Finisca una volta per tutte questo avanzo di colonialismo, che ha bisogno del "pittoresco" dell'Africa per suscitare sensazioni. Almeno i giapponesi in gita in gondola a Venezia, altrettanto decontestualizzati, non ammazzano nessuno e - salvo improbabili naufragi - non si ammazzano. Non nego che anche le telecamere e i giornalisti al seguito della Parigi Dakar abbiano un qualche ruolo nel farci conoscere quel continente, ma è altrettanto vero che così la nostra partecipazione alle sue sofferenze rimane ancorata al livello, pur encomiabile e prezioso, dell'intervento umanitario. Ma, vivaddio, giungerà pur l'ora che l'Africa cessi di essere l'oggetto della nostra intermittente compassione.
|