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Vecchio 12-01-2020, 15:11   #4
Antonio Tempora
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22/07
Fethiye – Sosta e visita alla Spiaggia di OluDeniz


Oggi andremo in visita alla più famosa spiaggia della Turchia: OLUDENIZ.
Ci andammo la prima volta nel 2004 partendo dal Villa Daffodil Hotel in moto per trascorrere una giornata in questa spiaggia che dista solo Km.16 dal centro di Fethiye.
Oggi decidiamo invece di andarci in Dolmus quindi dopo la prima colazione usciamo e prendiamo il primo che passa davanti al nostro albergo, la corsa costa circa €4,00 per due persone e ci lascia, superato il centro di Fethiye, alla fermata del Dolmus che porta alla spiaggia di OluDeniz.
Alla fermata spettiamo seduti all’ombra con il cartellone elettronico che indica i Dolmus in arrivo diretti alle varie destinazioni con i tempi di attesa che si rivelano esatti al minuto secondo…Proprio come da noi a Roma vero Sindaca Raggi ?!



Ci sediamo e ci godiamo il tragitto fatto in moto 15 anni fa e che ora ci mostra un panorama completamente diverso.
Superata la parte più commerciale e turistica di Fethiye si sale per la collina che divide la città dal tratto di costa dove siamo diretti, la prima cosa che ci colpisce in maniera evidentissima è la trasformazione di quello che era un piccolo agglomerato abitativo e con pochi alberghi in cima alla collina che domina la spiaggia e che ora è una vera e propria cittadina di oltre 5.000 abitanti brulicante di alberghi, ristoranti, pubs, birrerie tutte in funzione del predominante turismo Inglese che qui arriva attratto dai prezzi convenienti ed alle facilitazioni economiche e sanitarie offerte dal Governo Turco, simili a quelle che hanno fatto del Portogallo un’attrattiva residenziale per i nostri Pensionati Italiani.
Anche qui la presenza dei turisti Cinesi ha contribuito allo spuntare di innumerevoli Ristoranti Cinesi ma quello che più mi ha colpito è stata la presenza di una macelleria specializzata in carne di maiale che, anche considerando il fatto che ci troviamo nella Turchia più “secolarizzata”, non mi sarei mai immaginato di trovare e che indica quanto sia importante la voce Turismo per l’economia Turca.




Più ci avviciniamo alla spiaggia più la strada si fa trafficata tanto da decidere di scendere qualche centinaio di metri prima dell’ultima fermata per percorrere l’ultimo tratto a piedi.
Sulle nostre teste calano con il parapendio a coppia i turisti che sono saliti fino al Monte Babadag alto 1400 metri per lanciarsi col l’istruttore giù fino alla spiaggia, altri turisti tornano dalla visita alla Valle delle Farfalle qui vicino, mentre sono sicuro che nessuno (me compreso almeno fino ad ora) si è recato a KAYAKOY, la città oramai disabitata dopo l’esodo degli abitanti Greci al seguito della fine della Prima Guerra Mondiale uguale e tragico come quello dei Turchi abitanti la Grecia da secoli che come gli abitanti di Kayakoy e di tante altre località in Grecia e Turchia, furono costretti a lasciare le loro case ed i luoghi di nascita loro e dei loro antenati, per un incerto futuro.
Lo stesso accaduto ai nostri connazionali d’Istria dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Siamo circondati da un casino di villeggianti e procacciatori d’affari che propongono gite e divertimenti di ogni tipo ma tutto è ben organizzato e la polizia fa il suo dovere rendendo il luogo comunque piacevole ed organizzato.
Come dovremmo fare anche noi in Italia, l’ingresso è a pagamento (€2,50 per due persone) così come il parcheggio per chi arriva con il proprio mezzo, fatta una breve passeggiata sul percorso pedonale scegliamo uno dei tanti stabilimenti dove sostare per la nostra prima “Giornata di Mare” di quest’Estate.
Al costo di €10,00 prendiamo 2 ombrelloni (sono piccoli e vogliamo stare all’ombra per non scottarci) e due lettini.
Il servizio è attento e cortese e basta fare un cenno che arriva un cameriere che prende il tuo ordine portandoti bibite o snacks direttamente al tuo ombrellone.
La spiaggia è molto bella, il nome in Turco significa “Mare Morto” ed è dovuto alla ampia laguna che si sviluppa al retro della spiaggia a cui si accede dopo il passaggio tra la penisola formata dalla fine della spiaggia e le rocce della collina a picco sul mare.
Naturalmente le foto pubblicitarie sono scattate in periodi di scarsa affluenza turistica.
In stagione le folle di bagnanti, già presenti ma non in questa quantità nel 2004, coprono ogni centimetro della spiaggia che comunque vale sempre la pena visitare.
Come sempre oltre ai numerosi Inglesi (che ancora non sanno delle disavventure che dovranno vivere da lì a poco per il fallimento dell’Agenzia Cook!) ci sono tantissimi Cinesi oltre ad il turismo locale che, mentre 15 anni fa era solo legato ai giorni di vacanza, pochi, durante la stagione Estiva, ora invece con il miglioramento generale delle condizioni economiche, si è sviluppato per tutto il periodo Estivo non solo in questa spiaggia ma ovunque.
Al solito accanto alle famiglie Europee e Turche “secolarizzate” convivono famiglie di tradizioni religiose più conservative contraddistinte dall’uso del costume BURQINI, tutto in una convivenza generale civile e simpatica.







Mi reco verso la fine della spiaggia per accedere alla laguna che, 15 anni prima, era scarsamente frequentata mentre ora non solo brulica di bagnanti ma, come si nota sulle sponde opposte, anche di alberghi e ristoranti, altro segno di quanto le cose nel corso degli anni possano, inevitabilmente, cambiare.




Rimaniamo in spiaggia due ore e mezzo poi, sia per il troppo caldo sia perché è il primo giorno di sole e mare, decidiamo di ritornare.
La fermata del Dolmus è proprio fuori l’ingresso del nostro stabilimento, con una piacevole corsa rinfrescata dall’aria condizionata del nostro pulmino ed una seconda con il Dolmus per la nostra destinazione finale, torniamo al nostro albergo dove riposiamo per il pomeriggio accolti dalla bella composizione fattaci trovare dalle cameriere che curano la pulizia della nostra stanza.
A sera usciamo per andare a cenare in centro a Fethiye, al solito ci facciamo una bella passeggiata passando per il porto turistico dove una miriade di “Caicchi”, di ogni dimensione, sono ormeggiati in attesa dei turisti da portare in crociera per una giornata o più giorni.





Ci fermiamo a mangiare in una bisteccheria perché il Doner Kebab nel ristorante del primo giorno era ancora in fase di cottura e non sarebbe stato pronto prima di un’ora.
Quest’anno non sono stato fortunato con uno dei miei cibi preferiti, fino ad ora ne ho mangiato solo uno decente e non all’altezza delle mie aspettative, comunque le bistecche erano buone e di conseguenza ce ne torniamo in albergo a piedi contenti di questa terza giornata a Fethiye.
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Antonio Tempora
"Ama il tuo sogno ogni inferiore amore disprezzando" - Ezra Pound
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