Ducati mi sembra sappia anche fin troppo bene il fatto suo.
Nella sua natura c'è l'essere (e il darsi arie da) marchio premium, per cui la vedo incompatibile con un prodotto con meriti solo razionali, a partire da un discorso di qualità/prezzo, che punta a una grande diffusione puntando sul guadagno sul numero. Anche perchè questo è un terreno in cui c'è chi è maestro.
Detto questo, c'è da segnalare anche il sorprendente successo della Hypermotard in tutte le sue versioni, non proprio a buon mercato certo, ma più economica della Multistrada.
Onore e onere di Ducati è quello di affiliare gli acquirenti facendoli sentire speciali, perchè viaggianti su moto speciali, che portano un marchio speciale.
E' una cosa che serve a promuoversi e a giustificare i listini, ma che inevitabilmente può creare una barriera invisibile tra chi è Ducatista e chi non lo è. Chi ha avuto solo Honda e non ha mai avuto una Ducati, non entra in una concessionaria di questo marchio come lo fa in una concessionaria Suzuki, cambiare per Ducati gli sembra quasi un salto epocale nella propria vita di motociclista, mentre passare da Honda a Suzuki forse è un passaggio un po' più disinvolto...
Ducati oggi deve dare il colpo al cerchio e quello alla botte: da una parte fare la speciale, dall'altra cercare di apparire una opzione praticabile anche per chi non ha mai avuto a che fare col marchio, per vari motivi..
Ecco, io penso che la Scrambler sia stata commercialmente una buona, se non ottima, idea per perseguiore lo scopo. Penso farà diventare clienti di Ducati molte persone che non lo sono mai state e soprattutto pensavano non lo sarebbero mai state. Una volta che hai avuto uno moto di un marchio, la barriera invisible che vi separava è crollata.
Ultima modifica di euronove; 20-02-2015 a 17:22
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