Leggere di questa tua avventura, anche se ancora alle origini, fa sognare pure me.
Quei paesi li ho girati più o meno a fondo per lavoro ma non in moto (Mongolia e Tibet a dire il vero una sola volta ma 12 anni in Cina).
Per quanto riguarda la Mongolia devi stare attento secondo me essenzialmente ai rifornimenti: devi assicurarti un bella autonomia. In mongolia ci sono 2.800.000 di persone di cui 1.800.000 in Ulanbator...
In Cina sappi che le autostrade sono interdette alle moto per cui dal primo all'ultimo chilometro te lo devi fare per statali. Ci sono città in Cina dove le moto sono vietate (Hangzhou di certo). I cinesi guidano davvero in modo osceno: ai semafori faranno a gara per tagliarti la strada senza parlare che ti troverai molto spesso mezzi di qualsiasi dimensione in contromano. Di notte ti consiglio vivissimamente di parcheggiare ed attendere il giorno successivo: è molto frequente incrociare camion a luci spente ma non solo quelli. Ti sorpasseranno ovunque indistintamente a destra o sinistra.
Ottenere il permesso per entrare in Tibet non è banale: devi avere ovviamente già il visto cinese nel passaporto e poi chiedere l'aggiuntivo nulla osta dalle autorità cinesi. Servono almeno due settimane (nel frattempo non potrai circolare perché ti avranno ritirato il passaporto) e dovrai essere accompagnato ovunque vai (in Tibet intendo).
Se non ricordo male comunque non puoi entrare in Cina con qualsiasi moto ma deve essere una di quelle ammesse dal governo cinese. Quanto ti è già stato detto circa le difficoltà di trovare posti per la manutenzione è verissima: non fa parte della loro cultura (quello che non funziona più, non si ripara ma si butta quando proprio cessa di funzionare) e vedrai che di moto straniere ne vedrai davvero poche (io ne vidi solo a Pechino e Shanghai).
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