giorno 05 - Dieppe-Omaha beach (Vierville sur mer) Km 251
la giornata comincia nuovamente sotto un'incessante e fitta pioggerellina che, detto con un francesismo: scassa un po' i maroni, ma credetemi rende al meglio l'atmosfera che credo si sia vissuta in questi stessi posti sessanta e rotti anni fà.
di proposito imposto lo zumo per evitare, oltre alle strade a pedaggio, anche le strade principali: l'obiettivo è di percorrere tutta la costa, per attraversare Sword, Juno, Gold, fino ad arrivare ad Omaha.
tenendoci l'oceano sempre a vista alla nostra destra, puntiamo le ruote del gs verso Le Havre.
il paesaggio è sempre piacevole, coi suoi continui sali e scendi immersi nei campi di granturco.

giunti a Le Havre imbocchiamo la strada che ci porta al Pont du Normandie..stupendo enorme e stupendo "cavalcavia" che attraversa il porto di normandia
sorpassato il ponte di normandia cominciamo a respirare l'aria "dello sbarco" come io stesso l'ho definita. l'aria dello sbarco è stata per me una sensazione, strana se vogliamo, che mi/ci trasmetteva l'atmosfera vissuta da chi è stato protagonista dello sbarco in quei giorni.
qua e là incontriamo cimiteri; francesi, americani, inglesi, canadesi..vederli e pensare a tutti quei caduti, mette i brividi..mette soprattutto i brividi l'atmosfera di rigore e rispetto che si vive
la nostra marcia continua attraversando tutti i paesi interessati dallo sbarco, ma che visiteremo meglio il giorno successivo, fino ad arrivare a vierville sur mer, paese dove i primissimi uomini della fanteria americana misero piede in francia il giorno D.
dopo qualche giro per cercare un hotel, troviamo la "D-Day House", a 50 e dico 50 metri dal punto dove il primo militare americano sbarcò il 6 giugno '44
dopo aver preso possesso della camera, rapida ricognizione del paese in moto. quindi ogni angolo, ogni centimetro quadrato parla di guerra e di eroi. la riconoscenza dimostrata dai francesi verso gli americani è veramente totale (tale da far mettere all'ingresso e all'uscita di ogni paese della normandia, alla stessa altezza, un pennone con il tricolore francese e uno con la stelle e strisce americana!)
dopo una cena in hotel con una crepe alla canadienne a dir poco squisita, annaffiata con la tipica bevanda normanna e cioè il sidro di mele, decidiamo di percorrere a piedi tutta la spiaggia più sanguina dello sbarco, risoprannominata bloody omaha..
le parole per descrivere l'emozioni provate, non le trovo, ma forse un paio di scatti (complice il sole che tramonta alle 22.12

) potranno farlo:
il monumento in onore dei coraggiosi sbarcati ad Omaha