Io direi che esistono invece delle differenze sostanziali dal 60 a oggi.
La mafia ha acquisito una dimensione politica, si è irrobustita e ha letteralmente invaso il tessuto imprenditoriale italiano a 360 gradi, da nord a sud. Da un fenomeno tipicamente meridionale è diventata un'Azienda di profilo internazionale, con filiali in tutta Italia e in Europa. Un business strutturato e gestito saggiamente anche grazie a un sistema di alleanze politico-imprenditoriali eccellenti. La classe politica è cambiata, abbiamo assistito ad un progressivo impoverimento degli aspetti contenutistici del manifesto ideologico dei vari partiti in favore di un certo opportunismo operativo che assicurasse una durata maggiore delle poltrone in un Parlamento in continua movimentazione e una maggiore governabilità. L'instabilità ha costretto i partiti a fare i conti con il compromesso, ben diverso dal nostro caro compromesso storico degli anni 70. In questo quadro i partiti (e partitelli) hanno dovuto preoccuparsi + di mantenersi strette le poltrone che di governare e fare il loro dovere nei confronti degli elettori, venendo meno di fatto al loro incarico e gettando, anno dopo anno (e legislatura dopo legislatura), l'Italia nel caos totale, e screditandola sempre + agli occhi degli altri Paesi europei (non che faccia bene alle esportazioni eh). Non governando e quindi non costruendo un'Italia sana, istituzionalizzata e infrastrutturata, i Politici hanno dovuto progressivamente aumentare il carico fiscale, senza capire che il risanamento delle Finanze non avviene solo attraverso la tassazione ma anche e soprattutto attraverso l'aumento del PIL e il miglioramento del rapporto deficit-PIL. Le tasse fra l'altro da noi non sono progressive ed è molto + facile evadere che in altri Paesi. In tutto questo tram-tram, il sud fa da àncora e il nord non è + in grado di assorbire il divario. Le aziende scappano, il livello salariale fra i + bassi d'Europa e l'aumento del carico fiscale fanno crollare i consumi, alcuni settori sono in crisi nera, altri sono stati letteralmente assorbiti dalla maestranza straniera (cinesi), come il tessile e i mobilifici. In tutta questa disperazione le aziende assumono amici e parenti, e la politica e il clientelismo onnipresente distruggono la meritocrazia, quindi le risorse migliori fuggono all'estero. Le caratteristiche socio-culturali dell'italiano medio poi fanno il resto
Ultima modifica di gianluGS; 11-02-2014 a 12:09
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