Sicuramente l'instabilità geopolitica nata dalle primavere arabe degli anni passati, per non parlare del terrorismo internazionale di matrice islamica, non potevano far altro che aggravare l'economia di questi stati facendo scappare il "turismo", il relativo indotto e tutto ciò che ne consegue.
Io ho vissuto in Egitto negli anni in cui Mubarak era presidente e posso dire che era tutto tranne che un crudele dittatore come i Tg nazionali l'hanno descritto durante la guerra civile e conseguente delirio sociale, politico, militare, economico e religioso.
Ai tempi, la sicurezza nazionale era al primo posto in quanto la stabilità portava investimenti e crescita, il turismo era alle stelle, libertà di culto e tolleranza erano una priorità, i cristiani copti erano assolutamente liberi di esercitare la loro fede in totale sicurezza come avviene in qualsiasi paese che si possa definire minimamente sviluppato.
Quando ci vivevo io nel periodo di Mubarak, sotto casa avevo chiesa e moschea a meno di 200mt l'una dall'altra credo....
Con il successore Morsi una cosa simile era inimmaginabile.
Molti cristiani fortunati fuggirono o si nascosero...per gli altri, una vita nel terrore, stupri, torture, omicidi.......bella la sharia?!
Ed anche con Al Sisi sembrerebbe che i diritti umani non esistano per quanto almeno a parole si vorrebbe libertà di culto, coesistenza pacifica, crescita e sviluppo come ai tempi di Mubarak quando il pil cresceva oltre il 5% (quando mai si è vista in Italia una cosa del genere?

....forse 50 anni fa!) e la disoccupazione complessiva era molto molto bassa, contenuta tra il 5% e il 10%.
Adesso se li possono sognare certi scenari e poi manca la fiducia.
Io non investirei più un centesimo in quel paese e menomale che non ho comprato casa, ero a un pelo dal farlo....per poi vedermela espropriata da quelle merde dei "Fratelli Mussulmani"...e io rinchiuso in un buco a fare la fine di Regeni........no no....