Luigi, secondo me la carriera di un motociclista si divide in tre fasi principali:
- la prima, quando si è alle prime armi
la scarsa pratica tiene alta la guardia ed è difficile che si possano fare delle cazzate galattiche, possono avvenire incidenti ma date le velocità relativamente basse, sono per la maggior parte di lieve entità
- la seconda, la più pericolosa
il motociclista CREDE si saper guidare la moto e va alla ricerca dei limiti, i suoi e della moto
ovviamente in caso di emergenza non avrà l'esperienza necessaria per affrontarla oppure farà una manovra assurda che potrebbe compromettere seriamente la salute propria e quella degli altri (se non peggio)
se si supera indenni la seconda fase si hanno buone possibilità di lunga carriera da motociclista
- terza, la maturità
ormai tutte le cazzate che si potevano fare sono state fatte e la pellaccia la si è sempre riportata a casa, non c'è più l'istinto all'ingarellamento sempre e comunque, (anche se qualche volta si potrebbe ancora cadere in tentazione, mai comunque come nella seconda fase).
Adesso è più difficile che ci si cacci nei guai, e i giri hanno un sapore più da amanti del panorama
tutto questo ovviamente, mettendo da parte la possibilità del coglione di turno (in piena seconda fase) che sbaglia la curva e ti viene addosso...


le lunghezze delle tre fasi non hanno relazione tra loro e sono variabili da soggetto a soggetto (alcuni non usciranno mai dalla prima o dalla seconda).
quindi, secondo me non è tanto l'età del motociclista che definisce l'indice di rischio, quanto piuttosto la fase che esso sta attraversando...