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Vecchio 19-12-2019, 13:08   #15
Antonio Tempora
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07/07
Van-Tatvan-Bitlis-Batman-Hasankeyf-Midyat-Mardin-Double Tree Hilton Hotel
Km.464




https://www.kgm.gov.tr/SiteCollectio...ritalar/b9.jpg

Preparo il caffè sul terrazzino e poi chiuse le borse scendiamo a caricarle sulla moto e partiamo salutati dallo staff dell’albergo dopo aver pagato un conto complessivo di cena ed extra di circa €69,00





Come mi accade fortunatamente non spesso, sbaglio strada all’uscita dalla città ma sono sbagli che implicano, come questa volta, una piccola deviazione.
Lasciamo VAN e ci dirigiamo verso TATVAN con la D300 costeggiando le rive del Lago Van in senso inverso da quello percorso la prima volta nel 2005 quando provenienti da Tatvan arrivammo a Van dopo essere saliti al cratere con lago del Monte Nemrut (il vulcano non il Nemrut Dagi visitato giorni prima) e visitata l’Isola di Akdmar in mezzo al lago.
I colori del lago, il più grande della Turchia, ed uno dei più grandi al mondo senza emissari, sono inconfondibili e vanno dall’azzurro chiaro e chiarissimo al blu scuro a causa della concentrazione di sali minerali che rendono possibile la vita ad un solo tipo di pesce ed ai “soliti” batteri.







Arriviamo nei pressi di quello che nel 2005 era il solitario punto di imbarco verso l’Isola di Akdmar, luogo di pellegrinaggio dei fedeli della Chiesa Armena in visita alla Chiesa Della santa Croce, che all’epoca era in fase di restauro.
Oggi al posto del piccolo “Imbarcadero” c’è un piccolo porticciolo turistico pieno di natanti e lungo le rive, allora deserte, è un fiorire di locali tra bar e ristoranti per la sosta dei tantissimi turisti, per lo più Turchi, che affollano le rive.






Superata Tatvan deviamo verso SUD sempre sulla D300 che cambia numero a seconda se la destinazione sia DYARBAKIR, splendida città visitata nel 2005, o verso BATMAN dove ci dirigiamo noi.
Il tempo è bello e secco, la strada è buona ed ancora una volta sono stupito di quanto siano cambiate in meglio le strade percorse nel 2004-2005 con il nostro GS1100 del 1994 che ancora possiedo.
Da semplici strade a due corsie scanalate dalle tracce dei pneumatici dei pesanti TIR che scavavano veri e propri canyons nell’asfalto reso molle dal calore del sole, oggi guidiamo su strade moderne a 4 corsie brevemente interrotte all’ingresso di centri abitati o per lavori in corso.
Ci fermiamo a fare il pieno ed a rinfrescarci con delle bottigliette d’acqua offerte dal gestore del distributore che abita in una casa sul retro dove ci mostra orgoglioso i suoi cani.
Fa molto caldo ed è il primo giorno da quando siamo in viaggio che ne abbiamo esperienza ma d’altronde ce lo aspettavamo avendo preso la direzione verso la Regione Mesopotamica caratterizzata dal caldo-umido.
Superata Batman ci dirigiamo per la nostra meta di mezza giornata: la piccola cittadina di HASANKEYF caratterizzata da abitazioni troglodite, moschee e torri Selgiukide che presto verranno sommerse dalla costruenda Diga sul Tigri.
Nonostante le proteste internazionali per il disastro archeologico che comporterà l’innalzarsi ad oltre 50 meri di altezza delle acque sulle case e grotte rupestri, il Governo Turco è andato avanti.

https://www.youtube.com/watch?v=x_OI7jqYkzE



Alcuni monumenti come una moschea del 14 secolo ed una torre sono stati spostati, sulla collina è stata costruita una nuova città dove verranno spostati i cittadini, per lo più di etnia Curda, come vennero spostati negli anni cinquanta gli abitanti di Matera definita da Alcide De Gasperi, allora Primo Ministro, “La vergogna d’Italia”.
Il progresso genera sempre rinunce, obiezioni e perdite in funzione dei benefici che potrà portare.
E’ un dato di fatto però che quando visitammo la seconda volta la Turchia nel 2005 e ci dirigemmo ad EST, ricordai ciò che avevo studiato nelle Medie in Geografia di questa regione che veniva definita nei testi scolastici come “Un altopiano semi-arido, scarsamente popolato e scarsamente produttivo”.
Dopo la costruzione della “Diga Ataturk” quello che mi appariva davanti era una distesa di coltivazioni irrigate dalle acque provenienti dallo sbarramento del fiume Eufrate con addirittura campi coltivati a riso.
Lo sviluppo economico di quella regione ha subito un’impennata negli anni successivi contribuendo al successo politico di Erdogan nel proprio paese dato che raccoglie la maggior parte dei voti proprio nel bacino elettorale Anatolico.
Questo sbarramento che interessa il fiume Tigri, pur con tutti gli aspetti negativi legati alla scomparsa sotto le acque del lago artificiale creato dalla diga, dei reperti archeologici e delle vecchie case dei cittadini di Hasankeyf, non potrà che portare benefici alla popolazione locale ed a quella delle regioni limitrofe.
Arriviamo ad un posto di ristoro proprio davanti al piccolo centro abitativo di Hasankeyf e parcheggiata la moto ci sediamo a bere una bibita ammirando il panorama e chiacchierando con turisti e locali.
Siamo gli unici turisti stranieri e suscitiamo al solito la curiosità di chi come noi è venuto qui per visitare e fotografare un luogo che presto sarà solo un ricordo fotografico.












Riposati e rinfrancati dalle bibite fresche, acquistato un libro fotografico che illustra i tesori archeologici di Hasankeyf, riprendiamo la moto, attraversiamo il ponte sul fiume dando un ultimo sguardo alle grotte sulla riva che presto saranno sommerse, superiamo i cantieri impegnati alla costruzione della diga, con il nuovo insediamento abitativo sulla nostra sinistra, diamo uno sguardo alla cupola del Mausoleo di Zeynel Bey spostato per salvarlo dall’inondazione e continuiamo in direzione di MIDYAT con la D955 che scorre piacevole tra campi coltivati.
Dopo Midyat con la D380 arriviamo rapidamente a MARDIN dove facciamo l’ultimo pieno di benzina e visto che MAPS off-line come già accaduto in precedenza a Tblisi fa un po’ le bizze per indicarci il tragitto per il nostro albergo, fermiamo un taxi e con poca spesa-molta resa arriviamo al Double Tree Hilton Hotel di Mardin nella parte nuova della città.
Anche questo è un bell’albergo e godiamo di uno sconto speciale dato che la prenotazione è stata fatta direttamente dalla reception dell’hotel di Van facente parte della stessa catena alberghiera.
Bella stanza con vista sulla nostra moto parcheggiata, doccia e vestito in maglietta-bermuda-sandali scendo a bere una Birra Efes e fumarmi un sigarino sulla terrazza prospicente il Bar-Ristorante dell’albergo dove mi rilasso al caldo umido del tardo pomeriggio su uno dei divani alla vista della Pianura Mesopotamica sotto di noi che ci troviamo su una collina in alto a poco più di mille metri di altitudine.
Tornato in camera lavoro un po’ su foto e video e ci mangiamo un po’ della frutta secca che ci portiamo dietro dalla Georgia dato che abbiamo fame e non abbiamo pranzato.
Più tardi dopo il riposino ci cambiamo per scendere a mangiare al ristorante del nostro albergo.
Il cibo è buono anche se gli “straccetti”, carne speziata e stufata ridotta poi a striscioline, di Lilli sembrano a suo dire non per il gusto, buono, ma per l’aspetto, un cibo di lusso per gatti.
Fatto sta che certamente per il caldo subito in giornata, il primo del viaggio sino a qui caratterizzato da tempo variabile, temperatura mite ed anche pioggia e freddo e non per il cibo del ristorante ma più per la frutta secca mangiata come anacardi e nocciole ricchi di oli essenziali sicuramente avariati dal troppo caldo e dai troppi giorni in moto, che infatti ci crea al solo nominarla anche adesso a Roma un senso di nausea e disgusto, ci sentiamo entrambi male durante la notte con conseguente vomito e diarrea come fortunatamente ci è capitato solo un’altra volta durante un viaggio in moto.
Passeremo una pessima notte ma fortunatamente non dovremo prendere medicinali.
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Antonio Tempora
"Ama il tuo sogno ogni inferiore amore disprezzando" - Ezra Pound
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