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Originariamente inviata da pulcius
...Mi spiego meglio: credo che a volte alcune leggi siano fatte per allargare e rendere pratica comune alcuni comportamenti di buon senso che tanti adottano spontaneamente, altri solo se obbligati.
Concordo con chi dice che buona parte di chi ora afferma che il casco lo metterebbe anche se non fosse obbligatorio, probabilmente la penserebbe diversamente se non fosse stato, a suo tempo, costretto a metterlo la prima volta...
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Condivido pienamente!
Penso comunque che il tema riproponga l’eterno quesito: qual è il limite alla libertà personale oltre il quale si sconfina in quella altrui e, per estensione, in quella collettiva?
E’ un confine il cui concetto è fortemente aleatorio ed impalpabile, ma al quale (se vogliamo dargli una risposta “terrena”) dobbiamo (ahimé) tendere a dare una risposta “matematica”, fissandone un limite digitale: sì-no, casco-non casco…
… cerco di spiegarmi ancora con un esempio: i limiti di velocità.
Laddove ne esista uno e qualcuno venga pizzicato nel superarlo (vari post proprio su QDE ne parlano), spesso ci troviamo a discutere con discorsi del tipo: “… il limite era 50 km/h, mi hanno beccato a 55, e per soli 5 km in + mi hanno fatto la multa, ‘sti bastardi…”
Beh (e qui non voglio aprire un nuovo fronte su limiti assurdi o inclinazione alla bastardaggine di qualcuno), ma volendo rimanere sul concreto: fissato un limite (i 50 Km/h), qual è il margine di comporto oltre il quale scatta la “repressione dell’illecito”?
… a 55 sono bastardi,
… a 56?: … se a 55 non mi fanno niente e me lo fanno per 1 solo km/h in +… bastardi!
…
… a 285 km/h: ca@@o ho “sforato” per 235 volte di 1 solo km/h in + … bastardi!
… ovvio che la cosa potrebbe continuare all’infinito.
Allo stesso modo, credo si debba ragionare riguardo l’uso del casco: prima o poi è naturale si debba fissare un limite oltre il quale, sia una “sovrastruttura” (il padre, l’assemblea o la legge) ad imporre una regola rispettosa della collettività (la famiglia, il condominio o lo stato) .
Pur se a prezzo di una minima perdita di libertà personale.