Io credo che dovremmo riflettere su altro. Cerchero' di esprimemrmi senza retorica.
Lo sfortunato motociclista, durante l'ultimo giorno della sua vita, ha visto una bella giornata di sole.
Ha indossato casco e guanti, e felice è salito sulla sua moto, per una delle tante gite che allietano i primi giorni di primavera.
Ha compiuto tutta una serie di gesti rituali che aveva fatto mille volte in passato. Gli stessi CHE TUTTI NOI USUALMENTE PONIAMO IN ESSERE PRIMA DI OGNI USCITA.
Non è tornato a casa. Probabilmente molti dei suoi cari lo stanno piangendo.
Senza paranoicizzarsi, ma ogni volta che montiamo in sella, dovremmo ragionare su cio' che ci accingiamo a fare, e sui potenziali rischi ai quali andiamo in contro. Un atteggiamento piu' prudente sarebbe sempre consigliabile.
Poi sono sacrosanti tutti i vari discorsi sui guard rail rasoio, e sulle amministrazioni comunali che se ne fottono della sicurezza di chi va in moto.
La prima buona norma di prudenza - pero' - va posta in essere da chi guida.
Io per primo, che ho percorso 1.000 km nel w.e. di Pasqua, ho posto in essere piu' di una manovra, che con il senno di poi appare non propriamente ortodossa. Cerchero' di ricordarmelo.
Dpelago KTM 990 SMT
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