Porto anch'io il mio contributo.
Sarà un po' lungo ma credo ne valga la pena

Parlasi del '93, io ero a digiuno motociclistico da qualche mese, causa brutto incidente demenziale in cui avevo rischiato di perdere una gamba per cancrena (sgratttt, mi era stata ingessata inutilmente senza pulire a fondo le ferite...) e cercavo una motoretta piccola tanto per togliermi lo sfizio. Mi era sempre piaciuta la linea dell'Imola II, il piccolo 350 4 valvole Guzzi di cui ne avevo sentite di tutti i colori (come sempre quando si parla di Guzzi...) sia in positivo, che soprattutto in negativo. Ma io sono un fatalista e alla fine è sempre questione di feeling. Ne trovo uno praticamente nuovo in provincia di Bergamo fermo da tempo. Praticamente me lo regalano, e io mi porto a casa il giocattolo nuovo. Tagliandino d'ordinanza da Francone a Milano e lo preparo per il primo viaggetto: un Milano-Marsiglia (dove lavoravo) tranquillo passando da Cuneo, Col du Larche e Barcellonette.
Parto di buon ora con un tempo magnifico, passo il confine di buon passo e il piccolo frullino Guzzi gira che è una meraviglia. E' un po' vuoto ovviamente in basso ma ha un tiro dignitoso nei medi e poi per quello che l'ho pagato... e mentre mi godo questi pensieri in mezzo ai boschi, baciato dal sole estivo, improvvisamente mi si illumina il quadro, come le lampadine quando si fulminano, e la moto si spegne. Ovviamente sono alla fine di una lunga discesa e all'inizio di una lunga salita... (e dove mai ti possono capitare queste cose) e l'abbrivio che avevo non mi basta neppure per cominciarla.
Mi sembrava una di quelle situazioni alla Willy il coyote ma quando ti tocca, ti tocca. Perciò armato di pazienza mi tolgo la giacca e comincio a spingere in salita, tanto era indifferente andare avanti o tornare indietro sempre salita si trattava. Proseguo annaffiando copiosamente l'asfalto col mio sudore, ringraziando solo di non avere una GW o una GS

finché non trovo una colonnina di soccorso perché all'epoca il cellulare praticamente non esisteva. Stremato chiamo e spiego la situazione (spiegare è una parola grossa, diciamo che sono riuscito a fargli capire che ero nella merda...) e dopo un po' arriva un tizio con un furgone che carica me e la moto e mi riporta a Barcellonette. Andiamo in officina e scopriamo come temevo che le bobine e tutto l'impianto elettrico è praticamente fuso e io scopro a mie spese (in tutti i sensi) che dovrò restare lì fermo in attesa che da Marsiglia, dove c'è un magazzino Guzzi, arrivino i pezzi di ricambio. Vabbé il posto è splendido, ormai è tardi e domani si vedrà penso.
Perciò prendo una camera in una pensione e mi godo il fresco della serata.
L'indomani mattina mi reco in officina e scopro con piacere che a Marsiglia i pezzi non ci sono e devono essere spediti da Lione. Ci vorranno 5 giorni mi viene detto... Non ho alternative, lascio la moto in officina, prendo il mio zaino e mi dirigo verso Marsiglia in autostop, perché mi sembra di ricordare che lì non passassero treni e avevo perso l'unica corriera della giornata. Comunque faccio un viaggio piacevole e con tre cambi riesco ad arrivare a casa.
Dopo 5 giorni chiamo per sapere se tutto era a posto e mi viene confermato che posso venire a ritirare l'Imolino. Perciò mi rifaccio i 250 km in autostop perché gli stessi motivi dell'andata e ritorno a Barcellonette. ---> continua