Forse la riflessione più corretta è che questa situazione, sotto gli occhi di tutti, rispecchia l'assoluta impotenza dello Stato ( che come mi hanno insegnato a scuola siamo noi !) ad avere il controllo del suo territorio ed imporre le regole comuni.
Sciocchezze (per dirla educatamente) tutte le scuse riferite al non uso del casco come sistema anticrimine, al folklore, al simmo e Napoli paisà.
E' solo che viene difficile ammettere, per TUTTI, che a Napoli come in alcuni quartieri di Palermo (cito queste perchè in una è palese, e nell'altra ci vivo), siamo assolutamente PERDENTI.
Ed è il barricarsi nel pensiero che "tanto io non ci vivo", "è un problema loro", "ma che mi frega a me che vivo a Pordenone, tanto le corna sono le loro...", che permette di mantenere lo status quo, e la trasmissione di questo modo di pensare alle nuove generazioni.
Assodato che le forze dell'ordine di Pordenone (mi sono fissato con questa città) non staranno certo ad allungarselo con indice e pollice, ma riescono a mantenre in piedi le regole dello Stato, non trovo giustificazioni per i loro colleghi Napoletani e Palermitani che si permettono di decidere a loro discrezione quali siano le regole da fare rispettare e quali quelle su cui si può chiudere un occhio.
E' vero che in alcuni quartieri (ennesima ammissione di sconfitta per TUTTI) le forze dell'ordine non hanno la possibilità di entrare, se non in numero ingente e con operazioni programmate, ma nel resto della città posssono, e permettetemi, DEVONO fare applicare le regole dello Stato.
Le voci si spargono presto in città, basta che il capo della Polizia faccia una dichiarazione ad una TV locale "minacciando" la tolleranza zero, contestualmente ad interventi sulla strada, e vedi come si allineano i NOSTRI paisà.
Poi occorre continuare, come i colleghi di Pordenone, nella normale attività.
Siccome non sono un genio, e non è un'idea rivoluzionaria, credo che alla fine il problema reale è che non c'è la volontà di TUTTI a che questo avvenga.
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