le sospensioni piu' sofisticate moderne hanno la regolazione separata per compressione e estensione alle alte e basse velocita'.
Ovviamente non si tratta di alte e basse velocita' della moto, ma della escursione della sospensione. Un accucciamento di frenata e' "basse velocita'", una reazione a una buca e' "alta velocita'". gia' questo fa capire che le esigenze sono molto diverse.
SI potra' andar dietro abbastanza bene alle "basse velocita'", molto piu' difficile alle "alte velocita'". Tra parentesi, se guardiamo alla storia, il tentativo eterno e' svincolare la sospensione dalla frenata o accelerazione (fenomeni comunque di "bassa velocita' " di escursione).
I tentativi bimota e elf di sospensione con forcellone davanti facevano cosi', e il telelever pure. E i vari antidive anche ! fare il forcellone imperniato in un certo modo,e farlo lungo, e fare il pignone coassiale, e mille altre cose....sempre lo stesso scopo, far si che la sospensione possa copiare la sconnessione ma restare quasi indifferente alla accelerazione o decelerazione. QUesto sara' un altro modo ancora di fare cio'. Piu' flessibile naturalmente.
Fammi fare il filosofo:
qualunque cosa nella tecnica ha dei limiti per cui si ricorre a un compromesso.PEr superare il compromesso si introduce una complicazione che concede un grado di liberta', insomma rende variabile una grandezza che era fissa.
Esempio: un motore ha solo tiro in basso o in alto.
soluzione: fasatura variabile per avere il compromesso, ma introducendo una complicazione
esempio: un trapano elettrico gira a velocita' fissa
soluzione: metto un variatore elettronico per variare la velocita'.
tutta la tecnologia e' fatta cosi', si aggiungono gradi di liberta' per flessibilizzare i sistemi accettando di complicarli.
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