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Vecchio 20-09-2016, 12:50   #4
Antonio Tempora
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04/08 Aglou Plage – Tiznit – Tizi-N-Test - Ourigane Km. 331 – In Moto H 5,18 – Totali H 5,38



Carico la moto con l’ aiuto di Lilli dopo averla messa sul cavalletto centrale, abbiamo deciso di lasciare la costa e di puntare diritti al Tizi-n-Test quindi partiamo presto dopo aver pagato il conto e salutato il simpatico personale dell’ albergo, quasi tutto femminile.
Riprendo la moto la prima volta dopo la sosta e confermo l’ impressione avuta subito dopo la caduta: in sella non sento dolore o addirittura fastidio.
C’è la solita nebbia e fa anche freschetto, temperatura che ci seguirà fino a TIZNIT quando, svoltati ad AIT MELLOUL lasciamo la N1 per la N10 dirigendoci ad EST verso OUARZATE e la valle del DRAA.
Il fresco della costa lascia il posto al clima secco e sempre più caldo tanto di sentire il calore del sole attraverso le maniche della giacca ed a costringerci a tenere chiusa la visiera del casco per non sentire l’ “Effetto Phon” sul viso.
Devo dire però che il leggero torpore accusato in partenza, forse per i 3 Aulin presi in 24 ore, lascia ad una maggiore lucidità di guida mano mano che il caldo aumenta.
Io ho sempre sofferto il caldo umido ma quello secco non mi ha mai dato fastidio anche ad alte temperature oltre i 40 gradi.
Ci fermiamo prima ad un Bancomat per prelevare poi al benzinaio per rifare il pieno e bere un po’ di acqua e Polase.
Riprendiamo la strada e giungiamo al bivio per la R203 che porta al Tizi-N-Test.
Cominciata ad essere costruita nel 1926 per collegare la Valle del Draa a Marrakesh, la strada che porta al passo Tizi-N-Test è considerata tra le più pericolose da percorrere a causa della carreggiata stretta che spesso non permette l’ incrocio di due veicoli, il fondo sconnesso e spesso sterrato, la mancanza di parapetti in punti dove uscire di strada significa precipitare anche 500 metri.
Quasi tutti i resoconti ed i video sono per il percorso da Marrakesh al passo, quindi da Nord a Sud, noi invece lo percorreremo da Sud a Nord e contrariamente a quanti, partiti scarichi dall’ albergo, arrivano al passo e poi tornano indietro, noi proseguiremo per la strada che porta a Marrakesh, già visitata nel 2003.



Noi naturalmente viaggiamo a pieno carico con Lilli che dalla partenza dall’ Albergo ha preso l’atteggiamento che proseguirà per tutto il resto del viaggio: terrorizzata che mi possa fare ancora male comincerà a lamentarsi e preoccuparsi ad ogni minima difficoltà, anche presunta, che possa apparire lungo il percorso. Non proprio lo stato d’ animo migliore per guidare ma non posso biasimarla, non ha paura per lei, ha fatto strade molto più complicate e viaggiato in paesi molto meno “confortevoli”, ha paura per me.
Non ho la macchina fotografica con cui fare i video, non me la sono sentito di chiedere a Lilli di usare la sua videocamera, non ho avuto il coraggio di fermarmi lungo la stretta strada, davvero spettacolare, per fare foto.
Andate su GOOGLE e guardatevi un po’ di foto per capire la spettacolarità del percorso.
Sono mortificato e deluso per suggerire di guardare foto non mie…..Non si può avere tutto nella vita e mi considero fortunato per come sono andate le cose.

https://www.google.it/search?q=tizi-...HWfQBuwQsAQIHQ

Dopo il bivio cominciamo a salire lentamente, traffico quasi inesistente, fondo stradale non male, incrociamo o superiamo pulmini di agenzie che portano turisti in escursione, dopo un po’ addirittura la strada diventa a due corsie con il fondo asfaltato di nuovo.
Lilli avvicina il suo casco al mio e con la visiera alzata mi grida “ non è male la strada”, io non replico anche perché dopo nemmeno un kilometro la strada torna stretta ad una ( scarsa ) corsia fortunatamente con un fondo decente.
Panorami stupendi che rimangono impressi nella mia memoria come se il cervello fosse una macchina fotografica.
La strada comincia ad essere più ripida con tornanti che si susseguono e gli ultimi 6 kilometri prima del passo la strada si fa sterrata con tracce di asfalto, stretta e senza parapetto che ti possa riparare dal burrone a fianco della carreggiata.
Prego che non venga in giù una macchina o peggio ancora un camion ( ne troveremo uno dopo il passo in direzione Marrakesh ! ) e le mie preghiere sono accolte facendoci arrivare in cima al passo senza problemi dove una gentile turista francese ci scatta la foto ricordo.




Come diceva Freud “ La realtà non è quella che è ma come uno la vive”.
Io la realtà del Tizi-N-Test l’ ho vissuta in maniera esaltante, come chi era vicino a rinunciare ad una tappa fondamentale del viaggio e che invece, anche grazie a mia moglie e la mia volontà, ha raggiunto un suo importante obbiettivo.
Mi sento, dopo aver superato il passo, così bene ( ho notato che il pomeriggio “carburavo” meglio ed ero più “brillante” alla guida, forse a causa delle pillole per la pressione ? ) che la strada in discesa mi pare facilissima.
In effetti lo è paragonata al versante SUD, anche se sempre ad una carreggiata e con fondo migliore con tratti sconnessi e soggetti, con la pioggia che qui in quota può produrre scrosci violenti, a frane e smottamenti.
Diciamolo francamente, alcune strade in Corsica sono molto più strette e complicate, penso a quella che da Propriano porta a Aullene ed alla Serra di Scopamene e prosegue per Porto Vecchio, ma lo stato d’ animo con cui si affrontano le cose spesso rende più difficile quello che in realtà è del tutto alla nostra portata.
Superiamo un camion fermo al lato della strada e continuiamo il nostro tragitto senza difficoltà.
Superiamo tornanti, ammiriamo ed attraversiamo villaggi berberi, diamo un’ occhiata al cielo che minaccia pioggia che in effetti per 15 minuti scende anche se non copiosa tanto da non fare in tempo ad inzuppare giacca e pantaloni.
Dal passo al nostro albergo sono 72 kilometri e con il sole che ritorna a scaldarci ed ad asciugarci percorriamo tutto il percorso senza problemi arrivando ad OURIGANE dove dopo 2 kilometri giungiamo al nostro resort il Domaine Malika.
Il resort ha solo 7 stanze ed è situato al centro di un parco naturale per la protezione di un tipo di muflone locale.
Parcheggio la moto davanti alla reception e mi faccio portare le valigie in camera ( 25 Mq con terrazzo privato il tutto a € 140,00 colazione inclusa ) dopo aver fatto il check-inn.
La foto della stanza è presa dal sito web del resort



Mi faccio una doccia nel bagno facendo attenzione ad entrare ed uscire dalla vasca dove è alloggiata la doccia, mi muovo ancora con precauzione per il mio dolore al fianco, mi asciugo con un asciugamano così grande e soffice da farmi sembrare un senatore con la sua toga e mi metto con Lilli a mangiare la frutta fresca che l’ hotel ci ha offerto come benvenuto sul nostro letto a quasi tre piazze.
Connessione WI-FI ultraveloce, approfitto per lavorare al portatile e chiamare con Skype o WhatsApp i miei collaboratori e sentire un po’ di radio italiana in streaming come faccio tutte le mattine per ascoltare il GR2 dell 07,30.
Salgo sul terrazzo ed ammiro il panorama sui monti dell’ Alto Atlante e torno sul letto per riposare un po’.
Alle 20,00 scendiamo nel giardino sottostante che contorna una curiosa piscina a forma di chiave e ci sediamo per la cena.
Qui servono alcolici ma Lilli ha fatto il “fioretto” di non bere per tutto il viaggio e naturalmente dovremo elargire una generosa offerta a St. Antonio, di cui sono molto devoto, per “assicurarci” una buona prosecuzione del viaggio.
Io mi faccio portare una bella birra fresca che accompagnerà la nostra ottima cena con Lilli che continuerà per tutto il viaggio a “pasteggiare” ad acqua minerale.




Tornati nella nostra grande e confortevole stanza mi godo un sigarino con un sorso dalla fiaschetta di fronte allo splendido panorama che si gode dalle ampie vetrate aperte della nostra camera, vetrate che danno sulle montagne che circondano il nostro resort.
Mi metto a letto facendo attenzione dato che sarà anche King Size ma è troppo morbido per i miei gusti e non vorrei che mi desse dei fastidi durante la notte….


05/08 Ourigane – Tizi-N-Tichka – Skoura Km. 281 – In Moto H 4,34 – Totali H 05,08




Come avevo previsto la notte non è passata piacevolmente a causa del letto troppo morbido, menomale che la spalliera mi dava appigli per potermi attaccare ed aiutarmi a forza di braccia a cambiare posizione.
Tossire e starnutire non se ne parla, mi provocano fitte al costato dolorose.
Per la tosse ho sviluppato il metodo di raschiarmi la gola in rapida sequenza con la conseguenza di mettere Lilli sul “chi vive”. Per gli starnuti non c’ è altro metodo che bloccarli sul nascere turandosi il naso.
Mi ricorda la gag famosissima di Totò nel vagone letto con l’ Onorevole Cosimo Trombetta ( Eh, chi è che non lo conosce quel Trombone di suo padre!) quando si fa aiutare con il fazzoletto per uno starnuto che non sfoga mai.
Colazione sul nostro terrazzo con il sole del primo mattino e la vista della cima del Tizi-N-Test da cui siamo arrivati.




Chiudo le borse, carico la moto e vado a pagare il conto scoprendo più tardi che alla reception hanno fatto un errore: non avendo fatto il conto in Diram ( come obbligatorio in Marocco ) bensì in Euro, la direttrice digita il totale tra camera, drinks e cena di €187,00 invece che MAD 2041, sul POS che naturalmente non può che registrare l’ importo senza fare la conversione con la cifra in valuta locale. Me ne accorgo solo la sera mettendo in ordine gli scontrini per il resoconto spese giornaliero mi accorgo che la visa è stata addebitata di MAD 187 equivalenti ad € 17,20 ! Naturalmente prendendo un rimprovero da mia moglie per non aver controllato lo scontrino VISA.
Riprendiamo la strada lasciando OURIGANE a circa 1200 metri e ricominciamo a salire di quota per un breve tratto con il percorso che diventa sempre più agevole come ci avviciniamo a Marrakesh che non raggiungiamo svoltando dopo TAHANAUTE in direzione di AIT-OURIR dove prendiamo la N9, già percorsa nel 2003, che porta al passo Tizi-N-Tichka ed OUARZATE.
La strada è piacevole, con un po’ di traffico dato che questa è una percorrenza importante per il commerciale che per il privato, temperatura piacevole, siamo ancora sul versante ATLANTE, scavallato il passo cominceremo a sentire il calore della parte desertica.
L’ ultimo tratto prima del passo è quello che ti fa capire che in un viaggio non devi ami dare nulla per scontato.
La strada diventa a 4 corsie con un ottimo asfalto, ti dici “ Che bello, rispetto a 13 anni fa ne hanno fatti di miglioramenti !” ed invece la guduria finisce subito: Lavori in Corso – Stanno rifacendo la strada fino al passo e come in Turchia non una corsia alla volta ma tutte assieme !
Ci troviamo su strada interrotta percorsa contemporaneamente dai camion dell’ impresa di costruzione, traffico commerciale e privato, tutto ad andatura veloce tra nuvole di polvere e fondo tra sterrato e breccia più o meno consistente.
La moto si comporta benissimo, grazie a gomme e sospensioni, ma anche io non sono male specie di fronte ad un camion che per entrare in un cantiere invade la nostra carreggiata e mi costringe ad uno slalom tra macchine e pulmann turistici.
Arriviamo finalmente al passo e fermiamo Diavolina per la foto di rito ed una breve sosta.



Soliti venditori rompipalle che cercano di vendere i loro souvenirs, almeno non ci sono i questuanti che si mettono davanti al monumento a chiedere soldi o medicine come nel 2003.
Riprendiamo il nostro percorso e cominciano a scendere di quota con la temperatura che comincia a salire ma sempre sopportabile.
Al bivio per TELOUET ( visitata nel 2003 ) tiriamo diritto rinunciando alla strada che porterebbe poi a AIT-BENHADDOU, dopotutto Lilli è stata bravissima nel tratto di strada interrotta e non voglio farle fare un tratto di strada che potrebbe rivelarsi ancora più impegnativo visto che domani ne faremo una che ci terrà particolarmente impegnati.
Superata OUARZATE riprendiamo la N10 che avevamo lasciato per salire al Tizi-N-Test e attraversiamo per la seconda volta la Valle del Dades.
Arriviamo a SKOURA e cerchiamo le indicazioni per il nostro albergo Les Jardins De Skoura, le troviamo e prendiamo una strada sterrata che poi ci porta ad attraversare uno Oued dal fondo in pietrisco ma compattato dal passaggio di altri veicoli.
Ad un bivio scelgo di dirigere verso un Ksar che si rivela essere uno dei più famosi del Marocco tanto da essere raffigurato su una banconota : KASBAH AMRIDIL.
Trasformata in un Ostello con all’ interno un museo etnografico è il punto d’ ingresso di un palmeto di 28 x 8 kilometri con una popolazione residente di circa 37.000 persone.
Il custode ci saluta ed alla nostra richiesta di indicazioni per il nostro albergo ci dice di seguire le insegne arancioni ma poi su mia insistenza ci concede l’ aiuto del suo assistente che montato in bicicletta ci farà strada.
Non mi fa sentire molto orgoglioso di andare con una moto da Enduro Stradale dietro ad un ciclista che comunque nonostante si sforzi a tenere un’ andatura veloce mi costringe a stare costantemente in prima tenendo la distanza per poter accelerare nei tratti più sconnessi.
Attraversiamo il centro abitato con case di mattone e fango e strade in terra battuta tortuose e ombreggiate dalle palme, ogni tanto le case diradano e la strada attraversa un piccolo Oued per poi riprendere il percorso di terra battuta.
Arriviamo al nostro albergo che da fuori assomiglia ad una delle abitazioni del villaggio attraversato. La distanza totale dalla strada nazionale è di più di 4 kilometri. Parcheggio la moto nel parcheggio esterno all’ ombra di una tettoia di incannucciato, do una mancia al “ciclista” che non rimane soddisfatto dall’ importo ( sono sempre generoso con le mance ma mi ritrovo solo con banconote di alto importo….Rimedierà la proprietaria dell’ hotel integrando la cifra. ), vado all’ ingresso chiuso e deserto.
Batto con il battiporta e mi apre una signora sorridente e di piacevole aspetto che si presenta come Caroline, la proprietaria dell’ albergo. Mi offre di parcheggiare la moto dentro ma la porta d’ ingresso è stretta e rinuncio lasciando Diavolina al suo posto.
Portiamo le borse in camera, ho prenotato una Superior Room e Caroline ci offre l’ Up-Grading in una Suite con letto matrimoniale, grande bagno con profumi, olio di Argan e saponi vari, salottino con caminetto e letto singolo. Tutto al piano superiore affacciato su uno stupendo terrazzo con sedie tavoli, salotti con divani e persino un letto a due piazze per riunioni conviviali tutto affacciato sul Palmeto che circonda questa oasi di pace.







Doccia rinfrescante e ci rechiamo in giardino per il “The di Benvenuto” servito, all’ ombra degli ulivi ed accompagnato da biscotti fatti in casa, da un gentilissimo cameriere che parla un’ inglese perfetto ( Imparato a scuola in Marocco !) accanto ad un’ invitante piscina.




Fa caldo ma all’ ombra è fresco ed il The alla menta è corroborante. Ci raggiunge Caroline che ci intrattiene dandoci un po’ di ragguagli sul suo albergo e l’ Oasi di Skoura che lo circonda.
In pratica qui è stato compiuto un vero e proprio saccheggio delle Palme per eradicarle e trasportarle nei vari Paesi Arabi a cominciare dall’ Arabia Saudita, un po’ quello che è successo con gli Ulivi Centenari Pugliesi che sono andati ad arredare i giardini delle vile al Nord Italia. Solo negli ultimi anni dichiarato il sito dal Marocco “Sito Protetto”, le palme sono lasciate al loro posto ed hanno ricominciato a re infoltire i vuoti.
Mi butto non senza difficoltà in piscina ed accenno anche a qualche bracciata anche se nuotare a Rana mi provoca un po’ di dolore. Dopotutto non potevo essermi portato il costume senza usarlo almeno una volta !



Torniamo in camera per un salutare riposo, non ci interessa fare un’ escursione, fa troppo caldo e questo è un luogo che suggerisco di visitare a chi viaggerà in Marocco nei mesi “canonici” di Primavera ed Autunno.
Ci vestiamo e scendiamo per la cena che consumiamo insieme agli altri due ospiti dell’ albergo: due ricercatori Americani in giro turistico per il Marocco con 4x4 e chauffeur che dorme in un'altra location.




Cena ottima con antipasto il cui pezzo forte sono verdure e legumi ( ceci e lenticchie ) cotti in maniera da lasciarli “croccanti” e con un sapore squisito.
A seguire l’ immancabile Tajine con verdure ed agnello. Pasteggio con 2 birre e Lilli con la sua acqua minerale, quindi dolce e caffè.
Passeggiatina in giardino con il tramonto che lascia il posto al buio ed al cielo stellato come non siamo più abituati a vedere a causa dell’ Inquinamento Luminoso delle nostre regioni.
Lascio Lilli in camera e mi metto in terrazza sul letto a baldacchino a fumare il mio sigaro ed a fissare estasiato il magnifico cielo stellato con il solito rammarico di non saper riconoscere le costellazioni con l’ eccezione dei “soliti” Grande e Piccolo Carro.
Mi tornano in mente le notti stellate ammirate nei vari deserti visitati: Namib-Akakus-Wadi Rum-Sahara Marocchino e Tunisino, tutte incredibili per la loro bellezza che ti lascia senza fiato per la loro immensità
Raggiungo Lilli a letto a fine di un’ altra giornata memorabile.
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Antonio Tempora
"Ama il tuo sogno ogni inferiore amore disprezzando" - Ezra Pound
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