il piacere di guida in senso stretto, cioè strettamente legato alla conduzione della moto, credo che derivi principalmente dalla soddisfazione dell'aspettativa che si ha salendo in sella di quel particolare tipo di moto che hai sotto al culo in quel momento. Mi spiego meglio, quando salgo in sella a quel meraviglioso catorcio che è il nonno falcone farlo andare avanti è già un'impresa, per cui godo come un matto ad andare a sessanta all'ora contando gli scoppi della sua marmittona, godo a cambiare aspettando che cali di giri fin quasi al minimo per cambiare schiacciando il bilancere col tacco per non sentirlo grattare neanche un po', godo della sella coi molloni su cui dondolo come un bambino sull'altalena......questo lui può darmi e io sono felice.
Quando monto sulla Nimitz godo della sua comodità, godo a regolarmi il cupolino per sentire solo l'aria che desidero, godo della sella poltronesca e di andare a 130 in overdrive col motore che ronfa a 4000giri mentre io guardo il panorama circostante come seduto in salotto e ogni tanto sbrigliare in un attimo 90 CV per passare in un soffio quelle due noiose macchine là davanti.
godo quando sulla fedeleXT vado in montagna per sterrati sentendo che lei facile e leggera sembra andare da sola per rampe e tornantini seguendo senza sforzo unicamente il mio pensiero.
Godo dell'incedere solenne e regale della contessa che non deve dimostrare nulla a nessuno, e che al suo passare raccoglie benevola sguardi e saluti di rispetto.
Insomma ogni moto sa dare il massimo del piacere se la si capisce e non le si chiede ciò che non può dare.
Su altre cose tipo, senso di libertà, scoperta o riscoperta di luoghi, la natura, i paesaggi, l'evasione dalla routine, un tempo per se stessi.... si potrebbe aprire un capitolo a parte.
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Zundapp GS125
NuovoFalcone500Militare il Nonno
XT600 la Fedele
R100RT Contessa-R1150RT la Nimitz
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