Visualizza un messaggio singolo
Vecchio 23-03-2013, 17:59   #3
Fagòt
Mukkista doc
 
L'avatar di Fagòt
 
Registrato dal: 06 Feb 2008
ubicazione: Bergamo - A zonzo in Africa
Messaggi: 10.953
predefinito

7° giorno: Zagora - Assa 500 km.

Sono le 7.30 quando la luce si spegne all'improvviso nel bagno. Anche in camera non c'è più corrente, ma non diamo importanza alla cosa. Male perchè come scopriremo più tardi il black out era previsto e annunciato fino alle 14.00 del pomeriggio ed in mancanza di corrente i distributori non funzionano. "Quante volte te l'ho detto Trity? Il pieno si fa subito alla sera, quando si arriva, prima ancora di cercare da dormire, la mattina dopo è sempre un'incognita..... dormono...... son chiusi....... han finito la benzina.....". "Si, ma quello là mi stava giuntando i fili e tu eri troppo incazzato per ricordarti del mio serbatoio."
Per fortuna uscendo verso nord ne troviamo uno probabilmente attaccato ad un'altra centralina, per cui risolviamo la cosa, anche se già avevo cominciato a chiedere dove fosse lo spacciatore ufficioso con le taniche.
Prima di imboccare la N12 porto Gianni a fare una foto al cartello con la scritta che indica l'inizio della pista dove le carovane intraprendevano la mitica traversata del Sahara in 52 giorni. E la memoria corre veloce a quella mattina di due anni fa.



Dopo qualche chilometro di asfalto che arriva fino all'aeroporto, comincia la tolè ondulée di circa 60 chilometri. Due dritte a Gianni, su come affrontarla e poi via. Io e Trity la adoriamo e snocciolate le prime marce ci mettiamo sui 100 surfeggiando sulle cunette dure create dalle balestre dei camion e dei furgoni.
Più viaggi veloce e più i tumpf - tumpf - tumpf del posteriore si allontano tra di loro diventando un debole ritmo che scandisce la marcia.
Gianni viaggia più piano e seduto, accentuando così il supplizio per se stesso e la moto, per cui a tratti rallento finchè non torno a vederlo nello specchietto.
Quando cominciano i lavori, che anche due anni fa avevamo trovato, mi fermo per una sigaretta e gli chiedo come vada. Visto che è tutto ok e si sente tranquillo, lo esorto a rimontare e a cavare il culo dalla sella. Ora facciamo un po' di fuoristrada.
La vecchia pista che stanno convertendo in un ampio terrapieno della larghezza di circa 10 metri è ridotta oramai a una decina di chilometri di pietre, piccoli oued e due linee più chiare lasciati dalle tracce degli pneumatici dei quatre-quatre. Ogni volta che il passaggio si fa più arduo mi fermo appena dopo per sincerarmi che lo superi senza problemi e finalmente per lui giungiamo all'ultima parte costituita di nuovo da un pistone largo e veloce.





Mancano solo una quarantina di chilometri fino a Foum e ora ci sono solo 4/5 interruzioni dovute alle piene degli oued che con la loro irruenza hanno distrutto la via battuta.
Il WP comincia a comparire in alto sul GPS e piano piano si sposta sempre di più fino al triangolino che rappresenta la Trity in movimento.
Gianni passa agevolmente le pietre e i tratti sabbiosi delle deviazioni e ormai viaggia al mio passo. 500 metri e comincio a rallentare, sempre di più finché in grande il WP si evidenzia e la scritta FRANCA si legge nel mezzo del display del 276. Mi faccio affiancare e gli urlo: "Qui è dove Franca ha rotto la gamba." Poi torno ad accelerare. La deviazione sabbiosa sull'oued dove l'avevo lasciata per andare a cercare soccorso è affiancata da un ponte nuovo sul quale un camion staziona in attesa di ripartire con gli operai che lì stanno lavorando. Un goudron scuro ed immacolato copre ora i 5 chilometri di pista che avevo percorso e ripercorso tornando con un taxi brousse per caricarla, e così in un attimo siamo nella piazza di Foum per un tè alla menta.
"E' stato bello farti mia su una pista per la prima volta, Gianna!". "Anche per me" e sorridendo si accende una Casa mentre tiro fuori la chiave del 10 per registrare i cavi Bowden.
Le ragazze son passate dal ristorante ieri pomeriggio e stamani avran preso la strada verso Tissinnt. Provo a chiamarle ma nessun segno, per cui usciamo dal villaggio attraversando un folto gruppo di persone che si accalca fuori del pronto soccorso dove Franca ricevette le prime cure. Oggi probabilmente deve essere una di quelle giornate in cui tutti possono essere visitati, magari gratuitamente o semplicemente perchè un'equipe medica completa è di passaggio. Sulla sinistra della statale i cartelli indicano il lago Iriki e l'Oasi Sacra. E' la seconda volta che ci arrivo vicino e devo rinunciare. Evidentemente è destino che non ci debba andare.
Verso l'una siamo a Tata e aspettando che le ragazze escano dalla pista che avevo tracciato da Tissinnt, ci concediamo un pasto nel centro cittadino.





Ragazzini vorrebbero farsi fare una foto con le moto ma si vergognano e grazie solo all'aiuto del gestore li convinciamo a salire a turno, mentre passata l'ora della siesta si ricomincia a vedere un pò di gente per le strade.











Verso le 15.00 arrivano le ragazze galvanizzate da una due giorni di piste rocciose. L'anteriore di Gianpy ne porta orgogliosamente le ferite: i tasselli centrali sono quasi spariti mentre la metà dei laterali è smorzicata o tagliata. Non siamo ancora arrivati al mare, occorre cercare qualcosa, ma sarà dura trovare un 90/90-21 da queste parti. Guido ieri invece ha rimediato due forature sempre sull'anteriore. Le camere d'aria di scorta e il gommista di Foum in serata hanno aiutato.
Son quasi le 16.00 quando riprendiamo l'asfalto che porta prima verso Akka e poi verso Assa.
Per non creare ulteriori problemi agli pneumatici del 690 ci mettiamo in fila indiana sugli 80, fino alla piccola cittadina spazzata da un vento gelido, dove come al solito, giungiamo ormai a buio inoltrato.





__________________
Abbi cura del tuo ospite che dio veglierà su di te nel deserto.

F 800 GS - Fotty
T700 - Tenery
Fagòt non è in linea   Rispondi quotando