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Originariamente inviata da briscola
... ma riflettiamo son passati 30 anni....qualcosa è cambiato
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La cosa che e' cambiata e' una sola, si fa di tutto per ricordare alle persone che c'e' il terrorismo.
Non posso credere che in 30 anni la dakar sia passata solo in zone tranquille dell'africa.
Se e' vero che
il terrorismo e' una forma di lotta politica che consiste in una successione di azioni clamorose, violente e premeditate (attentati, omicidi, stragi, sequestri, sabotaggi, ecc.) ai danni di nazioni, governi, gruppi etnici o fedi religiose allora in africa c'e' sempre stato, come in europa, in america ed in asia.
Quello che mi sembra di capire e' che questi sono terroristi di serie A (per la risonanza mediatica) e non dei poveri morti di fame che si abbrutiscono per una situazione insostenibile.
Lo dico solo perche' in 30 anni non l'hanno mai sospesa e negli stessi 30 anni l'africa e' stata piena di guerre, guerriglie e chi piu' ne ha piu' ne metta.
Ora la domanda e': chi decide chi e' un terrorista di serie A e chi e' un morto di fame?
Io non lo so, forse e' lo stesso che gli da' le armi?
Comunque e' un vero peccato. Ma per tutti: per gli africani, per i piloti (di piu' per i privati), per gli appassionati, per quelli che seguono questa gara che e' qualcosa di piu' di una semplice corsa nel deserto.