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Originariamente inviata da loturco_no_losvizzero
Ricordo con molto piacere quei momenti
Vi consiglio di assistere al parto è una emozione,sensazione indescrivibile.
Ricordo che avrei dovuto filmare il momento in cui la tiravano fuori dal pancione....ma non mi sono reso conto che il tempo passava e non ho fatto in tempo, lì fermo imbabolato con gli occhi sgranati e pieni di lacrime di gioia...
lo consiglio a tutti 
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Rispetto questa pratica e coloro che la adottano ma, sebbene ne escano tutti entusiasti e commossi, faccio davvero fatica a condividerla.
Tralasciando le questioni sulla sensibilità che ciascuno possiede in diversa misura, spontaneamente mi sorge una perplessità sul significato intrinseco dell'assistere al parto. E mi soffermo in particolare sul concetto e sull'atto di "guardare" ciò che avviene in sala parto. Non si tratta più soltanto di stare al fianco della nostra donna, stringerle la mano con tutto il calore possibile per farle sentire che siamo lì, che con lei patiamo e sudiamo nel limite delle nostre possibilità, che la accompagnamo fisicamente con cuore aperto e felici anche nel momento della sofferenza. Porsi di fronte a lei e "guardare"...nonchè filmare l'evento (di questo ignoro francamente il motivo), mostra ai miei occhi una parvenza di "distacco" da ciò che in realtà dovrebbe essere il più possibile sentita "compassione". E' possibile che la crescente tendenza di gurdare il parto delle nostre donne appartenga al fenomeno ben più esteso che coinvolge anche il successo dei reality...qualunque ne sia la vera ragione?