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Vecchio 21-12-2008, 00:08   #29
Guanaco
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In fatto di criminalità ordinaria, dogana, ecc. la Svizzera ha stretto accordi bilaterali con molti paesi europei. Quelli stipulati con l'Italia sono molto precisi e vincolanti per l'utente delle strade. Questi risalgono al 10/09/1999 e al 17/09/2002 (non entro nei dettagli) e hanno condotto all'istituzione di appositi centri di cooperazione in ambito di polizia e dogana. Si chiamano CCPD e uno importante è a Chiasso.

Ovviamente, questi centri sono deputati anche a occuparsi di questioni di violazione del codice stradale. In caso di ricerche possono eseguire azioni investigative e reperire informazioni specifiche sulle persone. Va ricordato anche a questo proposito che, grazie agli accordi di Schengen, la Svizzera accede a livello europeo al sistema informativo denominato SIS, come pure a uno scambio informativo con l'Europol.

In sostanza, se la Svizzera dispone solo di un numero di targa (foto o filmato) nulla le vieta di ottenere più informazioni sul proprietario (che se non è il trasgressore si vede quindi comunque esposto a un "disturbo" della privacy). A quel punto l'autorità elevetica invia allo stesso la notifica della trasgressione. Questi è allora obbligato a indicare chi era alla guida del veicolo.
Nel 2005 le richieste su targhe italiane sono state circa 24mila, 60mila nel 2006 e 70mila nel 2007. Siamo in crescendo.

Nei casi più gravi (dove sono chiamate in cause le cosiddette aliquote giornaliere) il formulario di richiesta va compilato, indicando anche i redditi e la sostanza. Su questa base il giudice elvetico decide l'entità della multa complessiva finale (che per i più abbienti può essere stratosferica).

La riscossione viene richiesta attarverso le autorità locali della residenza del trasgressore. Tipicamente, viene coinvolto il Procuratore della Repubblica della città vicina, ma possono essere chiamate in causa anche altre autorità, come il Consolato. Se la riscossione non ha luogo scatta la segnalazione sui registri nazionali e internazionali di Polizia, gli stessi accessibili in base agli accordi bilaterali di cui sopra. Questo spiega perché anche con poche multe banali un trasgressore può trovarsi a essere fermato in dogana, oppure può ritrovarsi i ceppi alle ruote. Dopodiché può scattare il sequestro del veicolo o l'incarcerazione se il responsabile non provvede al pagamento seduta stante.

Quindi... occhio...
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