Sono appena tornato dall'officina BMW di Bergen, dove mi hanno confermato di non sapere ancora nulla di preciso in ordine alla consegna dell'alternatore, probabilmente arriverà martedì 6.9 ma non vi è alcuna certezza in merito.
Avevo quindi considerato la possibilità di rientrare (dovendo ovviamente rientrare sia per motivi lavorativi che famigliari) come passeggero del mio compagno di viaggio chiedendo a BMW che si occupasse del rimpatrio del mezzo difettoso.
Contatto quindi BMW Italia e scopro con orrore che non hanno nessuna intenzione di provvedere al recupero del mezzo. Si sono solo offerti di pagarmi le spese di soggiorno fino alla intervenuta riparazione oppure un biglietto aereo per rientrare e uno per venirmi a riprendere la moto. E tutto ciò per "gentile concessione", solo dopo aver insistito per parlare con un funzionario e non con l'addetto del call center.
Quindi non solo mi sento abbandonato, e lo sono, ma sono stato pure oggetto di un vero e proprio ricatto, di un'estorsione. Mi costringono di fatto a fermarmi a Bergen (oltre a non averne più voglia DEVO tornare a casa e comunque voglio sentirmi libero di poter tornare quando voglio), in quanto ovviamente se dovessi rientrare subito in Italia in aereo poi non potrei (dovrei anche lavorare) tornare a riprendermi la moto. Cosa faccio la lascio qui fino all'anno prossimo?! E tutto ciò mi è stato riferito con un'arroganza ed una spocchia che mi hanno lasciato perplesso, non ricordo di aver mai sentito pronunciare le parole "scusa" o "ci dispiace".
L'unico aiuto lo ho ricevuto dal responsabile della mia concessionaria, che oltre ad interessarsi presso le alte sfere BMW in ordine al reperimento dell'introvabile alternatore, sta valutando la possibilità di far venire a prendere la moto con mezzi della concessionaria. Lo ringrazio sinceramente anche solo per il pensiero e naturalmente anche se la cosa si rivelerà irrealizzabile. E anche sul punto mi chiedo…ci deve pensare il singolo della concessionaria o dovrebbe occuparsene BMW?? La risposta mi pare ovvia.
Vi assicuro che sto vivendo un'esperienza veramente terribile, privato di fatto della libertà di far ritorno a casa.
Credo che l'iniziativa più opportuna, a prescindere da ogni questione giuridica, sia diffondere il più possibile quanto accaduto affinché ognuno possa trarre le proprie conclusioni non tanto sull'affidabilità del mezzo (che in ogni caso ormai pongo in discussione), quanto sull'organizzazione della casa e della rete di assistenza, nonché della correttezza dei medesimi.
Se qualcuno ha suggerimenti in relazione ai canali più efficaci da utilizzare sono ben accetti. D'altra parte in questi giorni ho molto tempo libero…
Comunque grazie a tutti per la solidarietà espressa.
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