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Originariamente inviata da _nik_
Scusa ma : il momento è una cosa... l'effetto giroscopico che ne deriva è un'altra.  Sarò bischero... :P
Per il punto 1) Se dietro hai una ruota GROSSA GROSSA  e davanti una ruota piccola piccola, avrai di sicuro dei vantaggi alle basse velocità (perchè il manubrio lo giri con facilità) ma, alle alte velocità, la manovrabilità (la facilità con la quale scendi in piega) potrebbe essere, paradossalmente (mica tanto) simile a quella che hai con due ruote di dimensioni simili.
Inoltre: quanto incide sulla manovrabilità la sezione decisamente più a semicirconferenza dell'anteriore rispetto al posteriore?
Il resto, ovviamente, lo condivido.
Non voglio fare lo scassa maroni.  Anzi: se mi fai capire dove sbaglio sono contento.
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Non scassi i maroni. Figurati. Capire è sempre molto importante...
Vero, il momento d'inerzia e l'effetto giroscopico non sono proprio la stessa cosa.
Ma sono strettamente correlati...
Il momento d'inerzia è la somma di tutte le forze d'inerzia, moltiplicate per i rispettivi bracci rispetto all'asse di rotazione che nel caso della ruota è ovviamente il mozzo. Bisogna suddividere il corpo rotante (la ruota) in tante porzioni infinitesimali. Ognuna ha una forza d'inerzia (che, ricordo, è una forza apparente) che può intendersi come la tendenza a scappare via dritta. Questa forza tangenziale va moltiplicata con la distanza dal fulcro. Si fa la somma (l'integrale) di tutti i prodotti e ottieni il momento d'inerzia globale.
Questa è una spiegazione molto semplicistica, non tecnica. Si comprende comunque che il momento d'inerzia è tanto maggiore quanto più veloce gira il corpo, quanto più la massa è spostata in periferia, quanta più massa c'è e quanto più pronunciati sono i bracci, cioè le dimensioni della ruota.
Come dice il termine "inerzia", il momento d'inerzia può intendersi come il perdurare nel tempo del moto di rotazione. Un corpo che trasla con inerzia elevata è duro da frenare. Questo è tipicamente un corpo pesante e che viaggia a velocità sostenuta. Un corpo che ruota su sé stesso con inerzia elevata, come un volano, è pure duro da rallentare; in questo caso però c'è un'altra difficoltà: è difficile anche spostare il suo asse, mantenuto in certe condizioni da tutte le masse che gli ruotano intorno.
Sull'effetto giroscopico abbiamo scritto e strascritto, quindi non torno sull'argomento. In ogni caso, esso non è altro che la reazione dell'asse del corpo rotante (ruota) in occasione di una spinta esercitata sull'asse medesimo. Questa reazione (vettorialmente perpendicolare), oltre che dallo sforzo applicato, è data proprio dal momento d'inerzia della ruota. Una ruota grande e quindi con elevato momento d'inerzia richiederà maggiore sforzo per essere spostata e comunque non si sposterà nel verso dello sforzo applicato. L'effetto giroscopico dipende dal momento d'inerzia, come il bimbo dipende dalla mamma...

Ci sarebbe poi il momento angolare...
Ma torniamo alla moto... Non è vero che si curva più facilmente con una ruota grossa grossa dietro e una piccola davanti. Si curva più facilmente con due ruote piccole piccole. Il motivo? Appunto: il momento d'inerzia che è minore e quindi richiede meno sforzo al pilota. Poi, ovviamente, conta l'avancorsa, l'interasse e compagnia bella, ma questo l'ho già scritto...
La manovrabilità con le alte velocità non c'entra molto. La manovrabilità è la facilità di spostare il mezzo alle bassissime andature. La manovrabilità dipende essenzialmente dalla distanza tra il mozzo su cui è incernierato lo stelo e il suolo. La maneggevolezza è invece un concetto più importante. Questa aumenta con le ruote piccole che hanno meno momento d'inerzia. Ci vuole meno sforzo per metterle in piega e ci sono meno reazioni (effetto giroscopico) che si scaricano sul telaio. La reazione è più immediata (nel bene e nel male). Però, c'è meno stabilità.
La maneggevolezza dipende molto poco dalla facilità con cui si gira il manubrio. Il colpetto sul manubrio per ottenere una piega controlaterale (in virtù dell'effetto giroscopico) è un argomento che abbiamo già toccato, ma è una manovra molto specifica. In genere, la moto curva perché piega, non certo perché giri il manubrio. E la facilità di discesa in piega, a parità di altri fattori, come dicevo, dipende proprio dal momento d'inerzia. Infatti, le gomme sono assimilabili a dei semi-coni, cioè a delle scodelle tronco-coniche incollate per i bordi. Se le fai rotolare su un fianco... curvano. Questa è la ragione per cui le moto possono fare le curve.
Il discorso sulle sezioni e i profili dei pneumatici è molto importante, ma è tutto un altro capitolo. Lo affronteremo magari un'altra volta...