La R75/6 è stata l'ultima delle Bmw di vecchia generazione, ove per "vecchia generazione" intendo quegli oggetti integralmente figli della mentalità e della tecnica motociclistica europea prima dell'arrivo tsunami nipponico (Honda CB350/500/750, Kawasaki Mach II/III/IV e Z900, Suzuki GT380/550/750).
Nella R75/6 riconosciamo chiaramente tutta l'eredità delle generazioni precedenti: non solo la linea classica e discreta che concede poco o nulla alle nuove frontiere stilistiche che già qualche costruttore italiano cercava di esplorare seguendo l'esempio dei giapponesi, ma anche le soluzioni tecniche basate su scelte già ben sperimentate sia dalla stessa Bmw sia da altre case.
Nel contempo, però, la R75/6 può essere considerata anche la prima vera Bmw della svolta, ove per "svolta" si intende l'abbandono di tutte quelle soluzioni tecniche dimostratesi superate, inutili o semplicemente barocche in ambito motociclistico: la forcella, seppur continuando a essere con perno avanzato (soluzione più usata nel fuoristrada), si conferma la classica telescopica, si impone finalmente il freno a disco anteriore, la strumentazione è moderna e finalmente separata dalla carenatura del faro, il telaio è a doppia culla, c'è l'avviamento elettrico e i carburatori a depressione (già introdotti sulla R75/5).
Insomma, secondo me la R75/6 rappresenta una tappa significativa nella storia di Bmw insieme alla R90S e alla R100RS.
__________________
La mia moto puo' avere un numero qualsiasi di cilindri, basta che siano due.
|