Quote:
Originariamente inviata da GIGID
1) Da solo tengo le TA3 a 2,2/2,3 e 2,6/2,7 dai 20 ai 30 gradi esterni
Se uso la moto con 10/12 gradi al massimo faccio uno 0,1 in più.
Le differenze sono veramente contenute.
2) Ho invece trovato questa tabella (non so se corretta) del variare della pressione con l’ altitudine.
Mi ha un po’ stupito … accademicamente parlando … perché secondo la tabella se arrivo su un passo a 3000 metri (o giù di lì) perdo il 10% della pressione.
3) Ma a proposito, di quanto varia esattamente la pressione ogni 10 gradi in aumento o diminuzione della temperatura?
Io avevo trovato 0,06 ogni 10 gradi sul corriere e 0,1 da un’altra parte.
Ma dovrebbe essere una legge fisica ben determinata ma non riesco a trovarla
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Ho aggiunto dei numeri al quote del tuo post per semplificare:
1) secondo me… perfetto!
2) potresti mettere il link della fonte?
Perché, sempre secondo me, riferito a ciò che succede “dentro” alla gomma e non all’esterno, è totalmente sbagliata!
La misurazione della pressione di una gomma è una pressione relativa, ossia la differenza tra la pressione atmosferica, che dall’esterno preme sulla gomma, e la pressione interna, che la tiene gonfia.
Per capire meglio questo concetto, anziché pensare all’Iseran dove tu giustamente dici che -secondo la tabella - la gomma perderebbe pressione, facciamo finta di portare la gomma nella fossa delle Marianne, dove c’è una pressione positiva di 1000 atmosfere: sempre secondo la tabella, la gomma non ci arriverebbe integra, perché … esploderebbe prima!
Al contrario, secondo me [emoji6], la gomma imploderebbe, un po’ come ha fatto il mini sommergibile della gita al Titanic, e già a 40 metri (4 atmosfere, approssimativamente 4 Bar) la gomma sarebbe comprimibile più facilmente di quando è smontata dal cerchio.
È quindi ovvio che, nel caso opposto in cui la pressione esterna si riduce, quella interna risulta meno contrastata e spinge di più sulle pareti della carcassa: se fosse un palloncino elastico si gonfierebbe aumentando di volume ma tenendo la stessa pressione relativa , essendo una struttura rigida la differenza tra pressione interna ed esterna (cioè quella che il manometro misura) aumenta.
Riassumendo: salendo di quota le gomme aumentano la loro pressione!
Siccome di solito in quota la temperatura diminuisce, le due cose in certa percentuale si compensano.
Ma se a 3000 metri ci fosse la stessa temperatura del livello di partenza la gomma sarebbe più gonfia .
3) la legge dice che la pressione è correlata in modo direttamente proporzionalmente alla temperatura espressa in gradi Kelvin, dove 0°C sono + 273°K e i 20°C a cui fa riferimento l’RDC sono +293°K
Se per massima comodità ci concediamo il lusso di gettare nel cestino quei 3 fastidiosi gradi Kelvin e prendiamo la pressione prescritta dal libretto per il posteriore, 2.9 bar, è fin troppo facile calcolare come varia!
A 20°C, cioè 290°K abbiamo 2.9 bar
A 0° (270°K) ne avremo 2.7
A 10° (280°k) saranno 2.8
A 300°K saranno 3.0
A 310°k saranno 3.1
A 320° K saranno 3.2
Si è capito che basta dividere per 100 o devo continuare? [emoji849]
Mmmhhh … non mi fido!! [emoji1787][emoji1787][emoji1787]
A 330°K, che sono 60°C, la pressione diventa 3.3 bar.
Ora… in una giornata estiva e soleggiata, con temperatura dell’aria intorno ai 30°, quella dell’asfalto al sole supera agevolmente i 50°-55° e la gomma raggiunge e supera facilmente i 60-65°
Tradotto in aumento della pressione significa che se partiamo con 30° e l’RDC segna 2.9 (a 20°!) dopo un po’ di km, magari allegri, il nostro posteriore sarà all’incirca 3.3-3.4 bar… e vi garantisco che questa cosa l’ho verificata “empiricamente” ed è proprio così !
Quindi sì, diciamo 0.1 ogni 10° di aumento (o diminuzione) della temperatura , ma … a ruote ferme!!
A temperatura d’esercizio si aggiungono altri 0.2-0.3-0.4 bar, a seconda della temperatura di ambiente e asfalto e del ritmo della nostra guida