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Originariamente inviata da andrew1
Stavo facendo mente locale circa l'architettura delle moto in questi ultimi periodi.
Ducati, Aprilia, BMW, tutte allineate alle architetture jap (4 cilindri).
Anche i telai sono praticamente tutti identici.
Quindi i bicilindrici italiani, i telai a traliccio, i boxer ed i sogliola bmw son stati solo degli "esercizi" che però non hanno dato alcun frutto, se non limitato nel tempo.
Tanto di cappello ai jap, quindi, che da sempre propongono quelle che sono diventate le architetture attuali.
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Ci sono un paio di precisazioni dovute...
Intanto ce una "convenienza" in termini meccanici nel 4 cilindri...perché, sprattutto il 4 in linea, autocompensa molto bene le vibrazioni del primo e del secondo ordine...è un "dettaglio" da ing. Meccanico non da poco insomma...
In secondo luogo le moto che hai citato hanno architetture moooolto differenti...in comune restano "4 cilindri" ma tra farlo in linea, a scoppi irregolari, superquadro, a V di 60° a V di 90° o con altri angoli cambia parecchie cose dal punto di vista della progettazione meccanica, dei regimi massimi, della coppia e della potenza erogabilo etc...
La verità è che, secondo me almeno, con l'avvento dell'elettronica sono venuti meno i pregi di altre architetture (del bicilindrico e della sua "schiena" su tutti...) perché l'elettronica sopperisce ai difetti del 4 cilindri...adesso si riesce ad imbrigliare le spigolosità del 4 cilindri e a sfruttarne i suoi vantaggi sia termodinamici che meccanici.
That's it...
I japponesi hanno vagliato praticamente tutte le soluzioni pissibili...variando numero di cilindri, forma, valvole tipo di distribuzione...ed alla fine il telaio perimetrale in alluminio con un 4 cilindri resta la soluzione coi migliori compromessi.
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