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Originariamente inviata da aspes
secondo me skito il "non riusciro' mai a capire" e' p
Mi spiego meglio.Se una azienda ha un controllo qualita' embrionale o addirittura inesistente, la costanza qualitativa del prodotto e' del tutto aleatoria, ducati di una volta e guzzi erano in questa situazione.Se ci pensi questo spiega proprio da dove nasce la leggenda dell'"esemplare sfortunato". Le case con una co"sentire comune" nei confronti di un marchio, nel bene e nel male.
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Ho posseduto una vespina 50 con la quale ho fatto quasi 40000 km che non si rompeva mai, all'epoca non ero molto tenero con i motori e le scarse finanze non mi consentivano certo una manutenzione dignitosa, l'olio era optional e il gas sempre a tavoletta. "Le vespine" erano l'unico mezzo dell'epoca robuste e affidabili.
La piaggio , per avvalorare quanto dice Aspes, aveva spessissimo collaudatori con i loro mezzi a giro, si riconoscevano dal casco e dalla tuta, una raritą per l'epoca, inoltre erano sempre due e anche tre. Io stavo a San Gimignano, abbastanza lontano da Pontedera quindi venivano provate diciamo a medio raggio,in parole povere dalla mattina alla sera. erano gli anni 60

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