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Originariamente inviata da devargas
Quello di tagliare le curve è un bel problema ed anche un bell'elemento di discussione. Hai detto bene, è un arte "pilotare" sulla propria carreggiata, perchè spesso, proprio la velocità acquisita in quelle due o tre curve visibili, ti porta alla scelta di traiettorie obbligate che poi, invariabilmente, ti conducono nell'altra corsia. ...
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Il problema è proprio quello.
L'andatura deve essere adeguata a:
1) Le proprie capacità
2) Le condizioni della strada (imprevisti compresi)
Chi si lascia prendere la mano nelle "2 o 3 curve" visibili per poi essere obbligato a tagliare,
non sta guidando lui ma si sta facendo portare a spasso dalla moto!!!
Se si vede che la prossima curva sarà cieca/stretta/ecc basta regolare velocità e traiettoria di conseguenza. Non mi sembra una buona idea giocare con la dea bendata.
Un ragionamento sul potere deterrente degli incidenti:
qualcono che si "spatacca" contro camioncino/auto c'è sempre, ma tanto non cambia nulla...

Esempio: un paio di we fa avevano chiuso la strada tra la Raticosa e Firenzuola perchè un motocilista aveva avuto un brutto incontro con un'auto. Non so la dinamica e non mi interessa di chi fosse la colpa. Il fatto è che a terra (e al camposanto) c'è andato il motociclista.
Nonostante questo, sulla STESSA strada, lo scorso we, gli
imbecilli c'erano lo stesso, come se nulla fosse accaduto.

Per questi
fenomeni, l'incidente può capitare solo agli altri, o comunque non a loro, perchè tanto loro
sanno guidare.
Non credo neanche che il corso di guida (solamente) risolva, perchè, come diceva il Commodoro,
PRIMA bisogna avere l'umiltà di
rendersi conto di aver bisogno di un corso di guida. E a quel punto vuol dire essersi resi conto di dove stanno i propri limiti...