine.
Succo di canna da zucchero con ghiaccio in questo bar sulla riva del fiume
poi ho cercato qualcuno per tagliare il lucchetto incastrato che usavo per fissare il casco alla moto. Detto e fatto, tagliato e cambiato
per cena anatra
poi quando era già sera mi sono imbattuto in un mercatino organizzato lungo la strada. Niente bancarelle, ma solo la merce appoggiata su dei teli per terra, con queste luci che illuminavano il tutto. Mi sono sembrate delle piccole imbarcazioni che galleggiavano su di un fiume.
prima di andare a letto, sono tornato nell’altra parte della città per fotografare un ristorante galleggiante davvero bello.
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Ogni grande viaggio inizia con un piccolo passo