Non è questione che una motorizzazione consenta o vieti al centro privato di far circolare i veicoli al fine di effettuare la revisione. La Pubblica Amministrazione è piena fino all'orlo di dirigenti cacasotto che ogni volta che hanno un dubbio sulla legge, scelgono la soluzione dello struzzo e vietano tutto il vietabile per evitare di assumere qualsiasi responsabilità, fosse anche solo quella di applicare un articolo di legge che non gli piace, come in questo caso.
Ne ho piene le palle di questi stronzi, sono uno dei mali principali di questo sciagurato paese, e quando ho svolto un ruolo nella PA - più precisamente in una controllata del Tesoro - ho personalmente demolito uno per uno tutti i lacci e lacciuoli inutili che il mio predecessore aveva sparso ovunque per evitare che gli utenti facessero quello che avevano il diritto di fare.
Il punto è che c'è un articolo di legge (l'et. 80 comma 14 CdS), confermato non a caso da un articolo di un regolamento ministeriale (l'art. 4 del DM 408/98 del Ministero dei Trasporti), che dice esplicitamente che io cittadino posso circolare al fine di portare la mia auto alla revisione in motorizzazione o in un centro revisioni privato, e non sarà certo un dirigente pusillanime o un poliziotto stupido a impedirmi di fare una cosa che una legge della Repubblica Italiana mi autorizza a fare.
Perciò, se una pattuglia mi fermasse in una situazione del genere, in possesso della prova scritta (lettera o fax) di una mia prenotazione al centro revisioni, chiederei di indicare l'articolo del Codice che stabilisce che non potrei circolare, e appurato che tale articolo non esiste, se mi facessero qualcosa oltre a dirmi cortesemente arrivederci, si beccherebbero un ricorso che vincerei sicuro, e che troverebbe posto nella mia ormai nutrita collezione personale.
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Claudio Angeletti
L'arte della sicurezza in moto
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