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| Qde per la Sicurezza stradale tutte le info e le idee su un tema che ogni motociclista dovrebbe avere a cuore. |
07-02-2012, 17:43
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#1
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Mukkista doc
Registrato dal: 03 Aug 2011
ubicazione: Udine
Messaggi: 1.337
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Originariamente inviata da eliKoalotto
Penso che imparare a camminare, leggere, scrivere, andare in bici (equilibrio) e anche guidare la moto, siano situazioni evolutive legate all'uomo nel suo contesto sociale e culturale, quindi più o meno tutti ci arrivano, ma non credo che "l'evoluzione" specie mentale si possa trasmettere nel corso di qualche anno..
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E invece è proprio evoluzione! L’evoluzione mentale, come la chiami tu, non è scollegata dal resto, fa parte di te! Prova a pensare a come eri tu prima di imparare a suonare lo strumento (a proposito, quale?) non ti sembra di aver armonizzato un po’ le tue funzioni? Non ti senti più “conscio” di quando non sapevi nemmeno come approcciare lo strumento che attualmente suoni?
Ebbene, io sono convinto che una differenza la riscontri ed è proprio qui l’evoluzione, la differenza tra ciò che sei e quello che eri.
Quote:
Originariamente inviata da eliKoalotto
Poi tutto quello che facciamo consciamente ed inconsciamente credo sia frutto di "attitudini" personali, alcune delle quali standardizzate, come leggere o scrivere, alcune meno, creando differenze tra noi.
Per es. io come altri hanno scritto sopra non andavo bene in matematica, ma faccio musica, da molti anni, ora a livello semi professionistico, mi sto laureando al conservatorio ma se lo dici ai neurologi ti dicono che la musica è un'espressione della matematica e viceversa, ed ha un senso, allora perchè faccio (quasi) nessuna fatica musica e immensa riguardo la matematica?
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Se tu sei più disinvolto in campo musicale che in matematica, beh, queste sono attitudini, è normale.
Che poi la musica sia un’espressione della matematica o cosa sia effettivamente la musica nell’ambito delle arti, sono argomenti che richiedono una trattazione a parte, peraltro molto affascinante…
Quote:
Originariamente inviata da eliKoalotto
L'evoluzione vera non la vedremo noi ma chi verrà dopo di noi, magari tra una decina di secoli...
Riguardo l'enagramma, sarebbe il sogno di chiunque credo, come avviene in matrix, carichi una serie di enagrammi e alla fine "conosci il kung fu/Karate/Aikido", facile no...?
Ebbene, credo che non si possa insegnare...almeno, io non credo che si possa insegnare questa capacità, almeno non per ora...
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Eh, qui ti devo smentire, gli engrammi si creano anche nella vita quotidiana, non sono affatto una prerogativa cinematografica, anzi, Matrix (per riprendere il tuo esempio) è interamente basato sulla cabala e su esperienze concrete!!!
E l’evoluzione, costituita da nuovi engrammi, l’abbiamo sotto gli occhi…
Lamps!
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INCUDINE1200RS '99
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07-02-2012, 17:55
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#2
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Pivello Mukkista
Registrato dal: 01 Jun 2009
ubicazione: qua
Messaggi: 94
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Mi piace l'argomento! E mi piace la competenza degli intervenenti. E' tutto prova che andiamo in moto, ma siamo molto di più. Conto di partecipare a breve, ora la palestra mi aspetta ...
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1200 GS Adv bialbero m.y. 2013
prima: k75S, 1100 GS, 1150 GS Adv, Husqvarna TE 510
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08-02-2012, 10:13
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#3
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Mukkista
Registrato dal: 26 Oct 2010
ubicazione: Passo del Gallo (FE)
Messaggi: 947
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Quote:
Originariamente inviata da corfit
E invece è proprio evoluzione! L’evoluzione mentale, come la chiami tu, non è scollegata dal resto, fa parte di te! Prova a pensare a come eri tu prima di imparare a suonare lo strumento (a proposito, quale?) non ti sembra di aver armonizzato un po’ le tue funzioni? Non ti senti più “conscio” di quando non sapevi nemmeno come approcciare lo strumento che attualmente suoni?
Ebbene, io sono convinto che una differenza la riscontri ed è proprio qui l’evoluzione, la differenza tra ciò che sei e quello che eri.
Ok, capisco quello che vuoi dire, i miei termini di evoluzione sono più macroscopici rispetto a saper suonare uno strumento, o forse, io la considero una cosa da poco e invece non lo è....
Io ho iniziato con la chitarra a 13 anni ma a 17 ho capito che avrei voluto suonare uno strumento monofonico e non polifonico, e data l'attrazione da sempre per il sax ho scelto il sax tenore, solo quello...
Ovviamente suono soprattutto Jazz (swing, bebop, mainstream, bossa) , ma anche Funky, pop, quello che si riesce...
Eh, qui ti devo smentire, gli engrammi si creano anche nella vita quotidiana, non sono affatto una prerogativa cinematografica, anzi, Matrix (per riprendere il tuo esempio) è interamente basato sulla cabala e su esperienze concrete!!!
E l’evoluzione, costituita da nuovi engrammi, l’abbiamo sotto gli occhi…
Allora vorrei che mi illuminassi a riguardo. Mi viene da pensare comunque che l'enagramma si forma nella mente con la ripetizione di una gestualità, giusto...?
Io come hai scritto tu ho certamente notato in me un miglioramento in termini sonori, di tecnica sullo strumento, ma anche stilistico e di crescente difficoltà, su questo non ci piove. Quella consapevolezza di cui parli c'è in me, e lo vedo anche negli allievi giovani che iniziano a studiare il sax, all'inizio hanno un suono che non sembra nemmeno quello di un sax, è quasi snaturato. Poi con gli anni la tecnica fa si che si arrivi a sonorità interessanti...
Ritornando all'enagramma mentale, se io ho difficoltà in un passaggio musicale con lo strumento lo sviscerfo lentissimamente fino a farlo diventare quasi naturale, ma è un procedimento abbastanza lungo e a volte snervante...
Anzi il più delle volte il trend non è migliorativo ma sembra peggiorativo man mano che si aumenta la frequenza di ripetizione del gesto.
Poi lasci perdere perchè pensi che non ti verrà mai quel passaggio e dopo qualche giorno il passaggio viene, con sommo stupore e altrettanta felicità...misteri della mente.
Lamps!
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Ex: Kappista sogliolato
ora: Suzuki GSX1250FA (El Toro Loco)
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08-02-2012, 10:47
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#4
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Mukkista doc
Registrato dal: 03 Aug 2011
ubicazione: Udine
Messaggi: 1.337
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…ho scelto il sax tenore…
e il diaframma come va?
Allora vorrei che mi illuminassi a riguardo. Mi viene da pensare comunque che l'enagramma si forma nella mente con la ripetizione di una gestualità, giusto...?
Esatto! Badaben, con i dovuti accorgimenti…
…e lo vedo anche negli allievi giovani che iniziano a studiare il sax, all'inizio hanno un suono che non sembra nemmeno quello di un sax, è quasi snaturato. Poi con gli anni la tecnica fa si che si arrivi a sonorità interessanti...
E questa è la manifestazione dell’evoluzione!
Per quanto riguarda il tempo necessario ad attivare un engramma, o a superare una difficoltà o ancora ad imparare un concetto nuovo, è principalmente una questione di tecniche, e avviene in un istante; se a te è richiesta una prestazione e come criterio per ottenerla ti vengono spiegate le funzioni di uno strumento anziché quelle del corpo umano, capisci che violenti l’attitudine; se trasponi questo discorso sulla moto, capisci anche quanto più pericoloso sia questo metodo!
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INCUDINE1200RS '99
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07-02-2012, 20:16
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#5
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Mukkista logorroico!
Registrato dal: 25 Aug 2004
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Interessantissimo.
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Claudio Angeletti
L'arte della sicurezza in moto
BMW S1000RR 2025 - Silence S01+ 2022
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07-02-2012, 22:06
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#6
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Mukkista logorroico!
Registrato dal: 25 Aug 2004
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Diciamo che sarebbe bene comunque agire su entrambi i fronti: motociclisti e infrastrutture, queste ultime se non altro per evitare vaccate colossali come quella dei guard-rail taglienti, che di fatto peggiorano la sicurezza anziché migliorarla.
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Claudio Angeletti
L'arte della sicurezza in moto
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07-02-2012, 22:14
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#7
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Mukkista doc
Registrato dal: 03 Aug 2011
ubicazione: Udine
Messaggi: 1.337
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Quanta ragione ...
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INCUDINE1200RS '99
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08-02-2012, 11:03
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#8
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Mukkista
Registrato dal: 26 Oct 2010
ubicazione: Passo del Gallo (FE)
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Il diaframma era indolenzito all'inizio, quando facevo le note lunghe e studiavo come un somaro spingendo fino allo sfinimento.
Dopo circa 6 mesi non si avverte più nulla...
Poi ho proseguito con la tecnica Alexander per mia pignolaggine e la respirazione è migliorata molto, così come il tono degli addominali superiori.
Interessante davvero questa discussione...mi piacerebbe capire meglio queste tecniche anche applicate alla moto...
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Ex: Kappista sogliolato
ora: Suzuki GSX1250FA (El Toro Loco)
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09-02-2012, 09:53
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#9
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Mukkista
Registrato dal: 26 Oct 2010
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Corfit, ci stai tenendo col fiato sospeso....
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Ex: Kappista sogliolato
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10-02-2012, 15:38
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#10
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Mukkista
Registrato dal: 27 Jun 2009
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a@@o questa discussione crea dipendenza 
continuate che attendo
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10-02-2012, 20:51
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#11
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Mukkista doc
Registrato dal: 03 Aug 2011
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Per collegarmi ad un argomento trattato in questa discussione - il panico - vediamo quale stratagemma utilizzare per eliminarlo o almeno per ridurlo ai minimi termini.
A questo scopo bisogna agire sulla dilatazione dello spazio e del tempo.
Voi mi direte che il tempo è quello che è e lo spazio anche; la nostra chance allora risiede nella percezione che ne abbiamo e come si fa ad avere una percezione tale da "dilatare" sia lo spazio che il tempo?
Abbiamo messo a punto un esercizio che si chiama "scansione dei movimenti" e da solo questo impegna le aree corticali visive (quelle responsabili per le retine) in entrambi gli emisferi, le aree motorie dei muscoli della masticazione in entrambi gli emisferi e quelle responsabili per il movimento delle dita; facendole lavorare tutte assieme ed in sincronia tra loro si ottiene un ordine di tutte le aree corticali e delle rispettive funzioni, che rasenta la perfezione.
La conseguenza qual è?
E' che ci troveremo a viaggiare p. es. a 100 km/h con la sensazione di andare a 50 km/h, ovvero avremo un controllo tale dello spazio in movimento che con la stessa sicurezza di prima della preparazione, potremo viaggiare ad una velocità doppia!
Praticamente viaggeremo alle stesse velocità di prima, ma come se andassimo al rallentatore, con il vantaggio di molta sicurezza in più e, perché no, di goderci il paesaggio e tutto il viaggio molto più di prima.
Ed è solo uno degli esercizi di Tecniche Evolutive, o Tecniche di Movimento, come le vogliamo chiamare.
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INCUDINE1200RS '99
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11-02-2012, 12:59
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#12
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Mukkista
Registrato dal: 27 Jun 2009
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ora bisogna che ci fai un corso!
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11-02-2012, 13:46
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#13
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Pivello Mukkista
Registrato dal: 01 Jun 2009
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Messaggi: 94
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... ho l'impressione che ora venga il bello ...
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11-02-2012, 21:28
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#14
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Mukkista doc
Registrato dal: 03 Aug 2011
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Ora che siamo in grado di evitare il panico, il veicolo che ci precede inchioda improvvisamente: cosa facciamo?
Freniamo, ovviamente!
Proprio su questo frangente ho intavolato un "discorso"con un ex Marine della Masterbike Builders al MotorBike Expo dell'anno scorso; nell'ambito di uno scambio di "giochi di abilità" intercalati alle rappresentazioni delle ripettive esperienze, gli ho proposto lo sviluppo propriocettivo delle dita; al termine dell'esercizio Jeff ha commentato così: "ora sì che so che sto frenando!"
Sono onorato dal post di Roby61, che qui ringrazio; io sono disponibile.
Parte dei benefici sono apprezzabili immediatamente, gli altri entro 15 giorni.
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INCUDINE1200RS '99
Ultima modifica di corfit; 11-02-2012 a 22:03
Motivo: Come richiesto dallo staff.
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11-02-2012, 22:10
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#15
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Pivello Mukkista
Registrato dal: 01 Jun 2009
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Messaggi: 94
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Ciao corfit, hai MP ...
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12-02-2012, 04:03
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#16
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Mukkista doc
Registrato dal: 27 May 2009
ubicazione: Zurigo-Roma
Messaggi: 1.213
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Mi inserisco in questo 3d che ho letto forse un po' frettolosamente, vista l'ora, per confermare il mio interesse verso l'argomento.
Non c'è dubbio: l'apprendimento è la componente fondamentale e l'insegnamento ne è la base. Qui mi pare si stia dicendo che esiste un metodo d'apprendimento più rapido (quante scuole di lingue promettono di offrire la tecnica di apprendimento più veloce sul mercato .... ). Nulla da dire, va bene.
Mi sentirei però a disagio nell'avallare l'affermazione che un apprendimento "quantitativo" possa essere sostituito o accelerato (se non in minima parte) da uno "tecnico". E spiego la mia riflessione.
La moto mi pare sia un elemento fortemente dinamico, soggetto ad un numero direi infinito di variabili ambientali, rispetto alle quali il suo comportamento varia e deve essere governato dal cervello. In altre parole, le nozioni tecniche necessarie per guidare la moto sono relativamente poche mentre la modulazione dei comandi richiesti per condurla in condizioni limite porta ad una combinazione di percezioni e di corrispondenti azioni pressochè infinita. Nessuna tecnica di apprendimento aiuterebbe un neofita a guidare una moto GP derapando su una pista bagnata come visto fare ad alcuni "virtuosi", e non ho dubbi sul fatto che alcune situazioni che predispongono all'incidente richiedano capacità talvolta equiparabili. Questa sensibilità, soprattuto la capacità di percepire i messaggi che arrivano dalla moto e convertirli in comandi coerenti, IN SITUAZIONI LIMITE, ho la sensazione comporti l'acquisizione di automatismi (così li chiamavo) che si apprendono solo in anni di guida, preferibilmente iniziando da giovani, e che si dovrebbero riparametrare ad ogni nuovo mezzo, con tutte le incognite che questo comporta.
Concludendo:
- ho il massimo rispetto per la formazione che è indispensabile
- sono convinto che la ripetizione del gesto in migliaia o milioni di occasioni differenti sia l'unica via che ci porti ed eseguirlo in modo inconsciamente virtuoso in un numero sufficiente di casi avversi
- la sicurezza su strada si costruisce anche con la prudenza e il buon senso, ossia mantenedosi MOLTO al di sotto dei limiti propri e della strada che si percorre, e comunque su andature non sostanzialmente diverse da quelle del traffico presente
- non mi stupirei se tecniche di guida sicura basate sull'osservazione metodica della scena anteriore, laterale, posteriore, sul riconoscimento degli indizi di rischio oltre che una grandissima civiltà di guida producessero indici di incidentalità minore in piloti sprovveduti di quanto l'ottima tecnica di guida non ne produca su altri convinti di poter gestire qualsiasi situazione (non dimentichiamo che i piloti più esperti fanno moltissimi incidenti in pista, e spesso anche su strada)
- sono convinto che siamo molto indietro nelle infrastrutture per la sicurezza e che questa è una componente di grave aumento del rischio
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It Always Seems Impossible Until It's Done (Nelson Mandela)
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