Preparazione
Non sono uno a cui piace pianificare molto; direi che solitamente penso alla trama in generale ma più che un canovaccio di base non resta. Ritengo che quando si scende troppo in dettaglio, oltre che all’impegno richiesto cresce anche il rischio (o la probabilità) che qualcosa vada storto e la delusione in genere è direttamente proporzionale alla fatica che i preparativi sono costati. Inoltre già organizzare il salto in Corsica (prenotare i traghetti, l’albergo, andare addirittura in biblioteca a cercare delle guide per le escursioni!) aveva esaurito quasi completamente la voglia in quel senso.
Il “piano” era quindi di digitare “Nordkapp” sul navigatore e di farsi portare su per la Svezia il più in fretta possibile e scendere poi per la Norvegia visitando magari quei posti chiave che ti permettono di rispondere in modo affermativo nel caso qualcuno che ci fosse già stato chiedesse “Hai visto il/la… ?” (e guai a rispondere di no, è come essere stato a Roma e non aver visto il Colosseo, tutto il viaggio a quel punto verrà considerato completamente inutile dal tuo interlocutore).
Mi sono quindi segnato qualche parola chiave che avrei poi cercato con calma sulla cartina mentre ero in viaggio eventualmente adattando il percorso di conseguenza: Geirangerfjorden, Lofoten, Vøringfossen , Jostedalsbreen, eccetera, pescate qua e là leggendo su QDE e scorrendo altri report di viaggio.
Non avendo compagnia ed odiando mangiare nei locali da solo, avrei optato per la cucina fai da te la sera in campeggio. Di conseguenza mi sono dotato di un minimo per cucinare (pentola piccola, piatto, tazza, posate), poi pasta, risotti in busta, pane, nutella e marmellata per la colazione, carne in scatola e tonno, robe così insomma. A mezzogiorno avrei mangiato qualche panino o semplicemente frutta che avrei comprato per strada.
Qualche giorno prima della partenza è venuto il momento di preparare la moto. Il Transalp aveva già 120 mila chilometri sul gobbo ma non aveva mai dato problemi e non avevo motivo per credere che ne avrebbe dati, d’altronde il pensiero di poter “restare a piedi in culo al mondo” è quasi impossibile da scacciare completamente. In ogni caso, dopo aver preso il telefono e fissato un appuntamento col gommista per il giorno dopo, sono sceso in garage ed ho fatto un cambio d’olio, seguito da una bella controllata generale: cavi frizione e gas parevano a posto, il filtro aria non era troppo sudicio, i freni frenavano ed i pistoni pistonavano. Mi bastava, ma prima di chiudere la cler non ho potuto fare a meno di lanciare alla moto un’occhiata tra il minaccioso ed il supplichevole, sottintendente un “guai a te se…”
Ultima modifica di fluido; 02-06-2010 a 15:38
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