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Originariamente inviata da sergios
mi accorgo che quando mi capita di guidare per brevi tratti con gli arti scoperti divento ancora più attento e prudente. il punto è che se a nessuno piace mai cadere, quando sai che basterebbe scivolare a dieci all'ora per farti male, fai proprio di tutto perchè non accada. poi...come dio vuole!
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A 30 all'ora sai che da solo non scivolerai mai, ma forse non sai di essere un bersaglio più facile per gli automobilisti che guidano con una mano al cellulare, quelli che alle 10 del mattino escono dal circolo bocciofila con 2 o 3 bianchini in corpo, quelli che guidano senza patente, quelli che una patente ce l'hanno perchè l'hanno comprata e chi più ne ha più ne metta. Anche in questo caso una scarpa chiusa e ben allacciata puo' fare la differenza.
Del porcello e dell'asino: io sono un fumatore. Mio padre lo è in modo accanito. Tuttavia non perde occasione da anni per ricordarmi quanto male faccia e quanto sia opportuno che smetta. Francamente non ho bisogno di polemizzare secondo il principio del "senti chi parla" per assumere che abbia perfettamente ragione o quantomeno per soffermarmi a dubitare un istante circa la mia condotta.
Infine una domanda non provocatoria che mi sorge spontanea in virtù della mia personale interpretazione della motocicletta, ovvero che è e deve essere sempre un piacere andarci, anche se solo per i 3 km che percorro per andare al lavoro: quale piacere riesci a trarre dalla moto alle condizioni che il senso di praticità e comodità ti impongono?