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Originariamente inviata da cocmas
e chi stabilisce i limiti di ragionevolezza? tu per caso? Ma che discorsi ci tocca sentire!!! giù allora tutti contro i limiti, tutti contro le leggi, tanto le leggi se mi vanno bene le rispetto, se no me le faccio da solo!! Pensavo di leggere tante cavolate su questo argomento, ma queste superano il limite.
A Milano il limite di ragionevolezza è 70 all'ora, a Napoli 90 all'ora e a Palermo
40 all'ora? Ma in che mondo vivete? Scusate lo sfogo, ma se uno fa una infrazione deve pagare, stop, se credde di aver ragione fa ricorso, stop, ma non tiriamo in ballo le morali per carità!
Paolo73 ha detto bene e lo apprezzo per questo, gli girano i coglioni ma alla fine ha ammesso le sue responsabilità e giustamente vuole pagare. Almeno credo di aver capito così. Se poi volete correre, rischiare di ammazzare qualcuno, fatelo, poi magari pretenderete di aver anche ragione perchè
quel limite era ingiusto. Ma non mettete sotto il mio figliolo, perchè qualcuno pagherebbe con la pelle.
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In un mondo di pecore che accettano supinamente quello che dice l'autorità, il tuo discorso sarebbe logico.
Ma, grazie a Dio, viviamo in uno Stato di diritto, uno Stato (ancora) libero. dove il cittadino ha diritto di opporsi all'autorità (anzi il dovere morale), quando questa autorità va contro la Legge, uno Stato in cui esistono ancora degi tribunali indipendenti dal potere politico, perchè sono i Tribunali (caro mio), non io, che decidono in ultima analisi se una norma amministrativa è ragionevole o contro legge, e quindi se il cittadino ha il dovere di rispettarla o il diritto di opporvisi. Ma sono io, oggetto della norma amministrativa, che ho il diritto di violare quella norma per poi rivolgermi al tribunali chiedendo che sia disapplicata.
Se non ti è chiaro, torna a studiare Educazione Civica e Diritto Costituzionale e Amministrativo (se mai li hai studiati) invece di definirie "
cavolate" la altrui opinioni.
Se tutti ragionassero come te, chi ha il potere lo eserciterebbe senza alcun fastidio da parte del cittadino che ha il diritto di controllarne l'operato.