I ciclisti sono utenti della strada con gli stessi diritti che abbiamo noi.
Qui a Londra andare in bicicletta per recarsi al lavoro, a scuola, per divertirsi, per conoscere la città è considerato normale ed è incentivato, e il nostro stesso sindaco si muove sempre e solo in bicicletta (o con i mezzi pubblici...). Ovunque ci sono ciclabili, ma non come le considerate voi, cioè porzioni separate di carreggiata con siepi e alberi che ovviamente necessitano di lunghe e costose realizzazioni, ma la parte esterna della carreggiata esistente e le corsie preferenziali degli autobus. La città è immensa (per gli standard italici) ma gli spazi sono quelli che sono anche qui da noi: è l'educazione dell'utente della strada che è diversa. Gli spazi regolarmente segnati sulla sede stradale di pertinenza delle biciclette (e delle moto) sono sempre lasciati liberi, soprattutto in prossimità dei semafori, e guai se qualcuno taglia la strada ad un ciclista, rischia la lapidazione sul posto. Se un ciclista sta impegnando la sede stradale in una rotonda, ad esempio, le macchine o gli autobus si accodano senza alcun problema, senza suonare o superare maldestramente.
Io attraverso Londra in bicicletta, mediamente tre volte alla settimana, perché riesco a muovermi più velocemente che con i mezzi, faccio sport, risparmio e mi diverto a ingarellarmi con gli altri ciclisti, e devo dire che è un modo splendido di godersi la città.
Poi la bici qui è di gran moda, con realizzazione artigianali straordinarie e negozi iperspecializzati da perderci la testa. Ci sono biciclette che diventano piccole come delle ventiquattro ore, che puoi portare sulla tube, e altre con manubri minuscoli, ruote coloratissime e un unico freno tipiche degli universitari londinesi.
Io ho una mtb vintage rarissima, completamente originale. Ci credereste? Mi fermano molto più spesso per la bici che per la moto, che anche lei ad originalità non scherza affatto...
la Bibbia del ciclista londinese
un po' di informazioni