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Vecchio 04-01-2012, 19:57   #19
Enri&Co
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IN NAVIGAZIONE

Ho prenotato una cabina da quattro letti, preferendola, con un sovrapprezzo di meno di 100 euro per tratta, alle cuccette da 6 o 9 letti. Mai denaro fu speso meglio. Marco è in cuccetta da 9, al ponte 2, quello più in basso di tutti, addirittura sotto i ponti di carico che sono il 3 e il 4. Un girone dell’inferno dantesco. Subito sopra i motori della nave, non ci arrivano nemmeno gli ascensori, per scendere le ultime rampe di scale ci vuole il patentino da speleologo. Pietro ed Emanuele, invece fanno i gran signori, cabina da due con finestra, tutta per loro. Hanno potuto sfruttare l’offerta “bikers” della Smyrill Line, la compagnia che fa servizio per l’Islanda, che con meno di 800 euro prevede andata e ritorno per due persone e due moto in cabina riservata.

Assieme a me, in cabina, ci sono due austriaci, davvero poco loquaci che per lo più hanno dormito durante tutta la traversata, e Patric, un ragazzo originario di Bolzano ma che vive a Parigi da sempre. Patric mi ha raccontato la SUA Islanda e il suo innamoramento folle per questa terra. A sentirlo parlare era come se stesse raccontando delle fiabe. E’ al suo quarto viaggio in Islanda e questa volta si sarebbe fermato un mese. Viaggia con un bmw 650, non vestito da moto, ma da trekking, tenda, sacco a pelo e scatolette di cibo nello zaino, il resto nelle borse laterali. Scarponcini da montagna ai piedi. Con la motocicletta arriva fin dove riesce, poi prosegue a piedi. Le sue carte non sono come le mie, stradali, lui gira con carte topografiche dettagliatissime e bussola al collo. L’Islanda lui non la visita, la esplora. Mi ha affascinato. Lui mi ha raccomandato, quando gli ho detto che avevo in programma di fare sia la pista 35 che la 208 di partire presto la mattina, in particolare per la seconda, il rischio sarebbe stato, partendo tardi, di restare bloccato, come capitò a lui in uno dei suoi viaggi precedenti.

Immaginavo due giorni di noia totale, e invece il mare del nord è splendido a tutte le ore, i colori cambiano di continuo, e poi, per quasi tutta la prima giornata di navigazione, il traghetto viaggia a ridosso della costa norvegese e il panorama è comunque vario e piacevole.

La maggior parte dei motociclisti, come anche io ho fatto, una volta a bordo e sistemata, si è cambiata d’abito mimetizzandosi quindi in mezzo agli altri passeggeri, inizialmente tengono duro la coppia spaziale che indossa ancora gli stivali da cross neri e arancione fosforescente, anche se poi si cambieranno pure loro! e altri due che non avevo notato all’imbarco, ma che per tutto il tempo non hanno fatto altro che sfogliare riviste di moto. Se ne devono essere portati una scorta da casa.
Ah.. la coppia coi K, tolti gli stivali, si presenta in sandali francescani e calzini bianchi, il bianco Dash per intenderci, quello che tutte le casalinghe sognano. Sarà peggio ribaltare la moto sul ponte 4, mi chiedo, o andare in giro così conciati ???

Faccio conoscenza con due ragazzi di Torino, K990 Adventure e V-Storm, una coppia con un GS1150 giallo e un’altra coppia di lombardi in viaggio di nozze su di una GS 1200 Adventure. La ragazza è stata spesso con noi a chiacchierare o con l’altra coppia, il neo marito invece, non si è mai visto, ha trascorso due giorni in cabina a vomitare per il mal di mare.

Il pilota del custom, sigaretta arrotolata sempre tra le dita, faceva il gallo con le cameriere del ponte 8, ma credo senza grandi risultati. L’ho incontrato di nuovo due o tre giorni dopo, dalle parti di Varmahlid, fermo al bar di un distributore che parlottava con la cassiera e ricordo di essermi chiesto come mai si trovasse da queste parti uno con quello spirito. Non sarebbe stato meglio andarsene a Riccione o in un qualsiasi altra località della riviera romagnola? Con la sua Harley e il portamento da “very strong man” avrebbe sicuramente avuto più fortuna.

Sul ponte 8, quello con la veranda all’aperto che ospita lo sky bar, una combriccola di non meglio identificati nord europei, ha trascorso tutto il tempo della traversata a bere enormi boccali di birra dentro cui versavano, (mischiandoli alla birra), dosi di liquori imprecisati, acquistati al duty free shop della nave e cantando a squarciagola. Si allontanavano barcollando di tanto in tanto, immaginavamo per andare a vomitare, perché dopo un poco li vedevi ricomparire per ricominciare a bere a cantare e a discutere animatamente, in una lingua incomprensibile.

Sarà stata l’emozione o l’impazienza, sarà stato che tutto era così coinvolgente: il forte vento sul mare aperto, l’orizzonte senza fine, il sole che sbucava inatteso dopo un temporale improvviso e violentissimo, che i due giorni sono filati via in un attimo, e all’alba di giovedì 28, la costa dell’Islanda, ci è apparsa davanti all’improvviso.


foto di M.B.

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