Mh..
Che non sia ottimale lo capisco.
E che Talebanaspes inorridisca pure.
Mail mio è puramente un gioco.
Tuttavia:
La ventola lavora in aspirazione.
Quindi tutto il flusso viene aspirato da davanti e buttato indietro.
Stando dietro il radiatore.
Significa comunque far transitare aria attraverso (poca, secondo Rasú) e sulla superficie posteriore (tanta, secondo Rasú) che sottrae calore e viene allontanata. Che è comunque meglio di flusso d’aria fermo come quando stai fermo in colonna.
Non succede nulla? Pó esse.
Però bene bene non fa se non altro all’olio.
Che si accenda la spia col triangolino rosso la casa dice “tranquillo, non succede nulla, però adesso accosta e spegni..sudabravo”
E te sei imbottigliato fra i TIR senza corsia di emergenza.
È un accrocchio psicologico? Si, ovvio.
6 W di potenza anche se ottimizzati per estrarre il 100% di energia termica ai 4 kili d’olio di quanto lo raffreddano e in quanto tempo?
E io chennesò?
Ma
Fossero anche 10 gradi (uncass su 120) e me la tiene spenta quella spia?
Sulla resistenza al flusso libero in movimento ci ho pensato ma la superficie non è occlusiva. Magari può rallentarlo un filino ma bloccarlo no.
Per convogliatore intendo qualcosa che guidi il flusso d’aria verso il centro di depressione generato dalla ventola facendola scorrere sulla superficie del radiatore, non sigillandolo per farla scorrere solo attraverso.
La ventola ha un case quadrato. Il radiatore è rettangolare. Quindi un pezzo della ventola aspirerebbe aria da sotto il radiatore.
La domanda resta.
Mi conviene chiudere questa parte della ventola impedendole di avere un flusso libero e poco efficace? Aumenterebbe la depressione sulla superficie a contatto con il radiatore.
Oppure posso costruire un convogliatore per far si che questa parte aspiri aria dalla superficie inferiore del radiatore contribuendo al raffreddamento?
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