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Vecchio 09-09-2014, 23:47   #9
charlyno
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16 Luglio 2014 (285 km) Ci svegliamo di buon’ora e dopo un buon caffè e fatta colazione siamo pronti per cominciare questa giornata. Il cielo è azzurro ed il sole splende in alto, direi che c’è quasi caldo ! Si parte verso Berläst un antico sito industriale fondato nel 1690 per la lavorazione della pietra calcarea e la produzione di calce. L’estrazione di pietra calcarea cominciò a Gotland già nel medioevo. Il sito posto proprio sulla costa vanta la presenza di tre antiche fornaci di cui la più antica risale al 1700. Il posto è davvero bello, con tanto di area attrezzata per il picnic. Un classico esempio di come si possa trasformare un sito industriale in disuso in un posto di attrazione turistica. Ne approfittiamo per goderci un po’ il sole e fare quattro chiacchiere con una coppia di svedesi. Ripresa la moto ci dirigiamo verso Lickershamn, dove nei pressi della spiaggia si trovano alcuni raukar che raggiungono i 12 metri. d’altezza. Davvero imponenti e dalle forme bizzarre. Tra tutti uno in particolare con un buco in mezzo da dove è possibile facilmente passare da una parte all’altra. Sulla spiaggia c’è un piccolo bar ed un porticciolo turistico. Fa molto caldo e la gente ne approfitta per un bel tuffo in acqua. Dalla spiaggia parte un sentiero che porta su un promontorio, dove si trova una grande pietra chiamata la “Jungfru” sulla quale esiste una misteriosa leggenda. Nell’anno 1000, viveva a Lickershamn un uomo ricco e potente chiamato Likajr e soprannominato “il saggio”. Questi aveva una figlia di nome Öllegård. Un giorno il padre tornò a casa dopo una lunga battaglia per la conquista di alcuni territori nel sud del mar Baltico, portando con se un giovane prigioniero, figlio di un capo sconfitto in battaglia, che fu chiamato Helgi e che crebbe tra gli schiavi. Ben presto tra la figlia di Likajr, Öllegård ed il giovane nacque l’amore. Al padre non piaceva questa cosa, così decise di porre fine a questa storia d’amore. Un giorno in autunno Likajr organizzò una grande festa giù al porto. Prima della festa, aveva permesso ai suoi uomini con l’aiuto di lunghe scale di sollevare la figlia Öllegård in cima al rauken, la grande roccia posta all’imboccatura del golfo. Così riuniti tutti gli invitati proclamò solennemente ed ad alta voce che se Helgi fosse riuscito a portare giù la figlia dalla grande roccia, avrebbe potuto sposarla. Helgi accettò la sfida e cominciò a salire rapidamente la scogliera. Era agile e senza paura e ben presto raggiunse Öllegård. Decise di scendere dalla parete affacciata sul mare, in questa maniera se fossero scivolati o se avesse perso la presa della sua amata, sarebbero caduti in acqua e non sulle rocce. A questo punto il padre della ragazza pensò che il giovane avrebbe potuto farcela. Improvvisamente una freccia colpì alla testa il giovane Helgi. Era stato il padre timoroso di dover adempiere alla sua promessa. I due giovani caddero in mare dove scomparvero tra le onde. Gli uomini del potente Likajr cercarono invano di salvare la figlia, ma sia il suo corpo che quello del giovane Helgi non furono mai più ritrovati. Il posto è incantevole ma questa leggenda lo rende ancora più affascinante. Ne approfittiamo per pranzare con un buon panino con vista straordinaria sul mare. Per re ciliegina sulla torta, caffè con la moka e biscotti al cioccolato. Che spettacolo ! Ripresa la moto ci spostiamo verso Lärbro per visitare la splendida chiesa del 1260. Il suo campanile ottagonale risale al 1300. Stupendi gli affreschi al suo interno. Ad ovest della chiesa una torre di difesa, che risale al XII. Sec. Riprendiamo la moto e ci dirigiamo verso la piccola isola di Fårö a nord di Gotland. Un traghetto gratuito la collega all’isola maggiore ogni mezz’ora. Ci godiamo la traversata sotto un sole meraviglioso ed un mare azzurrissimo. Una volta sbarcati attraversiamo una zona piena di vecchi mulini a vento. L’isola appare selvaggia e misteriosa. Qui il regista svedese Ingmar Bergaman affascinato da questo luogo vi girò ben sette film ed oggi sepolto in quest’isola. Vi è anche un piccolo museo a lui dedicato. Ci dirigiamo versa la selvaggia Langhammarshammaren, un luogo molto conosciuto per la sua lunghissima spiaggia acciottolata ma soprattutto per i magnifici ed enormi raukar disseminati un po’ ovunque. Alcuni sono davvero enormi ed uno in particolare somiglia molto alla testa di un uomo, vagamente ricorda un moai dell’isola di Pasqua. Davvero un posto da non perdere, uno dei più belli finora visti a Gotland. Il tempo trascorre velocemente in questo luogo meraviglioso e purtroppo è ora di tornare. In attesa del traghetto facciamo una visita alla piccola chiesa di Fårö, costruita intorno al 1500/1600. All’interno alcune navi votive che raccontano la storia di Jons Langhammar e suo figlio Lars che nel 1620, durante la caccia alle foche, andarono alla deriva su una lastra di ghiaccio per settimane ma furono salvati dagli abitanti di Stoccolma. Così il padre come riconoscimento promise di dare la mano di sua figlia in sposa al figlio di uno dei soccorritori. Storie d’altri tempi ! Una volta giunti nuovamente sull’isola maggiore, facciamo una breve sosta al Bungemuseet , un museo all’aperto che conserva alcune case costruite tra il XVII e XIX sec. con tanto di arredi originali. Purtroppo il museo sta per chiudere e non ci resta altro che dare una sbirciatina veloce. Si torna a Visby. Il sole al tramonto illumina di arancione tutto il centro storico e le sue splendide mura. Percorriamo l’intero periplo della cinta muraria, circa 4 km per poi perderci tra vicoli, vie acciottolate, antiche case e palazzi stupendi. L’atmosfera che si respira in questa città è semplicemente sublime. Giungiamo al porto nei pressi di una delle porte di accesso alla città. Il tramonto è uno di quelli che non si dimenticano facilmente. Un rosso fuoco che ti penetra nell’anima e ci resta per parecchio tempo. È ora di cena ed non c’è niente di meglio di una buona pizza per concludere la serata.

















































































17 Luglio 2014 (410) Purtroppo oggi dobbiamo lasciare questa fantastica, selvaggia, romantica isola. Alle 09.00 il traghetto parte per Oskarsham. C’è ancora una bellissima giornata e ci dispiace veramente dover tornare. Dal ponte un ultimo saluto a quest’isola per poi trascorrere in tutta tranquillità le tre ore di traghetto sino a destinazione. Da qui il rientro è abbastanza veloce. Una breve sosta per il pranzo in un’area attrezzata nei pressi di un lago ed in meno che non si dica siamo già a casa. Un breve ma intenso, meraviglioso, entusiasmante viaggio in moto. Alla prossima.
Un grazie particolare a mia moglie Laura per condividere con me questa grande passione.









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Francesco su "Mandarino" Bmw GS 1200 - Palermo

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