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Vecchio 17-10-2020, 11:45   #1
aspes
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Originariamente inviata da D@go Visualizza il messaggio

Oggi (!!!), che è possibile realizzare sistemi a molla affidabilissimi ed altrettanto efficaci rimane l'altro grande vantaggio , ovvero il "non assorbimento" di potenza dovuto alla forza necessaria a comprimere le molle oltre alla possibilità di utilizzare rampe più ripide per le camme .

Ripeto , non si tratta di differenze enormi , ma i vantaggi ci sono .
la tua speigazione e' giusta ma va integrata se mi permetti. Nella storia miriadi di sistemi desmodromici furono fatti, persino engli anni 20, da peugeot, mercedes etc.
Lo scopo, come si diceva, era superare i limiti delle molle, lo sfarfallamento e raggiungere alti regimi.
In tempi recenti questi limiti non ci sono e si e' detto che consentivano rampe di chiusura e apertura piu' estreme. Vero , fino a un certo punto, quando nelle corse con le valvole pneumatiche fanno lo stesso. E superfluo in applicazioni non estreme.
Resta l'interessante discorso delle perdite .
A suo tempo, quando facevamo i calcoli per vedere la potenza necessaria ad aprire e chiudere le valvole con solenoidi per eliminare gli alberi a camme e fare la distribuzione totalmente variabile, avevo visto che ad alti regimi ci volevano bobine da 5-6 kw !
Insomma, e' verisismo che la distribuzione ad alto regime porta via anche una decina di cavalli senza batter ciglio. Fortunatamente la cinghia o la catena non deve aprire tutte le valvole insieme, anzi, quelle che stanno "rientrando" aiutano, ma come dici, solo fino a regimi non elevatissimi, perche' quando sei al limite dello sfarfallamento nessuna valvola aiuta mentre si sta richiudendo, ci vuol tutta che la molla le consenta di "inseguire la camma".
QUindi venendo alle perdite, e' vero che una molla assorbe tanto sia a basso che ad alto regime, ma e' vero che con le molle fino a regimi elevati sei aiutato da quelle che rientrano (anche se sempre meno).
Un desmo a basso regime ha pochi attriti ma anche un sistema a molle , quella differenza che senti ruotando a mano dipende dal fatto che il movimento a causa delle molle e' "pulsante" . Un sistema e' vantaggioso in basso, poi si invertono, a livello di attriti, o meglio non e' corretto definirli attriti, diciamo resistenze al movimento.In effetti se parliamo di attriti ne ha di piu' un desmo, ha piu' organi in movimento, se parliamo di resistenza al movimento e' la molla che prevale.
DIciamo che un desmo dovrebbe essere molto piu' lieve per la cinghia, visto che non da una sollecitazione pulsante come le molle che aprono e chiudono. PEro' la durata di una cinghia dipende molto dal regime di rotazione e dal diametro delle ruote dentate, e un motore da moto necessariaemnte su questi due aspetti e' piu' critico di uno da auto, quindi ducati ha sempre prescritto intervalli di sostituzione cinghie che in ambito auto sarebbero inaccettabili.
Alla fine ocmunque stiamo facendo la punta ai chiodi, come tu stesso dici ormai i vantaggi sono evanescenti. Come quelli della seconda candela nei motori a 4 valvole, che non mi ha MAI convinto ma spesso e' stata usata. Le robe asimmetriche non mi piacicono in camera di scoppio...
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Ultima modifica di aspes; 17-10-2020 a 11:58
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