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Vecchio 21-09-2016, 18:02   #18
Antonio Tempora
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predefinito Quinta Puntata

09/08 – Chefchauen – Ceuta – Traghetto – Algeciras – El Rocio Km. 374



Faccio colazione da solo e pago il conto dell’ albergo: 2 notti e 2 cene oltre agli extra € 210,00 pagando parte MAD e parte Euro perché anche qui non hanno la convenzione POS per le carte di credito “internazionali” ma solo quelle Marocchine.
Carichiamo la moto e salutiamo il personale di questo albergo che consiglio vivamente a chi si reca in visita a CHEFCHAUEN.
Riprendiamo la strada e ci dirigiamo verso TETOUAN lungo la N2 che nell’ ultimo tratto presenta lavori in corso con un incolonnamento che non riesco a superare per le rimostranze di Lilli ad ogni sorpasso di camion o pulmann.
Anche TETOUAN si dimostra bella trafficata e la tangenziale nuova che dovrebbe evitare il tratto centrale decongestionando il traffico provoca invece rallentamenti per le numerose rotatorie.
Dio piacendo prendiamo finalmente l’ autostrada dove notiamo che ad ogni 100-200 metri c’è un gendarme in piedi al lato della carreggiata, forse da lì a poco dovrà passare qualcuno di importante e si vogliono evitare attentati ?
Arriviamo al confine che è ancora più congestionato di quanto riscontrato all’ andata dal lato Spagnolo.
Mi trovo incastrato tra le macchine che cercano di avvicinarsi alla dogana, alcune a spinta, svicolo tra i mezzi con Lilli che non ricorda, dopo tanti viaggi sia con il 1100 ( Golia ) che con Diavolina, che se passa il manubrio passano anche le Vario, ma la tensione accumulata nel viaggio alla fine sfoga in un suo pianto dirotto. La faccio scendere per avviarsi a piedi dove parcheggerò la moto per sbrigare le pratiche doganali e si calma tanto da andare lei dalla funzionaria che, vedendo una donna per lo più proprietaria della moto, accellera il tutto.
Finalmente siamo fuori con grande soddisfazione di mia moglie che, diciamolo, da quando mi sono fatto male ha preso ad “odiare” il Marocco come se mi fossi azzuffato o fossi stato aggredito da un maleintenzionato…..Potenza dell’ Amore !
Fa molto caldo, ci fermiamo alla prima agenzia e compero il biglietto del traghetto ottenendo anche uno sconto, stessa compagnia dell’ andata : Balearia.
Anche questa volta ci imbarchiamo con il primo traghetto disponibile con pochissima attesa che ci consente di seguire le scrupolosissime operazioni di controllo per auto e camion per evitare l’ ingresso dei clandestini.
Oramai nei porti ci dobbiamo dimenticare le procedure veloci in Area Shengen, anche ad IGOUMENITSA a Giugno le procedure di ingresso al porto sono state lunghissime.
Ci sediamo in poltrona di seconda classe e come il traghetto lascia il molo Lilli fa “ Ciao Ciao con la Manina” al Marocco con la promessa di “ A mai più Rivederci “.
Traversata veloce come l’ andata e sbarco senza problemi, prendiamo l’ autostrada in direzione SIVIGLIA che superiamo non prima di aver ammirato il canale che fiancheggia il fiume Guadalquivir in cui fanno transito enormi navi porta containers, davvero una fortuna avere fiumi navigabili di tale portata. In Portogallo vedremo sia il il Tago a Lisbona che il Duro navigabile da Porto per tutta la regione vinicola Portoghese per non menzionare il canale del Rodano in Francia….Insomma solo da noi non si possono sfruttare le vie fluviali, ma è il retaggio, come la arretratezza del nostro sistema ferroviario, dell’ influenza che Agnelli e Fiat hanno avuto sullo sviluppo di infrastrutture in Italia.
Lasciamo l’ autostrada seguendo il GPS e le indicazioni stradali per “Parco Nazionale Donana” e prendiamo la A483 direzione ALMONTE e proseguima fino ad arrivare alla nostra destinazione EL ROCIO.
Ora devo fare una premessa, direte: “ Ci hai già sbomballato all’ inizio con una premessa che non finiva più ed ora ce ne propini un’ altra ?!”
….Ebbene sì ma è necessaria.
Io sono uno che prima di partire studia, si documenta, chiede, ricerca, il mio concetto è di viaggiare in maniera consapevole in modo di rinunciare consapevolmente alla visita di un “Paradiso Terrestre” perché per me visitare o stare in un altro posto ne è l’ equivalente.
Quindi non mi potrò disperare di rabbia vedendo al ritorno un documentario sui luoghi visitati scoprendo una meta sconosciuta e non visitata.
Della località dove avevo deciso di passare 3 notti avevo letto, la prenotazione fatta all’ albergo includeva la richiesta fatta a tutti quelli dove ho prenotato: “Parcheggio sicuro per la Moto”.
Forse distrattamente non ho considerato un piccolo particolare : El Rocio è un paesino che deve il suo straordinario fascino al fatto di vivere in funzione del cavallo tanto da essere quanto di più simile ad un villaggio da Film Western e conseguentemente tutte le strade sono di sabbia soffice percorribili a cavallo, in calesse ed in auto preferibilmente 4x4.
Noi arriviamo su strada asfaltata all’ ingresso del paese ed il GPS, dove ho messo la via del nostro albergo, mi dice di entrare nel paese.
Io mi avvio in quello che pare essere, e lo è, il parcheggio per i visitatori giornalieri, il fondo è di sabbia compatto ma dopo 100 metri comincia a diventare più soffice e nonostante aumenti l’ andatura la moto comincia ad “ondeggiare” con Lilli che comincia a strillare come un’ aquila.
Memore della mia esperienza in Namibia nel 1995 quando finito il viaggio ufficiale insieme ad alte 7 moto prolungammo il viaggio facendo 3500 kilometri di pista, in parte sabbiosa fino alle CASCATE EPUPA al confine con l’ Angola, non mi perdo d’ animo e riesco a controllare la moto fermandola al lato della strada in un tratto più compatto.
Faccio scendere Lilli che a piedi con gli stivali che affondano nella sabbia prova a chiedere indicazioni su come raggiungere il nostro albergo tornando urlante che non mi devo azzardare a proseguire perché la sabbia è troppo pericolosa.
Ora c’è una cosa che non mi devono dire: “ Lascia perdere perché non ce la puoi fare “ perché come notava il mio professore di Storia e Filosofia io ho un forte senso di autocritica quindi lo so da solo se posso o non fare una cosa e comunque non sono mica scemo da correre inutili rischi specie con una parte importante di viaggio anncora da compiere !
In Namibia dopo 2 giorni della parte “avventurosa” del viaggio cadi rovinosamente su un ennesimo ”sabbione” ed indovinate un po’, la solita macchina fotografica a tracolla e la solita costola.



Mi aiutano a tirare su la moto e mi dicono: “ Più avanti è peggio, carichiamo la moto sul trailer e prosegui sul 4x4 “, io rispondo con un Vaffa alla Romana e proseguo senza più cadere per il resto del viaggio che, per la cronaca finiamo in 5 con una moto incendiata ed un’ altra sul carrello, dove doveva andare la mia, per gomma posteriore dechappata.
Il metodo seguito è stato: piedi a terra, sfrizzionata e lentamente uscire dal sabbione cercando di usare bene la frizione ed il gas per non ritrovarsi, come mi accadde in Tunisia, con la frizione bruciata.
Nonostante le proteste, gli urli e le parolacce di Lilli entro nel paese e solo dopo non avere ricevuto le indicazioni per il nostro albergo con lo stesso metodo, lasciando Lilli a piedi, esco e mi dirigo di nuovo sulla strada asfaltata.
Parcheggio tra L’ Ufficio del Turismo, chiuso, ed il Posto di Policia Local dove mi reco mentre Lilli mi raggiunge ancora agitata.
Il poliziotto all’ interno è gentilissimo, in Inglese ed Italiano io e Inglese e Spagnolo lui ci capiamo benissimo.
Spiego la situazione ed avendo prima chiamato l’ albergo trovando la Reception che non sapeva parlare l’ Inglese, lo prego di parlare lui chiedendo di mandare una macchina a prenderci cosa che accettano di fare subito.
Chiesto il permesso al suo capo all’ interno dell’ ufficio, parcheggiamo la moto nel loro cortiletto accanto al loro ufficio.



Sono gentilissimi e li ringrazierò anche nei giorni seguenti perché come potete ben capire la moto rimarrà parcheggiata nel loro parcheggio per tutta la nostra permanenza ad El Rocio.
Arriva la macchina mandata dal nostro albergo e caricate tutte le borse ci facciamo portare alla nostra destinazione: Hotel Palacio Donana
Ci accoglie Macarena ( proprio come il nome del famoso tormentone estivo ) che non parla inglese ma con la quale non abbiamo problemi di comunicazioni, ci dà da bere e ci accompagna in camera che, come descritto dai report, è confortevole ma piccolina.
Lilli sfoga tutta la sua tensione con un diluvio di parolacce alla mia persona, io flemmatico da vero gentleman non reagisco e disfo le borse e mi vado a fare una doccia.
Quando esco mia moglie mi chiede scusa e mi spiega “ se io mi faccio male non ci sono problemi: mi metto a letto e sono trattata come una regina. Se ti fai male tu ti tocca continuare a lavorare e io non posso sopportare l’ idea che tu cada di nuovo facendoti ancora più male !”.
Rinuncio a spiegare che la situazione era sotto controllo, mi limito ad annuire ed esco a fare una passeggiata ed al ritorno chiedo a Macarena consigli su dove andare a cenare ( l’ albergo non ha ristorante e serve solo la prima colazione ) e mi faccio prenotare una visita privata al parco Nazionale Donana per il giorno dopo.
Faccio anche una giratina per l’ Albergo che è davvero molto bello, la piscina è praticamente una vasca allargata più decorativa che funzionale ma il resto ed i servizi offerti dal personale sono all’ altezza del voto di 9,5 su Booking.com dove ho trovato un’ offerta per 3 notti a € 200,0 B%B.








Riposiamo per il resto del pomeriggio guardando anche le Olimpiadi in TV.
Ci vestiamo ed usciamo per andare al ristorante consigliato da Macarena che domani tornerà ad una altro dei 3 alberghi gestiti dalla stessa proprietà qui ad El Rocio.
Camminiamo sul lato della strada che è a prato per evitare la sabbia dove le scarpe affondano come in riva al mare e diamo uno sguardo all’ interno delle case che hanno una facciata che ricorda molto quelle descritte nei tanti film western con una veranda ed un largo ingresso e nel retro la scuderia per i cavalli che qui tutti possiedono.







Cala la sera ed il paese che al nostro arriva sonnecchiava si anima, tutti bardano i cavalli e preparano i loro calessi per l’ uscita serale che coinvolge tutti a qualunque età.






Anche i locali, bar e ristoranti sono attrezzati per consentire la convivialità a cavallo con banconi alti ad altezza sella e “parcheggi per cavalieri”.






Arriviamo al Ristorante Toruno dove mangeremo così bene da tornarci tutte le sere ed anche una volta a pranzo.




Il servizio è un po’ lento ma qui i tempi sono più “rilassati” e ci si siede non solo per mangiare ma per conversare e passare piacevolmente il tempo, comunque i beveraggi arrivano subito ed io mi godo una bella birra gelata mentre Lilli si beve la sua acqua minerale.
Arrivano le bistecche ordinate che sono di manzi locali, ben cotte e saporite. Mi faccio portare un’ altra birra tanto il fioretto è di Lilli non mio e passo ad ordinare il dolce godendomi la “movida” che si affolla davanti a questo che è il ristorante più noto del paese.
Torniamo in albergo per la stessa strada utilizzando la passerella pedonale che evita il camminare sulla sabbia e che si prolunga quasi fino alla strada del nostro albergo.
Rientriamo in camera e ci buttiamo aletto per una sonora dormita.

10/08 – El Rocio – Sosta + Visita al Parco Nazionale Donana

Mi sveglio e preparo il caffè, stanotte ho dormito benissimo anzi, per la prima volta mi sono anche girato sul fianco della costola rotta segno che St. Antonio e la natura stanno facendo il loro buon lavoro….Ed anche io fioretto di Lilli !
Scendo a fare colazione e conosco Miguel che dirige l’ albergo e che Macarena aveva sostituito, anche lui non parla inglese ma parlando lentamente io l’ Italiano e lui l’ Inglese ci si capisce benissimo.
Colazione abbondante e nella media come varietà che consumo nell’ ampio atrio dell’ albergo coperto da un’ grande “velarium” che lo ripara dal sole e lo tiene fresco.
Oggi visiteremo a piedi El Rocio e ci incamminiamo, usciti dall’ albergo, per la passerella pedonale che percorriamo tutta fino all’ ingresso del paese avendo come prima tappa la visita a Diavolina che è rimasta a dormire al Posto di Policia Local.
El Rocio oltre che per i cavalli è famoso per Nostra Senora de El Rocio alla quale anche Giovanni Paolo II era devotissimo.



Ogni anno tra Maggio e Giugno, per la Festa di Pentecoste, cade la Romeria de El Rocio e questo tranquillo villaggio diventa la meta di più di un milione di pellegrini che a piedi e cavallo giungono e si accampano attorno al paese per una festa che dura più di una settimana sfociando anche in eccessi che provocano a gravi danni a persone, cavalli e cose.
Altra caratteristica è la diversità del terreno circostante al paese tra il periodo invernale, quando con le piogge il terreno argilloso non filtra l’ acqua e si trasforma in una palude dove pascolano cavalli e bovini e quello estiva dove tutto si asciuga e diventa prato.
Arriviamo dalla nostra moto e dopo aver ringraziato di nuovo i gentili poliziotti, al capo regalo due scatole da 5 di Toscanello al Caffè, copro Diavolina con il telo per proteggerla dal sole cocente.



Lasciata la moto al suo parcheggio che più sicuro non si può, cominciamo la visita al paese in una splendida giornata di sole con i turisti giornalieri che, in auto o pulmann, arrivano per una visita mordi-e-fuggi o a piedi o con i tanti calessini collettivi che propongono giri panoramici.



Noi ce la giriamo e godiamo tutta a piedi a cominciare dalla piazza principale su cui si affaccia la chiesa dove è custodita la statua della Madonna.

Con l’ istinto degno di Sherlock Holmes, Lilli trova l’ impronta della nostra moto nel punto dove siamo riusciti a fermarci.



Comperiamo diversi souvenirs e regali per mia cognata che sta a Roma a “difendere il fortino”, entriamo in chiesa per visita e preghiera di rito, acquisto un ciondolo con immagine della Madonna che metterò accanto a quello con St. Antonio che ho sulla moto ( c’è anche il classico cornetto rosso….Sacro e Profano…E lo scudo della Maggica che non può mancare ! ) e l’ adesivo per il bauletto.






Pranziamo in un piccolo ristorantino all’ ombra bevendo Coca-Cola e mangiando una buona insalata mista.
Lilli fa amicizia con una signora che ha due splendidi cagnolini che ci ricordano il nostro Leonino.






Lasciamo il ristorante e proseguiamo il giro passando di nuovo davanti al ristorante Turono che è al centro di un’ area dove sono conservati degli ulivi centenari tra cui uno sotto il quale ceneremo nelle prossime due sere.








Torniamo in camera per un riposino in previsione del fatto che alle 17,30 vengono a prenderci per la visita guidata al parco.
Dormitina per Lilli, un po’ di lavoro per me, uno sguardo alle gare Olimpiche e ci vestiamo di nuovo per uscire.
Fuori del nostro albergo ci attende Sergio che con il suo pulmino ci porta a visitare la parte Nord di questo parco di circa 30.000 ettari, un acquitrino nella stagione invernale ma ora secco e percorribile ma solo con un 4x4 come il nostro mezzo.






Sergio è simpatico e molto preparato e ci racconta, nel suo perfetto Inglese, la storia di questo parco che, essendo un luogo paludoso e malsano, aveva attratto il dittatore Francisco Franco per farne un’ area di Bonifica sul tipo di quella della Pianura Pontina.
Anche qui furono piantati migliaia di Eucaliptus ( I “Calips” del bellissimo libro di Antonio Pennacchi : “Canale Mussolini” ) per drenare il terreno ma fortunatamente non furono scavati canali ed usate idrovore .
Grazie ad una astuta opera di coinvolgimento di varie personalità Spagnole fu creata prima un area protetta poi il parco attuale che salvata dalla urbanizzazione e l’ agricoltura intensiva tutta l’ area, cominciò lo sradicamento degli Eucalipti utilizzando però le radici come riparo dei conigli selvatici che sono la preda abituale del’ animale più rappresentativo del parco : La Lince.





Ci rechiamo nel Centro Visitatori dove vediamo un film illustrativo del parco e quindi presso l’ unico tratto di palude che rimane “umida” anche d’ estate ammirando parte di quello che per gli appassionati di “Bird Watching” è un vero paradiso.






Sergio alla luce del tramonto ci porta all’ interno della parte boscosa quasi interamente a Pino Mediterraneo che qui è cresciuto in maniera spontanea e “disordinata” come si po’ notare nell’ unica Pineta “selvaggia” del Litorale Romano a Torre Astura vicino al Poligono di Tiro di Nettuno.
Questo è il regno del cinghiale e del cervo e riusciamo ad intravederne diversi sia maschi che femmine tra le fronde degli alberi od a pascolare nei prati incolti.








Torniamo in albergo e pagato ( 150 euro ) e salutata la nostra simpatica guida senza cambiarci, anche perché sono quasi le H 22,00 , ci rechiamo al nostro ristorante dove riconosciuti veniamo fatti accomodare sotto un magnifico albero mentre fuori c’è una fila a paziente attesa di un tavolo.



Con i soliti tempi ordiniamo una cena a base di pesce e dopo un antipasto di sardine fritte e zuppa di vongole ci portano una deliziosa zuppa di pesce.



Dato che dovunque andiamo la gente ci prende in simpatia, forse per il nostro atteggiamento cordiale e conciliante, la cameriera mi porta due bicchieri di vino liquoroso sormontati da un centimetro di panna e mi insegna a berlo tutto di un fiato.
Naturalmente bevo anche quello di Lilli.
Nonostante le richieste insistenti di mia moglie di astenermi dal fumare il sigaro, ne accendo uno e me lo godo seduto al tavolo anche perché siamo all’ aperto e tutti fumano le sigarette sbuffando il fumo anche dalla mia parte.
Pago il conto € 58,60, quello di ieri era stato di € 57,60.
Ci alziamo ed illuminati da una splendida luna torniamo in albergo.





11/08 – El Rocio – Sosta

Oggi è giorno di bucato anche perché non è stato possibile prenotare la visita alla parte costiera del parco data l’ alta affluenza per l’ alta stagione.
Faccio colazione e chiedo alla moglie di Miguel, che dirige il reparto che si occupa della pulizie delle camere, un po’ di detersivo che sollecita mi fa avere in un bicchiere sia nella forma liquida che in polvere.
Oltre che addetto al fare e disfare i bagagli, che Lilli poi si “incolla” su e giù da e per le stanze, io sono anche addetto al bucato.
Tolgo le protezioni ai pantaloni e separo la gamba dal pantalone che con le zip diventa un bermuda.
Separatamente lavo prima le varie sezioni nel lavandino con il sapone liquido aiutandomi nelle macchie più tenaci con il sapone per le mani, poi metto tutto nella vasca con acqua non troppo calda dove ho sciolto il sapone in polvere.
Per pudore non ho fotografato l’ acqua che i pantaloni dopo più di 5000 kilometri di autostrada e strade Marocchine hanno tirato fuori. Lascio tutto alla vostra immaginazione.
Finiti i pantaloni passo all’ abbigliamento tecnico che indossiamo a pelle, maglietta ed intimo, che lavo solo con il sapone per le mani essendo più delicato.
Porto tutto in terrazza dove stendo il bucato al sole dell’ Andalusia.



Usciamo all’ ora di pranzo e ci rechiamo al solito ristorante dove pranziamo nella sala interna dove si gode la vista del grande prato antistante allagato d’ inverno.
Ordiniamo salumi tra cui lo Jamon Iberico, formaggio ed una porzione di patate fritte.
Io mi bevo pure un paio di bicchieri di vino rosso mentre Lilli si innamora della bottiglia dell’ acqua minerale che ci hanno portat e si porta via la bottiglia per riportarsela a Roma, rendendola così parte del peso aggiunto che via via a causa di souvenirs e regali vari ci porteremo appresso per il resto del viaggio.
E poi diconO di “Viaggiare Leggeri” !



Torniamo in camera per riposare tutto il pomeriggio, oggi la giornata è dedicata al completo riposo e non desideriamo altro.
Siamo in una stanza comoda e non ci manca nulla. Il bucato è asciutto e profumato e lo ripongo nell’ armadio.
Lilli dorme fino all’ ora di alzarsi per la doccia ed uscire per la nostra ultima cena ad El Rocio che consumiamo al nostro solito ristorante dove ci facciamo la stessa bistecca della prima sera.
Io mi fumo il mio bel sigaro sotto l’ albero dove ci hanno dato il nostro ormai abituale tavolo, visto che anche a pranzo mi ero fatto un aperitivo nello stesso posto, e poi con Lilli mi incammino al nostro albergo.
Domani si lascia l’ Andalusia ed entreremo in Portogallo.


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Antonio Tempora
"Ama il tuo sogno ogni inferiore amore disprezzando" - Ezra Pound

Ultima modifica di Antonio Tempora; 21-09-2016 a 18:26
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