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Originariamente inviata da AndreaCekketti
trattandosi luoghi pubblici non possono certo decidere loro chi transita, si ferma o vi dimora.
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Io non ci giurerei. Esistono, per esempio, miliardi di esempi in Italia in cui determinate aree pubbliche sono riservate "ai soli residenti". Questa cosa non l'ho mai capita.
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Originariamente inviata da AndreaCekketti
Anche io se mi trovassi certi giorni dell'anno 5.000 auto/moto sotto casa (non abitando in centro a Mi, ovvio) cercherei di limitare la cosa. Voi no?
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Questo però non è rispetto per la natura, è tutela di un determinato interesse soggettivo.
Per esempio, se in una determinata area urbana l'inquinamento atmosferico supera i valori limite su determinati parametri, è possibile che i residenti nella zona possano incorrere in un corrispondente aumento del rischio di contrarre determinate patologie, anche gravi, connesse proprio all'aumento dell'inquinamento.
In quel caso possono verificarsi determinate limitazioni di altre legittime libertà individuali (quella di movimento, per esempio) finalizzate a salvaguardare il superiore interesse della salute pubblica.
Quando però tale presupposto non sussiste, bisogna valutare se esistono altri elementi che giustifichino un provvedimento grave come è qualsiasi provvedimento di limitazione delle libertà costituzionali. Altrimenti si ricade nella più classica sindrome NIMBY.