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Caschi Cinesi
Ho avuto modo di vedere da un mio cliente un casco importato dalla Cina.
Non sono un grandissimo esperto ma un minimo ne capisco e posso confermarvi che non era niente male. Calotta in fibra con prese d'aria molto ben fatte, visiera ben stampata con un buon sistema di fissaggio, verniciato con cura ma con interni appena decenti. Costo del casco euro 20, avete capito bene EURO VENTI e con 3 euro in più ti mettono l'interno staccabile in tessuto migliore. Un casco di questo tipo può tranquillamente venire venduto sul mercato al prezzo di 150 EURO. Ma questi 130 Euri che se li tiene in tasca dico io????????? |
per che mercati era omologato? USA? EU? (se era omologato...)
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Chissà se li testano con dentro la testa di un cinese.............:(
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Credo che vendere caschi a prezzi che superano i 250 euro sia una rapina, ma anche risparmiare troppo non mi sembra una buona scelta.
Le omologazioni dovrebbero semplicemente essere più severe, non si possono omologare i caschi che mi capita di vedere nei supermercati.. :( |
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l'idea che i cinesi siano produttori SOLO di merce scadente mi lascia stupito
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Ci pagano tasse (quando le pagano) e stipendio dell'operaio addetto alla stampaggio, verniciatura e lavorazione finale... tutto il resto è guadagno. In Cina - no stipendio mensile come lo intendiamo - noi no diritto dei lavoratori - no contributi - no tante cose - ... e ti vengono fuori questi prezzi assurdi che fanno "credere" alle favole. Cina, India, Malesia sono l'Eldorado degli "imprenditori" ... Tempo fà fecero vedere le aziende italiane e tedesche che fanno le scarpe in Romani... Sembra di essere tornati ai tempi della rivoluzione industriale nelle fabbriche Inglesi. Personalmente non acquisterei i prodotti d'oriente a prezzi sotto costo per principio morale in primis. |
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non prendo in considerazione l'acquisto di un casco che costa oltre i 300 euro tanto quanto uno che ne costa 20 euro .... |
Non fate di tutta l'erba un fascio.
Se tutto quanto viene fatto in CINA se pur con marchi blasonati non vuol dire che il prodotto cinese senza marchio noto sia scadente. E' tutto da vedere e la cosa va studiata e giudicata prodotto per prodotto |
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Il problema non è tanto nelle materie "scadenti", ad esclusione di quei prodotti particolari tipo "cucina con legno secolare e marmo italiano" (sfido chiunque e dire che la qualità è la stessa a meno che ci comprino da noi le materie prime) Si parte generalmente sempre da una base comune. Peccato che in Cina sono completamente fuori ogni logica di produzione industrializzata in un ottica di rispetto dell'ambiente, del lavoratore e del profitto. Nel ciclo di lavorazione si saltano numerose fasi (sopratutto quelle sulla sicurezza) i test di qualità sono ridotti ai minimi termini, i collaudi post produzione idem, gli stipendi sono irrisori. Aggiungente il fatto che molti imprenditori europei andati li proprio per questo motivo e ci siamo spiegati tante cose. Io lavoro in un'azienda che ha investito in questo senso... fare in Cina tutto quello che si può far fare... e non sono tutte rose e fiori. Le cose vanno bene, per il momento, sono per l'immediato "risparmio", solita ottica da imprenditore brianzolo di provincia... |
ok
allora il vero problema sono le multinazionali prima e le piccole e medie aziende che si sono installate in loco poi quindi sarebbero queste da "punire" commercialmente per un discorso etico? vista così mi sta anche bene. Non in Cina ma in India e nel Sud Est asiatico, quante multinazionali della chimica hanno trasferito le linee di produzione industriale che non erano più compatibili con dettami ambientali e di tutela degli operai, quando a partire dagli anni '70 si è creata una coscienza ambientale in questa europa? parliamo di amianto, ddt e balle varie non seghe mentali qualsiasi... se dico questo è perchè in una multinazionale della chimica ci ho lavorato ;) |
Il mio AGV longway (vedere post "attenzione" nella sezione abbigliamento) sotto l'imbottitura estraibile diceva MADE IN CINA!!!:confused:
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Dico solo una cosa che se quel csco venisse venduto sul mercato a 50 euro probabilmente lo comprerei anche io e con gli 80 euro di differenza mi ci compro qualcosa di altro ma regalare soldi a chi importa questi prodotti e li rimarchia sinceramente non mi garba.
Per vs info il cascho era omologato EU, ma questo poco significa, in Lussemburgo le etichette di omologazione le compri senza test.....ciao |
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c'è ancora chi pensa di non trovare differenza in un buon arai, shoei ecc...
rispetto tanti altri:rolleyes: |
Il fatto che una cosa sia prodotta in cina non significa automaticamente che sia scadente. Per fare un esempio, la giacca Rallye 2 Pro della BMW (che sfido chiunque a definire scadente!) e' fatta al 100% in Cina.
Il punto semmai e': quanto costa alla BMW quella giacca? Quanto ci ricarica sopra per arrivare al prezzo sinceramente oltraggioso di 630 euro? |
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L'abbigliamento tecnico BMW comprato 2 anni fà era made in Taiwan e Vietnam........ La differenza è........ che non c'è differenza di prezzo, sono entrambi molto costosi. Mi sorge il dubbio che qualcuno ci guadagni molto..........:( |
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nel salario degli operai che producono il casco in questione; nei controlli di qualità sui materiali e sui processi produttivi; nella rispondenza dei processi produttivi alle normative ecologiche e antinfortunistiche; nei costi della ricerca e della sperimentazione; nei costi di pubblicità; nell'assistenza post-vendita... Insomma, ce n'è di cose da fare con quei 130 euri... :cool: |
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moltissimi prodotti sono scadenti, ma moltissimi sono del tutto equivalenti a quelli balsonati semplicemente perche' ...SONO GLI STESSI. Come detto da qualcun altro ,posso portare un esempio illuminante sulla ipocrisia generale.A pachino c'era il cosiddetto "silk market" , una distesa infinita di bancarelle permanenti con falsi e "veri" .Orologi anche fatti molto bene delle note marche, penne montblanc a 1 euro molto ben imitate, e marchi noti dell'abbigliamento sportivo e modaiolo . Di questi ultimi capi di abbigliamento ho saputo dal mio collega locale, che molta roba era "vera", ossia usciva dal medesimo stabilimento delle marche vere piu' o meno di straforo. Il bello e' che tutto era alla luce del sole, le bancarelle assolutamente permanenti, ogni tanto arrivava la polizia che faceva la scena di attraversare il mercatino, questi chiudevano e riaprivano dopo mezz'ora. Non capisco nemmeno la logica della sceneggiata.Per inciso....per la moglie giacchino di prada in cachemire 25 euro |
Di principio non ho nulla contro i prodotti cinesi. Sono invece molto deluso da come vengono fatti i prodotti in Cina. A parte qualche mosca bianca, chiunque va in Cina per produrre a basso costo. I prezzi di produzione cinesi sono irrisori semplicemente perché, come già detto, gli operai sono sfruttati peggio che nell'Inghilterra dell'800. Se posso evito qualsiasi prodotto cinese. Se tutti facessimo altrettanto...
Non ricordo dove ma avevo letto che a chi voleva produrre in Cina, il governo dell'ex celeste impero, imponeva il divieto di tenere segrete le tecnologie utilizzate. In pratica regalare le conoscenze acquisite. Bel sistema per risparmiare su ricerca e sviluppo. Correggetemi se sbaglio, grazie. Saluti, Sbirro. |
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al questione pare controversa.
se si cerca sul ueb per delocalizzazione, marchio ce, sentenze cassazione, e parole simili, viene fuori di tutto. per es.: http://www.sib.it/Itasib/novita/tm/100505.htm http://www.aidanews.it/articoli.asp?IDArticolo=6440 http://www.unindustria.bg.it/restyli...alizzazione%22 boh. |
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