Il gesto, in quanto tale... e' diventato nel tempo un modo di fare... un luogo comune. Ricordo che nel 1988, appena sedicenne, nelle scorribande di gruppo con i 125, ci adeguavamo all'usanza perché faceva piuttosto figo... faceva sentire un tutt'uno anche rispetto a chi aveva la fortuna di cavalcare una moto di cilindrata ben piu' grossa della nostra. In ogni caso, dunque... facevi parte del branco!
Oggi... interpretarla nella stessa maniera non mi riuscirebbe. Forse perché condizionato dall'età, dal soggettivo mio personale modo di vedere e sentire le cose... Cavalcando orgogliosamente il mio Burgman 650 exe il problema non si presenta... Mi e' capitato soltanto una volta, un paio d'anni orsono, che un gruppo di motociclisti "stranieri", tutti BMWisti, incrociandomi in abbigliamento tecnico con la mia signora, stracarico con tanto di borse laterali perché in viaggio... mi abbiano allungato la manina. Fu piacevole... perché la mia interpretazione del saluto fu molto semplicemente quella relativa alla passione e ai motivi che nel frangente accomunavano noi e quel gruppo di stranieri in moto... Il viaggio...
Probabilmente perché a me non interessa sentirmi far parte di qualcosa che rende uguali emeriti cretini e persone in gamba. Il saluto e' una questione di educazione e di rispetto, qualsiasi uso se ne faccia.
Se già di per se, come spesso accade nell'ambiente motociclistico, impone una selezione in base al tipo di "motociclo" che si incrocia, piuttosto che la persona che lo guida... allora si saluta la moto, non l'individuo! E si torna li... potrebbe senza dubbio esse una moto degna dei migliori elogi... ma non e' detto che il proprietario non sia un emerito deficiente... E siccome non giudico la gente per quello che ha, ma per quello che pensa... il timore di entrar a far parte di un gregge e' oltremodo elevato
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Burgman 650 Exe... evoluto in R 1200 RT 2012
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