E dopo la breve digressione in materia visti, continuo a tediarvi col raccontino.....
Partiamo tardino, ma si viaggia bene senza contrattempi. Rimanendo abbastanza altini ancora come altitudine, si viaggia col freschino e con paesaggi splendidi – un verde spettacolare. Piacerebbe forse aver tempo per girare un poco meglio per questi paraggi.
mi piaceva questa nuvola...
Finalmente dopo una curva ecco apparire il Monte Ararat
– una bella spintarella psicologica vedere questa montagna cosi’ a portata di mano.. e dopo poco arriviamo a Dogubayazit – veramente un posto moolto particolare, polveroso e incasinatissimo. Sono le 13, decidiamo di continuare e puntare all’ingresso in Iran e ad arrivare a Tabriz.
Percorro la trentina di chilometri che separano Dogubayazit da Bazargan dove si trova la frontiera in uno stato di “trance” – non saprei spiegare, non mi sembra vero di essere arrivato alle porte della Persia in moto, solo qualche anno fa non avrei mai pensato di fare una cosa del genere.
Arriviamo alla frontiera e passiamo la solita frammentaria burocrazia turca (bisogna dar lavoro a un po’ di funzionari, no? E quindi c’è la funzionaria che ti controlla il passaporto, il funzionario che controlla il libretto, quello che controlla passaporto e libretto, quello che scrive al computer la targa, etc… Il tutto spostando la moto di qualche metro tra casotto e casotto, tra ufficio ed ufficio, etc).
Per poi attendere una ventina di minuti che ci consentano il passaggio… e poi si apre il cancello e siamo nella parte Iraniana, subito un controllo da alcuni militari, dopodichè si passa agli uffici di controllo (con naturalmente il trafficone locale che fa da “intermediario”).
Prima cosa un funzionario alquanto anti e patico ci chiede se abbiamo alcool, perché sorry sir but this islamic country. Niente da essere sorry, lo sapevamo, niente alcool nelle valigie.
Poi, scopriamo la rogna del visto - spiegata sopra. Il ns visto riporta validità dal 14 al 29 Maggio, e 21 giorni di durata
– a Milano ci avevano detto che la validità 14/29 era da intendersi validità per l’ingresso in Iran, dopo l’ingresso 21 giorni di tempo. Qui il funzionario, una volta chiestoci l’itinerario, ci dice che sarà difficile perché il 29 dobbiamo uscire dall’Iran. Chiacchiere e discussioni e poi comunque ci approva l’ingresso ma condiziona all’estensione del visto da farsi a Tehran..
Vabbè, usciamo e a questo punto lo stesso funzionario vuole controllare le moto, fa smontare ed aprire la sacca ad Ivanuccio.
Io apro le due valigie laterali, senza tirar fuori le borse, ma lascio chiuso il bauletto centrale . che naturalmente diventa l’oggetto del controllo, devo aprire, svuotare, mostrare gli attrezzi la pompa l’antipioggia… Andata, sui puo’ andare.
Il trafficone locale “police approved” (naturalmente, si aggira tra funzionari e poliziotti come niente fosse) sale in moto con me per portarci a fare l’assicurazione. Ci cambia 200 euri a prezzo non di favore (32000 rial per euro, a Tabriz al momento danno 35000…), facciamo l’assicurazione per le due moto (1750000 a moto) e siamo finalmente in Iran per strada. Via veloce verso Tabriz, a un certo punto in autostrada vedo una macchina affiancarsi ad Ivano, Ivano gesticolare nei confronti dell'autista, si ferma la macchina, si ferma Ivano, mi fermo io… (pensando... ecco, cominciamo bene, già a sciarriarsi con gli automobilisti iraniani).
I tre veicoli sono fermi a lato autostrada perché il signore voleva assolutamente offrirci una tazza di te dal suo termos e un meloncino. Cosa non ne studiano questi figli del demonio eh…
Arriviamo a Tabriz che comincia a fare buio, sono le 21.30, c’è un temporalone in atto appena fuori città ma dall’altra parte. Fermiamo un tassista che ci fa strada fino ad un hotel dove prendiamo possesso di una camera..
Doccia, cena kebabbara non eccelsa, notte…
Domani visita Tabriz.