2 decadi di incursioni in Sardegna con (quasi) ogni mezzo ancora non me l’hanno fatta venire a noia: anche quest’anno torno in continente appagato ma con la voglia di tornarci al più presto possibile.
Abbiamo viaggiato con la fida cartina 1:200mila di Michelin ma, per chi usa il nav anche per andare dal tabaccaio, ecco il GPX dei percorsi fatti
https://drive.google.com/file/d/1aVM...ew?usp=sharing
2 giugno: sbarcati presto a Porto Torres ci godiamo il litorale fino a CastelSardo per un approccio “tranquillo”, poi ci infiliamo nell’entroterra per arrivare a percorrere la “valle della luna” (Trinità>Aggius) e raggiungere l’SS389 delle sugherete. Superata una Nuoro deserta manco fosse ferragosto scendiamo a gommare la SS125 Dorgali>Baunei. Campeggio e cena a Tortolì.
3 giugno: è la giornata dedicata al massiccio del Gennargentu in tutte le sue forme, dall’anello esterno della SS198 fino alle provinciali interne, senza farci mancare qualche deviazione tra tratturi dimenticati e viste mozzafiato. Appagati dalle curve del Gennargenturing scendiamo verso Muravera per un tuffo a capo Feraxia: talmente bello che decidiamo di bivaccare direttamente in spiaggia, oggi ci si lava con le bottiglie e si cena dall’altra parte della sterrata (rientro cauto al buio e con svariate birre in corpo).
4 giugno: sveglia all’alba con un altro tuffo in mare e via belli freschi verso Villasimius, litorale per Cagliari e poi su a Burcei per ridiscendere a Muravera lungo la SS125 “Campuomu” (è il nome del rio che ha scavato la gola in cui scorre la strada)… forse la strada più bella di tutta l’isola per tracciato, asfalto e panorama. Da S.Vito ritorniamo sopra Cagliari lungo la bella SS387 fino a Dolianova, poi limitiamo al massimo i noiosi dritti e riprendiamo le vere curve a Siliqua, lasciandoci alle spalle il castello di Acquafredda verso Teulada, Domus de Maria, Chia e la litoranea che torna a Teulada. La giornata termina con un tuffo in mare ed una pantagruelica cena in località Polifemo, campeggio sarcazzo (comunque l’unico in zona) sull’isola di S.Antioco.
5 giugno: Iglesiente!!! Masua, Nebida, Buggerru, poi l’adrenalinica SS126 fino ad Arbus, la dissestata discesa a Montevecchio Marina per prendere Piscinas da nord e risalire ad Ingurtosu. Purtroppo a pochi km dai guadi troviamo la strada chiusa per una gara di triathlon, così non ci resta che girare le moto e risalire i versanti del Gennargentu per altre curve, prima di guadagnare a Bosa l’ultimo tuffo della giornata, una buona cena ed un letto comodo in albergo a Bosa Marina.
6 giugno: ultimo giorno. La litoranea Bosa>Alghero è inevitabile, per quanto ogni volta mi chieda per quale motivo questa strada sia così osannata. Troppo veloce, asfalto in condizioni sempre peggiori. Meglio l’interna (Alghero>Villanova>Montresta>Bosa) come anche la SS292 che da Villanova fa il giro largo regalando bei tracciati e borghetti deliziosi, come Mara con la sua piazzetta ombrosissima e decorata a murales. La stanchezza ed il caldo atroce di questi giorni (anche più di 40 gradi) si fanno sentire: la giornata finisce in spiaggia a Platamona per un paio d’ore di relax, un fantastico guazzetto di cozze e moscardini al chioschetto del posto ed il traghetto a Porto Torres che – in sole 17 ore causa avaria – ci riporterà lentamente a Genova.
Caldo a parte (partire in giugno è stato per me una eccezione, di solito preferisco maggio o ottobre) esperienza MAGNIFICA, come ogni santa volta: 2100 km sull’isola, una media di 400 al giorno di sole curve, strade da buone a ottime ovunque, è davvero difficile cadere male anche andando a caso come talvolta abbiamo fatto. ECCEZIONALE.
Poche foto (forse il mio compare di viaggio @doghy ha fatto di più e meglio) ma tante immagini in testa.