Continuo e continuerò sempre a pensare che in meccanica la differenza fra un'innovativa opera d'arte è una fantasiosa cagata è il semplice fatto che la prima funziona e la seconda no.
I fatti hanno dimostrato che il motore Honda NR nel modo in cui fu concepito non funzionava. Per fare in modo che non si rompesse di continuo è stato necessario lavorarci quindici anni e sostanzialmente ridurre di un terzo il regime di rotazione massimo, arrivando con complicazioni inenarrabili a risultati non migliori di quelli raggiunti da qualsiasi motore tradizionale. Il paragone con un orologio meccanico non regge, per il semplice motivo che qui non si tratta di segnare il tempo, ma di reggere sollecitazioni per le quali il motore era stato espressamente concepito. Volevano arrivare ad un livello, e si sono resi conto a suon di figure di merda che con quella strada il livello raggiungibile era ben inferiore.
Il romanticismo dell'impresa francamente non lo vedo: stiamo parlando della Casa motociclistica più grande del mondo e di investimenti pressoché illimitati, seguiti tra l'altro da risultati disastrosi... non del genio che ha compiuto l'impresa grazie quasi unicamente al proprio estro innovatore.
Tra quelli metterei piuttosto come primo John Britten, che con una moto nata nel garage di casa e diversa da ogni altra in poco tempo fece il culo agli squadroni ufficiali della categoria BOT americana, o piuttosto Norman Hossack che, dopo aver preso diverse porte in faccia ha visto la sua innovativa e geniale sospensione anteriore su molte BMW stradali, o anche Giancarlo Morbidelli (che anni fa ho casualmente avuto l'onore di conoscere di persona) che per fare pubblicità alla sua ditta di macchine utensili per il legno si mise a costruire in proprio anche moto da corsa e vinse quattro mondiali...
Con tutto il rispetto per la Honda, c'è una bella differenza.
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Uomo barbuto dalle moto rosse (cit.)
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