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Qde per la Sicurezza stradale tutte le info e le idee su un tema che ogni motociclista dovrebbe avere a cuore.


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Vecchio 29-02-2008, 15:53   #1
Guanaco
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Sbagli sì, se posso permettermi, perché contempli la sola UNI.

Qui la questione non è stabilire se la UNI sia obbligatoria o no, perché sappiamo tutti che non è (ancora) obbligatoria.
La questione è che tu produttore non puoi parlare di "paraschiena" se non hai un'omologazione (come nella fattispecie la UNI).

Il fatto che l'omologazione non sia obbligatoria non significa che si possa affermare di averla quando invece non la si ha. Infatti, parlare di "paraschiena" (com'era scritto nel sito Axo) è come dire di aver omologato il prodotto. Axo ha paraschiena omologati, ma anche dispositivi che chiama "paraschiena" e che quindi spaccia per omologati, ma che non lo sono affatto.

Tu ed io possiamo parlare di "paraschiena", non può farlo Axo quando mette questi prodotti in commercio. Se lo fa deve quanto meno specificare a chiare lettere che si tratta di item privi di omologazione.

Offri tu.

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Vecchio 29-02-2008, 15:57   #2
ilmaglio
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A me sembra che la questione essenziale sia che - chi si preoccupa della sua pelle - non si faccia facilmente ingannare e convincere dalle scritte o dalla mancanza di scritte di omologa, dalla pubblicità, dalle chiacchiere del commesso.
E come le truffe: ci sono i truffatori ma ci sono anche quelli che le fregature se le cercano e talvolta se le meritano.
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Vecchio 29-02-2008, 16:19   #3
Guanaco
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A me sembra che la questione essenziale sia che - chi si preoccupa della sua pelle - non si faccia facilmente ingannare e convincere dalle scritte o dalla mancanza di scritte di omologa, dalla pubblicità, dalle chiacchiere del commesso.
E come le truffe: ci sono i truffatori ma ci sono anche quelli che le fregature se le cercano e talvolta se le meritano.
Il discorso sulle "fregature" e quello sulla "sicurezza" mi sembrano francamente su due piani un po' diversi.

Certo, l'acquirente deve anche informarsi e sono proprio interventi come quello di Motociclsmo che concorrono a fare cultura.

Aggiungo che per legge il commesso - sotto mandato della casa - ha l'obbligo tassativo d'informare il possibile acquirente sulla mancata omologazione e sulla diversità di caratteristiche del prodotto. Mi chiedo solo quante volte questo dovere sia rispettato.

x Wotan

La questione delle definizioni non è di competenza della norma UNI, bensì della più generale regolamentazione sui marchi e - nella fattispecie - del marchio CE.

In breve:
http://it.wikipedia.org/wiki/Marchio_CE

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Vecchio 29-02-2008, 16:35   #4
ilmaglio
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A me sembra che ne fai una questione di principio.
Chi sia minimamente "avvertito" si informa e sa che qualunque strumento di sicurezza al mondo può o non può essere omologato, a seconda di quel che stabiliscono le norme (di legge). E' evidente che strumenti di sicurezza privi di omologa, anche non obbligatoria, sono da evitare e che, se lo stabilisce la legge, sono proibiti. E' noto anche che le omologhe sono in genere "requisiti minimi" e che le marche dicono sempre che i loro articoli di sicurezza (V. caschi) sono ben al di sopra delle caratteristiche di omologa. Insomma, tutto è comunque incerto e opinabile.
La Axo pare si sia comportata in un certo modo. Sembra che si voglia dire che l'ha fatto apposta per vendere e guadagnare di più in modo scorretto. Non credo, son disposto a darle fiducia, anche se io mai avrei comprato un paraschiena non omologato, salva autorevolissima (e inesistente) prova contraria.

Qua la vera responsabilità è di chi non ha ancora reso obbliagtorio il paraschiena, omologato, come di tanti altri strumenti di sicurezza attivi e passivi per moto e auto. I veri, massimi responsabili di tale situazione sono i produttori di auto e di moto, adeguatamente difesi da tutte le riviste di settore, che solo apparentemente, a tempo opportuno, fanno campagne come quella attuale di Motociclismo sui paraschiena. Benemerita, ma fatta in realtà solo perchè ormai il mercato lo consente o lo richiede addirittura.

ps: io ho cercato (ferttolosamente) i paraschiena omologato e no sul sito axo ma non li ho trovati.

Ultima modifica di ilmaglio; 29-02-2008 a 16:54
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Vecchio 29-02-2008, 16:25   #5
Wotan
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parlare di "paraschiena" (com'era scritto nel sito Axo) è come dire di aver omologato il prodotto.
Lo dici tu. Se non ti ho convinto con l'esempio dei caschi, non so più che altro dirti, non posso certo dimostrare l'assenza della legge che vieterebbe quanto tu dici.
Piuttosto, dimostra tu l'esistenza di tale legge; in assenza di tale prova, mi asterrò da ogni ulteriore replica.

Anche perché credo che ormai abbiamo stra-stufato i pazzi che ancora continuano a leggerci.


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Offri tu.
A dimostrazione avvenuta.
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Vecchio 02-03-2008, 16:34   #6
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...
Anche se non hai postato la norma che dimostra la tua ragione (come spiego più avanti), ritengo doveroso risponderti, perché ho approfondito l'argomento e sono giunto alla seguente conclusione:

Guanaco ha sostanzialmente ragione.
Non a proposito del fatto che è vietato chiamare "paraschiena" un paraschiena non omologato (in effetti non lo è), ma sul fatto che è vietato vendere paraschiena non omologati (in effetti lo è).



Nel link da te postato (http://www.newapproach.org/Directives/DirectiveList.asp) c'è una direttiva, la 89/686/CE, che tratta in generale i dispositivi di protezione individuale.
Come tutte le direttive CE, quest'atto non ha valore di legge negli stati membri, bensì di semplice raccomandazione, finché essi non la recepiscono con atti normativi propri.
Perciò mi ero messo a caccia del relativo decreto di attuazione; inizialmente non l'avevo trovato, ma in realtà esso esiste eccome: è il D. Lgs. 475/92, successivamente modificato con il D. Lgs. 10/97 (qui il testo coordinato delle due norme), che si riferisce a quasi tutti i DPI (dispositivi di protezione individuale), esclusi i caschi e le visiere, oggetto di una normativa a parte.
Ho studiato tale documento a fondo (è abbastanza lungo), e mi pare chiaro che il problema non sta tanto nel fatto che non si possa chiamare "paraschiena" un paraschiena non omologato, bensì nel fatto che addirittura non è possibile immettere sul mercato un DPI (comunque denominato) senza che esso soddisfi le disposizioni di carattere tecnico europee e/o nazionali vigenti (e dunque, nel caso dei paraschiena, la EN 1621-2) o, in assenza di tali norme, senza che esso sia conforme aii requisiti minimi indicati nell'allegato II al decreto stesso.
Se tale mia lettura è corretta (e stavolta credo proprio di sì...), Guanaco ha ragione, Axo ha torto e con lei hanno torto tutte le aziende che immettono in commercio protettori comunque denominati privi di omologazione.

Il mio atteggiamento, basato su una convinzione errata, era dovuto alla preoccupazione di evitare l'insorgere di eventuali problemi legali a carico di QdE.
Fermo restando che occorre sempre essere prudenti nel formulare accuse contro terzi, mi sembra che questo non sia un caso del genere, pertanto mi scuso con slow_ahead e con Guanaco per la durezza dei toni da me adottata.

E' ovvio che tocca a me pagare, e offro anche il secondo giro.

Provvedo ad inserire le varie norme riguardanti la materia nella pagina dei link sulla sicurezza e, data l'importanza della questione, vado a modificare i miei post per evidenziarne le inesattezze.
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Ultima modifica di Wotan; 03-03-2008 a 02:11
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Vecchio 02-03-2008, 18:42   #7
mambo
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...Se tale mia lettura è corretta (e stavolta credo proprio di sì...), Guanaco a ragione, Axo ha torto e con lei hanno torto tutte le aziende che immettono in commercio protettori comunque denominati privi di omologazione.

Il mio atteggiamento, basato su una convinzione errata, era dovuto alla preoccupazione di evitare l'insorgere di eventuali problemi legali a carico di QdE.
... pertanto mi scuso con slow_ahead e con Guanaco per la durezza dei toni da me adottata.
Wotan...i miei rispetti...
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